Il Tirreno

Grosseto

L’isola di Giannutri da oggi è a secco

di Ivana Agostini
L’isola di Giannutri da oggi è a secco

Acquedotto spegnerà il dissalatore per una morosità. Il Consorzio: «Vogliamo pagare ma a certe condizioni»

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ISOLA DI GIANNUTRI. Da oggi l’isola di Giannutri sarà a secco. Sull’isola è arrivato il d-day: Acquedotto del Fiora spegnerà il dissalatore che rifornisce di acqua l’isola. Ai residenti, che secondo il Fiora risultano morosi, era stata mandata una diffida ad adempiere.

Al Fiora devono essere pagati oltre 100.000 euro di bollette arretrate negli ultimi tre anni. Il Consorzio dell’isola di Giannutri però non ci sta ad essere tacciato di morosità senza che siano spiegati i perché dei mancati pagamenti. «Come in un moderno assedio ci vorranno prendere per sete – spiega il presidente del Consorzio Mauro Pica Villa – L’erogazione di acqua verrà sospesa, come minacciato dall’Acquedotto del Fiora, per il mancato pagamento della fornitura. Ma noi residenti vogliamo pagare».

Pica Villa ribadisce la volontà dei 24 residenti e dei proprietari di immobili di pagare, però a determinate condizioni. «Vogliamo farlo come tutti i cittadini italiani per un’acqua potabile e non per una “non idonea agli usi igienico sanitari”», continua il presidente del Consorzio.

Dalle analisi fatte eseguire dal Consorzio stesso e dalla Asl, l’acqua non sarebbe idonea agli usi igienici. «Residenti e proprietari – spiega Pica Villa – vogliono pagare i loro effettivi consumi e non per un’acqua accumulata in cisterne di epoca romana a dir poco obsolete. Questo è impensabile in qualsiasi città italiana. In quelle cisterne non viene fatta manutenzione da anni e c’è una dispersione del 50% di acqua. Roba da terzo mondo».

Il Consorzio vuole pagare ma solo a determinate condizioni che ritiene non siano presenti sull’isola di Giannutri.

Condizioni in assenza delle quali non si considerato morosi dato che sostengono di non ricevere un servizio di fornitura per cui valga la pena pagare. «Vogliamo pagare i consumi registrati nei singoli contatori che abbiamo inutilmente chiesto di installare e che ci negano – dice l’isolano – e vogliamo pagare per un’acqua “potabile” sulla base di un contratto di fornitura individuale e non per un contratto “collettivo” imposto a un ente che non l’ha mai richiesto e che non ha utenze idriche». Il Consorzio rincara la dose giustificando i motivi della “morosità”. «Non vogliamo pagare per responsabilità altrui, di chi ha sempre sfruttato le risorse dell’isola e non ha investito un euro in servizi pubblici. Vogliamo pagare ma vogliamo che le risorse derivanti dalle tasse, le imposte e le tariffe locali siano reinvestite in servizi per l’isola come prevede la legge». Da oggi, però, a meno che non succeda qualcosa di imprevisto, il dissalatore smetterà di funzionare e l’isola di Giannutri sarà senza acqua. Senza il dissalatore sarà assetata. Rimane da vedere se il Fiora sarà inflessibile e considererà esaurito il tempo concesso agli abitanti dell’isola o se concederà una proroga.

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