Proteste
Casa allagata, in tanti con scope e secchi
La lettera di ringraziamento di una famiglia: «Il primo settembre sarà la giornata dell’amicizia»
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FOLLONICA. «Pensi di aver perso tutto, in realtà ciò di cui hai bisogno è lì, pronto ad aiutarti».
Il racconto dell’alluvione di venerdì scorso di Laura Bralia ha scaldato il cuore dei follonichesi nelle ultime ore. Le parole della donna sono apparse sui social a distanza di due giorni da quel primo settembre di paura, quando lei assieme al marito Marco e al figlio più piccolo, ha trovato la sua taverna completamente sommersa d’acqua.
Un metro e sessanta: ecco l’altezza raggiunta da quell’ondata di pioggia e fango nella parte più bassa della sua casa in San Luigi. E quell’acqua si è portata via scooter, lavatrici, mobili, ma soprattutto molti ricordi della famiglia.
Di fronte a quello scenario venerdì mattina le emozioni erano tutte negative, ma c’è stato poi un momento in cui tutto è cambiato, grazie alle persone che sono arrivate ad aiutare la coppia. Un gruppo di follonichesi che ha dimostrato affetto e solidarietà alla coppia, mettendosi al lavoro e aiutandoli a ripulire quel disastro. «Il primo settembre è una data che solitamente coincide per me con l’inizio dell’anno scolastico, da quest’anno, invece, avrà un nuovo significato, quello dell’amicizia – dice Laura – Sì, perché in un momento di buio, sconforto, rabbia e totale senso di impotenza pensi di aver perso tutto quello che nel tempo hai costruito e realizzato con tanta, tanta fatica da parte di tutta la famiglia. Pensi che non ti riprenderai più dall’immagine della tua casa violata e irriconoscibile. Pensi che non ce la farai a ripulire tutto e che i ricordi perduti sono ormai intrappolati sotto il fango. Quando i vigili del fuoco, meravigliose persone, finiscono di togliere l’acqua, entri col cuore in gola e le gambe pesanti come cemento».
Poi però arrivano gli amici: chi prende uno straccio e inizia a pulire, chi asciuga con cura le foto, chi trova i vestiti coperti di fango li lava e li riporta stirati. Gli uomini che smontano mobili, sistemano tubature, raccolgono ciò che purtroppo deve essere portato in discarica, caricano i loro mezzi e liberano la strada. «Dunque non ho dubbi – conclude Laura – D’ora in poi il primo settembre a casa nostra celebreremo l’amicizia che è stata più forte di tutto. Più forte della paura e della sofferenza. Perché non è vero che abbiamo perso tanto. Anzi. Tutto quello che serve c’è e i nostri amici ce l’hanno dimostrato. Grazie a tutti da Laura e Marco, che è sempre la mia roccia».
Un racconto che scalda il cuore di tutta la città del golfo, che venerdì ha vissuto attimi di paura, che rimarranno impressi nella memoria dei follonichesi. (p.v.)
Il racconto dell’alluvione di venerdì scorso di Laura Bralia ha scaldato il cuore dei follonichesi nelle ultime ore. Le parole della donna sono apparse sui social a distanza di due giorni da quel primo settembre di paura, quando lei assieme al marito Marco e al figlio più piccolo, ha trovato la sua taverna completamente sommersa d’acqua.
Un metro e sessanta: ecco l’altezza raggiunta da quell’ondata di pioggia e fango nella parte più bassa della sua casa in San Luigi. E quell’acqua si è portata via scooter, lavatrici, mobili, ma soprattutto molti ricordi della famiglia.
Di fronte a quello scenario venerdì mattina le emozioni erano tutte negative, ma c’è stato poi un momento in cui tutto è cambiato, grazie alle persone che sono arrivate ad aiutare la coppia. Un gruppo di follonichesi che ha dimostrato affetto e solidarietà alla coppia, mettendosi al lavoro e aiutandoli a ripulire quel disastro. «Il primo settembre è una data che solitamente coincide per me con l’inizio dell’anno scolastico, da quest’anno, invece, avrà un nuovo significato, quello dell’amicizia – dice Laura – Sì, perché in un momento di buio, sconforto, rabbia e totale senso di impotenza pensi di aver perso tutto quello che nel tempo hai costruito e realizzato con tanta, tanta fatica da parte di tutta la famiglia. Pensi che non ti riprenderai più dall’immagine della tua casa violata e irriconoscibile. Pensi che non ce la farai a ripulire tutto e che i ricordi perduti sono ormai intrappolati sotto il fango. Quando i vigili del fuoco, meravigliose persone, finiscono di togliere l’acqua, entri col cuore in gola e le gambe pesanti come cemento».
Poi però arrivano gli amici: chi prende uno straccio e inizia a pulire, chi asciuga con cura le foto, chi trova i vestiti coperti di fango li lava e li riporta stirati. Gli uomini che smontano mobili, sistemano tubature, raccolgono ciò che purtroppo deve essere portato in discarica, caricano i loro mezzi e liberano la strada. «Dunque non ho dubbi – conclude Laura – D’ora in poi il primo settembre a casa nostra celebreremo l’amicizia che è stata più forte di tutto. Più forte della paura e della sofferenza. Perché non è vero che abbiamo perso tanto. Anzi. Tutto quello che serve c’è e i nostri amici ce l’hanno dimostrato. Grazie a tutti da Laura e Marco, che è sempre la mia roccia».
Un racconto che scalda il cuore di tutta la città del golfo, che venerdì ha vissuto attimi di paura, che rimarranno impressi nella memoria dei follonichesi. (p.v.)
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