La manifestazione
Il clochard e il suo cane trovano una casa - Guarda il video
Grosseto. Aveva lottato perché la bestiola non gli fosse tolta. Grazie al tam-tam sul web, un ex parà li accoglie nella sua azienda
GROSSETO. Ha un nuovo capitolo – che scalda il cuore a chi lo legge – la vicenda di Andrea e del suo inseparabile amico a quattro zampe. Ricordate la storia del cagnolino di nome “Robusto” chiuso dentro un sacco nero per l’immondizia e lanciato da un’auto, a notte fonda, in un canale alla Rugginosa? E ricordate la battaglia intrapresa da chi lo aveva raccolto e nutrito – Andrea, 52 anni, senza casa e senza lavoro – perché la bestiola non gli fosse tolta e data in adozione (non avendo lui alcuna fonte di sostentamento)? Dopo i servizi del Tirreno e di Toscana Tv che raccontavano la loro storia è scattata una gara di solidarietà per aiutarli. E ora lui e il suo cane hanno trovato qualcuno che li ha accolti. Stanno a Firenzuola, nell’azienda agricola di un ex parà.
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La sorpresa dal cielo. Ex incursore della marina militare – era nella Brigata San Marco – poi ex autista, Andrea si trasferisce nove anni fa da Firenze a Grosseto perché ha in mano un’opportunità di lavoro che sembra concreta, ma che poi si rivela evanescente. Lavora qua e là ma alla fine finisce per strada. Da solo. È dura. Di giorno cerca chance per sopravvivere, di notte dorme in un giaciglio di fortuna non lontano da un canale, in zona Rugginosa. Ed è proprio qui che una notte di giugno, gli cade quasi addosso un saccone nero “condominiale”. Si muove. Lo apre e tra cocci di bottiglie di vetro salta fuori un cucciolo di cane, bianco e nero. Sta bene: e siccome si è salvato da un volo di cinque metri d’altezza Andrea lo chiama Robusto, ’Busto, a volte, per fare prima.
La battaglia. Diventano inseparabili. La mattina li trovi di fronte al Pam di via Sabotino dove i clienti del market e quelli del bar che sta a pochi passi danno una mano ad Andrea per tirare su’Busto: crocchette, spiccioli e anche qualcosa di più per le vaccinazioni dal veterinario. Poi, all’improvviso, Andrea sente di perdere di nuovo il tempo ritrovato grazie a Busto. È agosto e per la prima volta incontriamo l’ex incursore di fronte al Pam: «La volontaria di un’associazione è venuta a controllare come lo tengo e mi ha detto che sarebbe meglio che lo dessi a loro per metterlo in adozione». È arrabbiato. E qui comincia la sua battaglia. «Se mi tolgono lui – dice – combatto e a quel punto non avrò più nulla da perdere. Mi è caduto dal cielo: Dio ci ha messo insieme e noi ci si resta».
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Il tam-tam. Il Tirreno esce con la storia di Andrea e del suo’Busto nell’edizione del 13 agosto. Anche il giornalista grossetano Carlo Sestini dedica un servizio ad entrambi su Toscana Tv. Poi pubblichiamo “il pezzo” sul Tirreno web e sulla nostra pagina Facebook: e la storia comincia a “girare”. «Il servizio è rimbalzato sui siti web di tante associazioni di ex combattenti – ci dice Andrea – Un ex parà, in particolare, l’ha letto e mi ha trovato». Come? Avevamo scritto che tanti aiuti ad Andrea arrivavano dal bar nelle vicinanze del Pam di via Sabotino: «L’ex parà è andato su Google Maps, ha visto che l’unico bar era “Al Barrino” – ci spiega – ne ha cercato il numero e li ha contattati. Dal bar mi hanno chiamato subito».
La moscotte. Ed è così che Andrea e il suo cane oggi vivono a Firenzuola: «Nell’azienda agricola dell’ex parà» ci dice per telefono. «Ho trovato vitto, alloggio e ho quel che mi serve» e in cambio dell’aiuto ricevuto Andrea in azienda si rimbocca le maniche. E Robusto? «Ah, sta benissimo – ci risponde – Sta con me 24 ore su 24. Poi qui ci sono cinque cani razza Corso e lui è diventata la loro mascotte. L’hanno accettato nel branco come fosse uno di loro. Il maschio e la femmina anziani l’hanno adottato: non lo perdono mai di vista e lo tengono lontano dai pericoli. Ora, per esempio, ha tra le zampe un osso più grosso di lui: gliel’ha portato nonna Sally, una cagnolona di 12 anni».
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La gara di solidarietà. L’ex parà di Firenzuola non è stato l’unico a candidarsi per far sì che Andrea e Robusto potessero continuare insieme il loro cammino: è il destino, del resto, che ha fatto incrociare le loro strade. In redazione, per esempio, ci ha telefonato Margherita Franchi, una volontaria di Pisa che fa parte dell’associazione Maidasoli di Lamezia Terme. Prima via Twitter, poi via Fb e poi telefonicamente si è fatta avanti Valentina Belmonte, di Bari, giornalista di Quotidiano Italiano, per farci pervenire l’offerta di aiuto di Tania di Treviso. Sono tutte chance per Andrea che a Firenzuola ha trovato una prima sistemazione, non quella risolutiva: pian piano, infatti, lui vuole riuscire a camminare sulle proprie gambe: «Mi hanno chiamato da Rieti, da Torino, da Cuneo – aggiunge – Sono venuto a Firenzuola perché, possibilmente – spiega – volevo rimanere in Toscana. E anche quando stavo davanti al Pam di Grosseto ho avuto tante manifestazioni concrete di solidarietà e tanti aiuti. Voglio ringraziare tutti: i grossetani e chi ha chiamato da fuori. È la gente “comune” che non è rimasta sorda al nostro appello e che si è fatta avanti: di sindaco, vicesindaco, assessori, assistenti sociali, invece, delle istituzioni, insomma, non ho visto neanche l’ombra».
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