Il Tirreno

Grosseto

la bomba carta all’airone 

Si presentano in questura anche gli altri due ragazzi

Si presentano in questura anche gli altri due ragazzi

GROSSETOIl cerchio, finalmente, si è chiuso. Altri due ragazzi ieri si sono presentati in Questura per raccontare cosa sia successo alle tre di domenica mattina, quando una grosso petardo è stato...

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO
Il cerchio, finalmente, si è chiuso. Altri due ragazzi ieri si sono presentati in Questura per raccontare cosa sia successo alle tre di domenica mattina, quando una grosso petardo è stato lanciato contro l’hotel Airone in via Senese, dove sono comparse anche le scritte di offese nei confronti della squadra dell’Olbia calcio, ospite dell’albergo. Confermando quello che già due giorni fa avevano raccontato agli uomini della Digos i primi due giovani che avevano deciso di presentarsi spontaneamente, accompagnati dall’avvocato Alessandro D’Amato. . Sono quattro ragazzi, tutti tra i 25 e i 30 anni che lavorano. Sabato sera si sono trovati per passare insieme la serata. Probabilmente hanno bevuto qualche bicchiere di troppo e quando sono passati da via Senese, l’autobus dell’Olbia parcheggiato accanto all’albergo avrebbe fatto venir loro voglia di compiere quell’atto. Prima il petardo, come lo hanno definito loro, poi quelle scritte sul muro con la svastica disegnata al contrario.

L’esplosione della bomba carta ha provocato lo “sfogliamento” della parete ventilata dell’albergo dove la squadra dell’Olbia era ospite, insieme a un gruppo di motociclisti che aveva partecipato al raduno.

Le indagini dei carabinieri erano partite subito, poi è intervenuto l’ufficio politico della questura. I quattro ragazzi si sono presentati spontaneamente ai poliziotti spiegando di aver voluto fare una «goliardata» di pessimo gusto. E sottolineando che il tifo e la politica non c’entravano nulla con quel gesto. Avevano bevuto forse un po’ troppo e hanno trovato quel modo per chiudere il sabato sera.

Due di loro erano andati in questura due giorni fa insieme al loro avvocato, gli altri due si sono presentati uno ieri mattina e uno ieri pomeriggio. Sono stati sentiti dagli investigatori a lungo: ai poliziotti della digos hanno chiarito quello che è successo la mattina di domenica. Fuori c’era un temporale fortissimo e il boato del petardo è stato sentito solo dal portiere dell’albergo.

Ora i quattro ragazzi dovranno farsi carico del pagamento dei danni provocati all’Hotel Airone.

Francesca Gori

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa