Il Tirreno

Grosseto

Dialisi: «Meglio Piombino di Massa»

di Alfredo Faetti
Dialisi: «Meglio Piombino di Massa»

Paziente confronta i due reparti: «Per lo stesso numero di assistiti là ci sono tre medici oltre il primario. Da noi uno solo»

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MASSA MARITTIMA. Personale educato e molto competente, reparto ristrutturato, macchinari nuovi e piena disponibilità verso i pazienti. Sembrerebbe non esserci uno spillo fuori posto, ma le carenze – secondo Ennio Bartoletti, 60 anni, follonichese che parla in qualità di paziente – vengono fuori dal confronto con la vicina Piombino: qui i medici a disposizione nel reparto in questione sono tre oltre al responsabile, mentre a Massa Marittima ce n’è uno soltanto, oltretutto costretto a occuparsi anche di altre mansioni, dall’ambulatorio a quelle manageriali. Eppure il numero dei pazienti è lo stesso.

Parliamo del reparto di dialisi, la procedura che corregge i livelli delle sostanze tossiche nel sangue quando i reni non sono più in grado di farlo, e a sollevare il caso (ma non è il primo) sulla situazione del Sant’Andrea è proprio uno dei pazienti che deve sottoporsi alla cura.

Quello con Piombino è un confronto che non “tiene”, neanche se gettiamo lo sguardo sull’area vasta Sud Est, quella di competenza dell’Asl 9, dato che nei medesimi reparti di Poggibonsi o Nottola i medici sono ben più di uno. «Non è assicurata la presenza del medico per tutti i turni di dialisi e spesso i pazienti sono lasciati in mano ai soli infermieri» dice Bartoletti, 60 anni, follonichese. È lui l’occhio del confronto, perché nel calvario della sua malattia ha potuto constatare le differenze tra un ospedale e l’altro, nonostante i chilometri di distanza siano ben pochi.

La diagnosi di una grave insufficienza renale per Bartoletti arriva proprio a Piombino, nel 2010, e per lui parte una lunga strada di cure, che comunque daranno i loro risultati.

Al Villamarina, il presidio piombinese, il reparto di dialisi è così strutturato: un primario, tre medici e una decina di infermieri. Sio tratta di un organico insomma pienamente in grado di coprire tutti i turni di dialisi, che vanno avanti dal lunedì al sabato compresi. «In questo modo i pazienti, una quarantina in tutto, hanno sempre a disposizione un medico», spiega Bartoletti, che dopo le cure ha dovuto affidarsi per la dialisi alla sua Asl di competenza, quella grossetana, che lo ha messo nelle mani del reparto di Massa Marittima, il secondo più grande della provincia dopo quello di Grosseto.

«Il personale è ottimo e preparato – tiene subito a puntualizzare – Anche gli spazi sono nuovi e ben tenuti». C’è un però, che viene fuori appunto dal confronto.

Bartoletti parte con la dialisi nel presidio massetano a giugno e subito si rende conto delle differenze. Al Sant’Andrea la struttura del reparto si limita invece a un medico responsabile a dieci infermieri. «Eppure anche qui i pazienti sono una quarantina in tutto», continua. Il punto, sottolinea Bartoletti, è che il medico deve anche occuparsi di altre mansioni che lo portano lontano dal reparto. «Se accade qualcosa – spiega – viene chiamato il medico di turno al pronto soccorso, ma può accadere che sia un chirurgo o un dermatologo con competenze dunque non specifiche per le nostre condizioni».

Si tratta di una questione già sollevata in passato, sia con una raccolta firme da parte dei pazienti sia con un’azione sindacale promossa dalla Fials, ma nulla è cambiato.

Non solo: «Il reparto è nuovo ma alla dialisi non vengono concessi alcuni spazi: ad esempio non c’è una stanza in cui poter “appoggiare” un paziente che ha un problema per il quale non serve comunque il trasferimento al pronto soccorso».

La direzione dell’Asl 9 spiega che il centro dialisi «è strutturato con un medico presente durante le sedute: in alcuni turni per tutta la durata della prestazione dialitica, mentre in altri si trova nel reparto di nefrologia e dialisi e, comunque, assicura la continuità dell’assistenza ai dializzati. I turni sono organizzati in base ai carichi di lavoro e il medico è disponibile per eventuali necessità e valutazioni. In caso di emergenza inoltre, come prevedono i protocolli, viene attivato il percorso dell’emergenza intra-ospedaliera. Per quanto riguarda la logistica – conclude l’Asl – la dialisi di Massa Marittima è stata recentemente oggetto di ristrutturazione per renderla più adeguata e confortevole, per pazienti e per il personale sanitario».

Bartoletti, forte del confronto con la vicina Piombino e con gli altri presidi dell’area vasta come Poggibonsi, insiste: «Perché negli altri ospedali sì e a Massa no? » .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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