Gioco
Il New York Times loda la Maremma accessibile ai disabili
di Alfredo Faetti
Il quotidiano cita lo studio della Fondazione Cesare Serono che ha contato 5 stabilimenti virtuosi dei 10 in Toscana
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GROSSETO. «A place in the sun». «Un posto al sole», titola il New York Times. Un posto al sole garantito e accogliente per tutte le persone non autosufficienti, che trovano spazio sui lidi italiani che hanno attrezzato i propri stabilimenti all’evenienza. Spiagge accessibili ai disabili che la Fondazione Cesare Serono, dedita ai servizi socio sanitari, ha mappato e certificato in uno studio, subito pubblicato dal quotidiano statunitense.
E in questa vetrina internazionale, la Maremma la gioca da padrona: sono sedici in tutto le spiagge menzionate dalla Fondazione e tra queste ben cinque rientrano nel Grossetano, di fatto la zona al primo posto in questa classifica speciale, che comunque deve ancora essere completata.
Due a Marina di Grosseto, poi Follonica, Orbetello e Porto Ercole: sono queste le spiagge accessibili nostrane finite alla ribalta della cronaca d’Oltreoceano.
L’articolo del Times è incentrato sul litorale laziale di Focene, dove è allestito lo stabilimento La Madonnina, uno di quelli compresi nella mappatura della Cesare Serono. È lì che va la corrispondente del quotidiano per descrivere queste realtà d’eccellenza, ma il suo racconto scritto non toglie lustro al primato maremmano.
L’articolo web infatti, che già avuto migliaia di condivisioni sui social tra Facebook e Twitter, contiene l’intero elenco stilato dalla Fondazione e chiunque l’abbia letto – attraverso il link allegato della Fondazione – ha notato che la sigla “GR” è quella che si ripete maggiormente. C’è la Spiaggia Tangram, a Follonica, il Braccio Energy Beach a Orbetello, la Spiaggia del Gombo a Porto Ercole e la doppietta di Marina di Grosseto con il Bagno Moderno e il Moreno Beach.
Nessun’altra provincia tra quelle visitate ha così tanti stabilimenti, secondo la Cesare Serono, pronti ad accogliere al meglio i disabili, così da poterli sostenere durante tutta la loro vacanza sul mare.
«La Toscana ha ben interpretato il concetto dell’accessibilità – ha spiegato nel corso di un’intervista Gianfranco Conti, direttore della Fondazione – I dieci stabilimenti che abbiamo visitato sono la migliore testimonianza che è possibile coniugare business e impegno sociale».
Sono dieci, infatti, gli stabilimenti toscani finiti in questo elenco. E cinque di questi sono maremmani: un’eccellenza che porta la zona del grossetano alla ribalta in una vetrina internazionale di grande prestigio.
Ma la soddisfazione per chi ha messo in piedi queste attività arriva da ben altro. Ad esempio, dal fatto che il resto del nostro Paese non è poi così all’avanguardia in termini di accessibilità al mare. «Le spiagge attrezzate sono meno del 5 per cento», è la denuncia lanciata a inizio agosto da Vincenzo Falabella, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Hanidacp (Fish).
«Rendere accessibile una spiaggia non è solo una questione di strutture tecniche o di barriere architettoniche – riprende infatti Conti nella sua intervista –. Gli aspetti pratici, forse, sono i più semplici da risolvere. Le barriere culturali sono le più difficili da abbattere. Un disabile non solo deve avere la possibilità di accedere alla spiaggia, ma deve anche sentirsi accolto».
Se quindi la tendenza italiana è tutt’altro che lusinghiera quando si tratta di disabilità a diritto alla spiaggia, la Maremma rappresenta un’eccellenza.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
E in questa vetrina internazionale, la Maremma la gioca da padrona: sono sedici in tutto le spiagge menzionate dalla Fondazione e tra queste ben cinque rientrano nel Grossetano, di fatto la zona al primo posto in questa classifica speciale, che comunque deve ancora essere completata.
Due a Marina di Grosseto, poi Follonica, Orbetello e Porto Ercole: sono queste le spiagge accessibili nostrane finite alla ribalta della cronaca d’Oltreoceano.
L’articolo del Times è incentrato sul litorale laziale di Focene, dove è allestito lo stabilimento La Madonnina, uno di quelli compresi nella mappatura della Cesare Serono. È lì che va la corrispondente del quotidiano per descrivere queste realtà d’eccellenza, ma il suo racconto scritto non toglie lustro al primato maremmano.
L’articolo web infatti, che già avuto migliaia di condivisioni sui social tra Facebook e Twitter, contiene l’intero elenco stilato dalla Fondazione e chiunque l’abbia letto – attraverso il link allegato della Fondazione – ha notato che la sigla “GR” è quella che si ripete maggiormente. C’è la Spiaggia Tangram, a Follonica, il Braccio Energy Beach a Orbetello, la Spiaggia del Gombo a Porto Ercole e la doppietta di Marina di Grosseto con il Bagno Moderno e il Moreno Beach.
Nessun’altra provincia tra quelle visitate ha così tanti stabilimenti, secondo la Cesare Serono, pronti ad accogliere al meglio i disabili, così da poterli sostenere durante tutta la loro vacanza sul mare.
«La Toscana ha ben interpretato il concetto dell’accessibilità – ha spiegato nel corso di un’intervista Gianfranco Conti, direttore della Fondazione – I dieci stabilimenti che abbiamo visitato sono la migliore testimonianza che è possibile coniugare business e impegno sociale».
Sono dieci, infatti, gli stabilimenti toscani finiti in questo elenco. E cinque di questi sono maremmani: un’eccellenza che porta la zona del grossetano alla ribalta in una vetrina internazionale di grande prestigio.
Ma la soddisfazione per chi ha messo in piedi queste attività arriva da ben altro. Ad esempio, dal fatto che il resto del nostro Paese non è poi così all’avanguardia in termini di accessibilità al mare. «Le spiagge attrezzate sono meno del 5 per cento», è la denuncia lanciata a inizio agosto da Vincenzo Falabella, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Hanidacp (Fish).
«Rendere accessibile una spiaggia non è solo una questione di strutture tecniche o di barriere architettoniche – riprende infatti Conti nella sua intervista –. Gli aspetti pratici, forse, sono i più semplici da risolvere. Le barriere culturali sono le più difficili da abbattere. Un disabile non solo deve avere la possibilità di accedere alla spiaggia, ma deve anche sentirsi accolto».
Se quindi la tendenza italiana è tutt’altro che lusinghiera quando si tratta di disabilità a diritto alla spiaggia, la Maremma rappresenta un’eccellenza.
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