Il dolore
Aiuto, le fossette stradali traboccano di acque nere
di Giovanna Mezzana
Braccagni: irrisolto il giallo dei liquami scuri e maleodoranti vicino al cimitero I residenti: «Le erbacce sono state tagliate ma il problema è ancora tutto lì»
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GROSSETO. Non c’è sollievo per il naso dei braccagnini. È ancora puteabonda la fossetta a margine della strada che corre dal passaggio a livello di via dei Garibaldini fino al cimitero. Ed è traboccante di un’acqua scura, quasi nera. Nessuno si azzarda più a frequentare il campo santo per i miasmi che sarebbero insopportabili. Per Braccagni le fossette a margine carreggiata sono un problema annoso ma anche un mistero. Anzi, sono quasi un giallo irrisolto da anni perché nessuno mai è riuscito a rispondere alla domanda cittadina che chiede da dove arrivino quelle acque scure.
A riaccendere – per l’ennesima volta – le luci sulla questione è Mario Giacomo Iacobucci, uno dei residenti di Braccagni che abbiamo nominato sentinella in occasione della tappa di Caffé Tirreno che si è svolta a primavera nella frazione. «L’erba alta sull’argine della fossa è stata tagliata durante l’estate – dice la nostra sentinella che già prima di Ferragosto ci aveva annunciato la buona notizia – ma il fetore non è andato via. Non solo: probabilmente durante le operazioni di sfalcio – continua – i liquami che erano nel fosso sono stati sparsi qua e là nella scarpata». Sul fronte dell’odore, dunque, è peggio di prima, nonostante le temperature – la calura di solito è un corroborante dei cattivi odori – si siano un po’ abbassate.
I miasmi si sprigionano dall’acqua inspiegabilmente scura che corre lungo la fossa. Non è la prima volta che accade. Durante la giunta guidata da Emilio Bonifazi «qualcuno tentò anche di scoprire quale fosse la fonte dei liquami» – ricordano in paese – che però non si è mai trovata.
Se fosse acqua proveniente dalla fognatura «è chiaro – dicono i braccagnini – che ci sarebbe un problema serio da risolvere a tutela della salute pubblica».
Dopo il passaggio a livello di via Garibaldini, e per i successivi 100 metri circa in direzione cimitero, la fossetta stradale è per un tratto tombata; dopodiché diventa a cielo aperto ed è qui che – a margine del lato sinistro della carreggiata – i liquami cominciano a scorrere. L’abbiamo detto: siamo nelle vicinanze del cimitero; e rasenta quasi l’inciviltà – secondo gli abitanti – il fatto che un campo santo, dove chiunque si reca per portare un fiore ai propri defunti, sia ammorbato da un simile sgradevole odore.
Ci sarà mai qualcuno in grado di risolvere il problema? Tra amministrazione comunale, Acquedotto del Fiora, Consorzio di Bonifica? O qualcun altro che si faccia venire l’idea di come si possa scoprire la fonte delle acque scure? La speranza è che l’autunno porti buone nuove: a Braccagni.
A riaccendere – per l’ennesima volta – le luci sulla questione è Mario Giacomo Iacobucci, uno dei residenti di Braccagni che abbiamo nominato sentinella in occasione della tappa di Caffé Tirreno che si è svolta a primavera nella frazione. «L’erba alta sull’argine della fossa è stata tagliata durante l’estate – dice la nostra sentinella che già prima di Ferragosto ci aveva annunciato la buona notizia – ma il fetore non è andato via. Non solo: probabilmente durante le operazioni di sfalcio – continua – i liquami che erano nel fosso sono stati sparsi qua e là nella scarpata». Sul fronte dell’odore, dunque, è peggio di prima, nonostante le temperature – la calura di solito è un corroborante dei cattivi odori – si siano un po’ abbassate.
I miasmi si sprigionano dall’acqua inspiegabilmente scura che corre lungo la fossa. Non è la prima volta che accade. Durante la giunta guidata da Emilio Bonifazi «qualcuno tentò anche di scoprire quale fosse la fonte dei liquami» – ricordano in paese – che però non si è mai trovata.
Se fosse acqua proveniente dalla fognatura «è chiaro – dicono i braccagnini – che ci sarebbe un problema serio da risolvere a tutela della salute pubblica».
Dopo il passaggio a livello di via Garibaldini, e per i successivi 100 metri circa in direzione cimitero, la fossetta stradale è per un tratto tombata; dopodiché diventa a cielo aperto ed è qui che – a margine del lato sinistro della carreggiata – i liquami cominciano a scorrere. L’abbiamo detto: siamo nelle vicinanze del cimitero; e rasenta quasi l’inciviltà – secondo gli abitanti – il fatto che un campo santo, dove chiunque si reca per portare un fiore ai propri defunti, sia ammorbato da un simile sgradevole odore.
Ci sarà mai qualcuno in grado di risolvere il problema? Tra amministrazione comunale, Acquedotto del Fiora, Consorzio di Bonifica? O qualcun altro che si faccia venire l’idea di come si possa scoprire la fonte delle acque scure? La speranza è che l’autunno porti buone nuove: a Braccagni.
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