Il Tirreno

Grosseto

Sindaco contro diocesi: «Depreda le opere»

di Fiora Bonelli

Federico Balocchi torna a reclamare reliquiario e statua di Santa Fiora custoditi a Pitigliano

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SANTA FIORA. L’amministrazione comunale santafiorese, sindaco Federico Balocchi in testa, rivuole le sue opere d’arte oggi conservate nel museo diocesano d’arte sacra di Pitigliano e invita a una mobilitazione generale. Ma non solo. Il sindaco chiama a raccolta anche gli altri sindaci dei comuni che ricadono sotto la diocesi di Sovana Pitigliano. «Oggi è toccato a Santa Fiora – dice – ma domani potrebbe toccare a tutti». Per questo ha convocato ieri a Santa Fiora un’adunanza pubblica.

«Il valore e il senso di una comunità passa da tutte le sue componenti, laiche e religiose, architettoniche e strutturali, culturali e sociali», dice Balocchi che torna ad affrontare il tema delle opere d’arte trasferite a Pitigliano e del rapporto tra comunità civile e diocesi.

La diocesi ne reclama la proprietà, ma il comune osserva: «Le opere d’arte sacra – dice – nascono in un luogo preciso, spesso sono frutto di lasciti di famiglie o congregazioni alla parrocchia e non alla Diocesi. Negare questo collegamento profondo e giustificare l’espropriazione con un diritto di proprietà, è profondamente sbagliato, non è giusto».

Intanto, però, una lunga lista di opere Santa Fiora non ce l’ha più e la Madonna di Jacopo della Quercia, trasferita da Santa Fiora, fa bella mostra di sé nell’ingresso museale diocesano. Il crocifisso trecentesco della chiesa di Sant’Agostino sembra stia per essere portato a Pitigliano da Santa Fiora, mentre, invece, proprio a Sant’Agostino il Comune sta per aprire un suo museo. «E non è escluso – commenta Balocchi – che gli agostiniani abbiamo lasciato in eredità quel crocifisso alla comunità santafiorese e non alla diocesi».

Insomma è guerra. «Il reliquiario delle Sante – continua il sindaco – invece di stare a casa sua, nella nostra pieve, sta a Pitigliano e solo il 29 luglio torna a Santa Fiora per essere baciato dal popolo. Poi frettolosamente viene riportato Pitigliano».

Da Santa Fiora, nel tempo, sono state trasferite al museo diocesano pitiglianese otto importanti testimonianze dell’arte italiana legate all’affetto della popolazione. «Le affermazioni del vescovo mi preoccupano – dice il sindaco –. Ribadendo, infatti, il diritto di “fare quello che ritiene meglio” apre a un pericoloso principio estendibile a ogni Comune e, di fatto, afferma una sorta di extra territorialità delle parrocchie rispetto a Comuni e enti locali. In pratica la diocesi potrebbe in qualsiasi momento spogliare le chiese del territorio dai beni in esse contenuti».

Balocchi parla di «depredazione» e sottolinea come «in tutti questi anni il Comune di Santa Fiora abbia sempre ritenuto essenziale il rapporto con le chiese del territorio, reputandole un luogo importante dal punto di vista sociale e artistico. Abbiamo contribuito alla loro vita». La diocesi afferma di aver mantenuto le strutture attingendo soltanto a fondi propri. «Non è vero – smentisce il sindaco –. Il Comune tra il 2014 e il 2015 ha sostenuto interventi per le Chiese di Santa Fiora per un importo di circa 26.000 euro. Lo abbiamo fatto e siamo pronti a rifarlo. Lo abbiamo fatto volentieri perché le chiese sono anche un patrimonio della comunità e la collaborazione fra Chiesa e Amministrazione è indispensabile». E incalza: «Noi vorremmo che il rapporto con le nostre parrocchie si rafforzasse. È in tal senso che richiediamo con forza la ricollocazione a Santa Fiora delle opere d’arte oggi a Pitigliano e dichiariamo la volontà di accoglierle contribuendo alla musealizzazione e messa in sicurezza di Sant’Agostino. Il protocollo d’intesa stilato in passato con la parrocchia aveva questo intento, ma oggi è negato».

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