Il dolore
Gazebo, solo 14 richieste fuori dal centro
di Elisabetta Giorgi
Tempo scaduto per il primo bando. Le domande dei commercianti non copriranno i 600 mq concessi dal Comune
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GROSSETO. Gazebo fuori dal centro storico: il tempo è scaduto e agli uffici del Comune sono arrivate 14 domande. Tanti (o meglio pochi) sono gli imprenditori che hanno chiesto di dotarsi di un manufatto esterno al proprio locale, fuori dalle Mura. Ora via libera all’apertura delle buste.
Il bando. In questi mesi il Comune ha fissato le modalità e i requisiti per i dehor e deciso che i bandi dovessero essere 2: uno per le aree esterne alle Mura medicee e la fascia subito circostante, e uno per il centro storico. Tenicamente, il bando riguarda “l’assegnazione delle concessioni delle aree pubbliche da destinare all’esercizio di somministrazione di cibi e bevande nel capoluogo”. Chi vuole dotarsi di un gazebo deve ottenere lo spazio “in concessione”. Al momento il Comune ha bandito solo il primo bando mentre non è pronto l’altro.
Cosa prevede. Gazebo fino a 40 metri quadrati con assegnazione a esaurimento fino al raggiungimento di un massimo di 600 metri quadrati e preferenza per chi già occupava legittimamente suolo pubblico alla data del 20 settembre 2016: sono stati questi i criteri di assegnazione in concessione per 12 anni delle aree su cui è stata data la possibilità di chiedere il permesso a costruire per realizzare i gazebo a servizio di bar, ristoranti e pizzerie. Sempre il Comune prima del bando ha disposto che, se le richieste di aree pubbliche dovessero superare in tutto i 600 metri quadrati, verrebbe assegnato un criterio preferenziale a quei soggetti che dimostrassero d’aver occupato «con idoneo titolo» l’area oggetto di domanda al 20 settembre 2016 (quando fu adottata la delibera del consiglio comunale che allineava i regolamento edilizio a quello urbanistico, eliminando, di fatto, tutti i gazebo esistenti in città). Chi otterrà la concessione avrà tre mesi di tempo per chiedere al Comune il rilascio del permesso di costruire; in caso contrario il concessionario verrà dichiarato rinunciatario. Sulle aree date in concessione potranno essere costruiti gazebo in legno o ferro battuto o verniciato, antracite o nero, con tetto in legno, di colore rosso o muschio, o in rame. Tra gli obblighi del concessionario ci sono il pagamento del canone del primo anno, prima del rilascio della concessione stessa, e la stipula di una polizza fideiussoria che garantisca il pagamento dei canoni delle ulteriori 11 annualità.
Le associazioni di categoria i mesi scorsi avevano più volte sollecitato il Comune a definire il prima possibile le procedure. E tornano a farlo ora con il secondo bando (v. articolo sotto). Una risorsa – quella dei gazebo – considerata vitale per estendere all’esterno del locale la propria attività e infondere una boccata d’ossigeno al commercio non floridissimo.
I risultati. Contrariamente alle previsioni (o ai timori) solo 14 sono state le domande arrivate. E fatti due rapidi conti, anche nel caso in cui ognuno dei richiedenti abbia fatto richiesta del massimo della volumetria possibile, il totale complessivo resta comunque al di sotto della previsione comunale che indica complessivamente una soglia di 600 metri quadrati.
Cosa succede ora. In questa settimana si insedia la commissione che lavorerà su queste domande, aprirà le buste, passerà a verificare la correttezza formale della documentazione presentata, e quindi procederà ad assegnare in concessione le aree pubbliche da destinare all’esercizio di somministrazione di cibi e bevande. Difficile stabilire i tempi. Certo è che non si pone il problema del superamento della soglia disponibile e dunque non scatterà alcuna complicazione riguardo alla necessità di valutare in via preferenziale chi abbia diritto all’area e chi meno.
Piuttosto, se dovesse risultare la correttezza formale di tutte le domande con relativi requisiti, avremmo 14 locali che fuori delle Mura si doteranno presto di un nuovo gazebo per 12 anni.
Il bando. In questi mesi il Comune ha fissato le modalità e i requisiti per i dehor e deciso che i bandi dovessero essere 2: uno per le aree esterne alle Mura medicee e la fascia subito circostante, e uno per il centro storico. Tenicamente, il bando riguarda “l’assegnazione delle concessioni delle aree pubbliche da destinare all’esercizio di somministrazione di cibi e bevande nel capoluogo”. Chi vuole dotarsi di un gazebo deve ottenere lo spazio “in concessione”. Al momento il Comune ha bandito solo il primo bando mentre non è pronto l’altro.
Cosa prevede. Gazebo fino a 40 metri quadrati con assegnazione a esaurimento fino al raggiungimento di un massimo di 600 metri quadrati e preferenza per chi già occupava legittimamente suolo pubblico alla data del 20 settembre 2016: sono stati questi i criteri di assegnazione in concessione per 12 anni delle aree su cui è stata data la possibilità di chiedere il permesso a costruire per realizzare i gazebo a servizio di bar, ristoranti e pizzerie. Sempre il Comune prima del bando ha disposto che, se le richieste di aree pubbliche dovessero superare in tutto i 600 metri quadrati, verrebbe assegnato un criterio preferenziale a quei soggetti che dimostrassero d’aver occupato «con idoneo titolo» l’area oggetto di domanda al 20 settembre 2016 (quando fu adottata la delibera del consiglio comunale che allineava i regolamento edilizio a quello urbanistico, eliminando, di fatto, tutti i gazebo esistenti in città). Chi otterrà la concessione avrà tre mesi di tempo per chiedere al Comune il rilascio del permesso di costruire; in caso contrario il concessionario verrà dichiarato rinunciatario. Sulle aree date in concessione potranno essere costruiti gazebo in legno o ferro battuto o verniciato, antracite o nero, con tetto in legno, di colore rosso o muschio, o in rame. Tra gli obblighi del concessionario ci sono il pagamento del canone del primo anno, prima del rilascio della concessione stessa, e la stipula di una polizza fideiussoria che garantisca il pagamento dei canoni delle ulteriori 11 annualità.
Le associazioni di categoria i mesi scorsi avevano più volte sollecitato il Comune a definire il prima possibile le procedure. E tornano a farlo ora con il secondo bando (v. articolo sotto). Una risorsa – quella dei gazebo – considerata vitale per estendere all’esterno del locale la propria attività e infondere una boccata d’ossigeno al commercio non floridissimo.
I risultati. Contrariamente alle previsioni (o ai timori) solo 14 sono state le domande arrivate. E fatti due rapidi conti, anche nel caso in cui ognuno dei richiedenti abbia fatto richiesta del massimo della volumetria possibile, il totale complessivo resta comunque al di sotto della previsione comunale che indica complessivamente una soglia di 600 metri quadrati.
Cosa succede ora. In questa settimana si insedia la commissione che lavorerà su queste domande, aprirà le buste, passerà a verificare la correttezza formale della documentazione presentata, e quindi procederà ad assegnare in concessione le aree pubbliche da destinare all’esercizio di somministrazione di cibi e bevande. Difficile stabilire i tempi. Certo è che non si pone il problema del superamento della soglia disponibile e dunque non scatterà alcuna complicazione riguardo alla necessità di valutare in via preferenziale chi abbia diritto all’area e chi meno.
Piuttosto, se dovesse risultare la correttezza formale di tutte le domande con relativi requisiti, avremmo 14 locali che fuori delle Mura si doteranno presto di un nuovo gazebo per 12 anni.
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