Trasporti
associazioni di categoria
«Incertezza e confusione imprenditori scoraggiati»
GROSSETO. Il Comune acceleri i tempi per definire al più presto il nuovo bando per i gazebo del centro storico. Questa in sintesi la posizione della associazioni di categoria dei commercianti che,...
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GROSSETO. Il Comune acceleri i tempi per definire al più presto il nuovo bando per i gazebo del centro storico. Questa in sintesi la posizione della associazioni di categoria dei commercianti che, sollecitate dal giornale, intervengono nei seguenti termini.
Ascom Confcommercio. Gabriella Orlando (direttrice): «Oggi sono passati un anno e 4 mesi da quando questa amministrazione si è insediata e la questione dei bandi non è risolta: certo, è uscito quello per le aree esterne al centro storico, ma quello per l’interno ancora no. Sappiamo che il Comune vi sta lavorando, ma ci auguriamo che la procedura sia veloce, visto che già siamo in ritardo. Dal punto di vista degli operatori commerciali è tardi. Gli imprenditori non hanno avuto alcun tipo di consapevolezza rispetto al loro destino. A questo punto chiedo che il bando per il centro storico esca questa settimana e che resti aperto nel più breve tempo possibile, anche solo un mese. Entro fine ottobre dev’essere possibile realizzare i dehor. Riguardo al bando già uscito che riguarda l’esterno del centro storico, stesso discorso: mi auguro che l’amministrazione comunale valuti le domande nel minor tempo possibile».
Sulle 14 domande arrivate agli uffici. «Noi non valutiamo particolarmente scarso questo numero di domande. Sapevamo che non sarebbero state centinaia e non ne prevedevamo di più – risponde Orlando – Forse molti hanno rinunciato a presentare la richiesta perché le imprese non hanno i tempi elefantiaci di un’amministrazione pubblica: evidentemente qualche imprenditore si è scoraggiato di fronte a tempi biblici e a uno scenario dove regnano sovrane l’incertezza e la confusione e le imprese hanno altre urgenze e necessità rispetto a un ente pubblico». I tempi delle imprese – dice Ascom – sono completamente opposte rispetto a quelli della burocrazia e hanno bisogno di maggiore snellezza e rapidità. Qualcuno può aver rinunciato. Occorre un cambio di passo.
Confesercenti. «Riguardo ai metri quadri disponibili fissati dall’amministrazione (600 metri) – dice Gloria Faragli (direttrice) - avevamo avuto rassicurazione che sarebbero stati sufficienti rispetto all’esistente. In caso questi metri quadri non dovessero bastare rispetto alle eventuali richieste successive anche di nuove aperture di esercizi di somministrazione di alimenti e bevande sarebbe necessario modificare il regolamento urbanistico, e questo allungherebbe ulteriormente l’iter. Auspichiamo che tra le richieste ad oggi presentate non ve ne siano di coincidenti sulle stesse aree. Anche perché in quel caso non è chiaro quale criterio verrà utilizzato per scegliere». Per quanto riguarda il bando per il centro storico, «avvicinandosi la stagione autunnale - dice Faragli - «ci auguriamo che i tempi siano i più brevi possibile per assicurare alle imprese lo spazio necessario per offrire accoglienza ai propri clienti e valorizzare i contesti urbani in cui sono inseriti, date le motivazioni che hanno visto questa amministrazione modificare il regolamento esistente e di conseguenza cambiare l’aspetto di alcune aree della città». (el.g.)
Ascom Confcommercio. Gabriella Orlando (direttrice): «Oggi sono passati un anno e 4 mesi da quando questa amministrazione si è insediata e la questione dei bandi non è risolta: certo, è uscito quello per le aree esterne al centro storico, ma quello per l’interno ancora no. Sappiamo che il Comune vi sta lavorando, ma ci auguriamo che la procedura sia veloce, visto che già siamo in ritardo. Dal punto di vista degli operatori commerciali è tardi. Gli imprenditori non hanno avuto alcun tipo di consapevolezza rispetto al loro destino. A questo punto chiedo che il bando per il centro storico esca questa settimana e che resti aperto nel più breve tempo possibile, anche solo un mese. Entro fine ottobre dev’essere possibile realizzare i dehor. Riguardo al bando già uscito che riguarda l’esterno del centro storico, stesso discorso: mi auguro che l’amministrazione comunale valuti le domande nel minor tempo possibile».
Sulle 14 domande arrivate agli uffici. «Noi non valutiamo particolarmente scarso questo numero di domande. Sapevamo che non sarebbero state centinaia e non ne prevedevamo di più – risponde Orlando – Forse molti hanno rinunciato a presentare la richiesta perché le imprese non hanno i tempi elefantiaci di un’amministrazione pubblica: evidentemente qualche imprenditore si è scoraggiato di fronte a tempi biblici e a uno scenario dove regnano sovrane l’incertezza e la confusione e le imprese hanno altre urgenze e necessità rispetto a un ente pubblico». I tempi delle imprese – dice Ascom – sono completamente opposte rispetto a quelli della burocrazia e hanno bisogno di maggiore snellezza e rapidità. Qualcuno può aver rinunciato. Occorre un cambio di passo.
Confesercenti. «Riguardo ai metri quadri disponibili fissati dall’amministrazione (600 metri) – dice Gloria Faragli (direttrice) - avevamo avuto rassicurazione che sarebbero stati sufficienti rispetto all’esistente. In caso questi metri quadri non dovessero bastare rispetto alle eventuali richieste successive anche di nuove aperture di esercizi di somministrazione di alimenti e bevande sarebbe necessario modificare il regolamento urbanistico, e questo allungherebbe ulteriormente l’iter. Auspichiamo che tra le richieste ad oggi presentate non ve ne siano di coincidenti sulle stesse aree. Anche perché in quel caso non è chiaro quale criterio verrà utilizzato per scegliere». Per quanto riguarda il bando per il centro storico, «avvicinandosi la stagione autunnale - dice Faragli - «ci auguriamo che i tempi siano i più brevi possibile per assicurare alle imprese lo spazio necessario per offrire accoglienza ai propri clienti e valorizzare i contesti urbani in cui sono inseriti, date le motivazioni che hanno visto questa amministrazione modificare il regolamento esistente e di conseguenza cambiare l’aspetto di alcune aree della città». (el.g.)
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