Il dolore
follonica
Forzata la porta della sede di Rc
Bartoletti: «Gesto intimidatorio, ma noi non abbiamo paura»
2 MINUTI DI LETTURA
FOLLONICA. È stata forzata la serratura della sede di Rifondazione comunista a Follonica: dal partito parlano di «gesto intimidatorio». Qualche anno fa furono i vetri del circolo Che Guevara, che si trova al primo piano del centro commerciale della 167 Ovest, ad essere rotti con pezzi di porfido. Ieri mattina invece è stata trovata dai responsabili del partito la porta d’ingresso manomessa.
«Quando stamani (ieri per chi legge, ndr) siamo andati in sede per l’apertura dei nostri sportelli di assistenza – racconta Gabri Bartoletti, segretario del circolo – abbiamo trovato la serratura danneggiata. È evidente che si è trattato di un tentativo per entrare nei nostri locali. Presumibilmente è stato usato un cacciavite, ma saranno le autorità preposte a stabilire come sono andati veramente i fatti. Abbiamo presentato denuncia ai carabinieri. Non è la prima volta che subiamo attacchi del genere, ma gli autori non pensino di intimorirci: il clima in cui si è scatenata una guerra contro i deboli e contro i lavoratori non favorisce un dialogo sereno, ma queste azioni non possono rientrare nella normalità delle cose».
Bartoletti spiega che nella sede del circolo non c’è nulla che possa interessare ai ladri: non ci sono pc, non ci sono strumenti tecnologici, nulla di appetibile «Non sappiamo chi può essere l’autore o gli autori di questo gesto – dice – Sappiamo solo che non possiamo parlare di bravata, ma di atto delinquenziale. La matrice di tale episodio verrà appurata dalle forze dell’ordine. Al momento non possiamo escludere nessuna ipotesi. Vedremo se le immagini della sorveglianza saranno utili». (p.v.)
«Quando stamani (ieri per chi legge, ndr) siamo andati in sede per l’apertura dei nostri sportelli di assistenza – racconta Gabri Bartoletti, segretario del circolo – abbiamo trovato la serratura danneggiata. È evidente che si è trattato di un tentativo per entrare nei nostri locali. Presumibilmente è stato usato un cacciavite, ma saranno le autorità preposte a stabilire come sono andati veramente i fatti. Abbiamo presentato denuncia ai carabinieri. Non è la prima volta che subiamo attacchi del genere, ma gli autori non pensino di intimorirci: il clima in cui si è scatenata una guerra contro i deboli e contro i lavoratori non favorisce un dialogo sereno, ma queste azioni non possono rientrare nella normalità delle cose».
Bartoletti spiega che nella sede del circolo non c’è nulla che possa interessare ai ladri: non ci sono pc, non ci sono strumenti tecnologici, nulla di appetibile «Non sappiamo chi può essere l’autore o gli autori di questo gesto – dice – Sappiamo solo che non possiamo parlare di bravata, ma di atto delinquenziale. La matrice di tale episodio verrà appurata dalle forze dell’ordine. Al momento non possiamo escludere nessuna ipotesi. Vedremo se le immagini della sorveglianza saranno utili». (p.v.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
