Il dolore
Cani sciolti dietro la bomba carta all’Airone
di Francesca Gori
I carabinieri sono sulle tracce degli autori: non ci sarebbe alcun collegamento con la tifoseria organizzata del Gavorrano
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GROSSETO. Erano le tre del mattino di domenica quando la bomba carta lanciata contro il muro dell’Hotel Airone, davanti al quale era parcheggiato l’autobus dell’Olbia calcio. Frammenti di quell’ordigno fatto in casa con la polvere da sparo sono stati trovati e sequestrati dai carabinieri. Una traccia ci sarebbe: chi ha lanciato la bomba carta contro l’albergo non farebbe parte di alcun gruppo organizzato di tifosi. E non sarebbe un ultrà del Gavorrano che domenica sera si è scontrato allo Zecchini con l’Olbia.
I carabinieri sono stati chiamati dal portiere di notte dell’albergo che si affaccia su via Senese, dove, sul muretto accanto all’ingresso, è comparsa anche una scritta contro gli ospiti dove campeggiano una croce celtica e una svastica. Dalle immagini delle telecamere di videosroveglianza che si trovano all’esterno della struttura non sarebbero emersi elementi utili per la scarsa qualità del filmato.
I militari della compagnia di Grosseto escludono comunque che chi ha lanciato la bomba carta e imbrattato il muro faccia parte della tifoseria organizzata.
L’attacco, più che all’Olbia calcio, sarebbe sembrato più il gesto di qualcuno che domenica mattina si è voluto divertire in quel modo, lanciando un ordigno contro l’autobus.
In via Senese, il boato della bomba carta, non lo ha sentito quasi nessuno tranne il portiere di notte dell’albergo che ha visto la fiammata a pochi metri di distanza dalla scrivania alla quale era seduto. E non perché non abbia fatto rumore: domenica mattina era in corso un temporale e stava tuonando ormai da tempo.
È facile quindi che la deflagrazione della bomba carta sia stata confusa con il rumore di un tuono appunto.
Intanto Simona Tozzi, proprietaria dell’albergo, ha voluto ringraziare tutti: a partire dal patron del Gavorrano Luigi Mansi e dal dg dell’Olbia Alessio Busi che le hanno dimostrato immediatamente solidarietà mettendosi a disposizione.
I carabinieri sono stati chiamati dal portiere di notte dell’albergo che si affaccia su via Senese, dove, sul muretto accanto all’ingresso, è comparsa anche una scritta contro gli ospiti dove campeggiano una croce celtica e una svastica. Dalle immagini delle telecamere di videosroveglianza che si trovano all’esterno della struttura non sarebbero emersi elementi utili per la scarsa qualità del filmato.
I militari della compagnia di Grosseto escludono comunque che chi ha lanciato la bomba carta e imbrattato il muro faccia parte della tifoseria organizzata.
L’attacco, più che all’Olbia calcio, sarebbe sembrato più il gesto di qualcuno che domenica mattina si è voluto divertire in quel modo, lanciando un ordigno contro l’autobus.
In via Senese, il boato della bomba carta, non lo ha sentito quasi nessuno tranne il portiere di notte dell’albergo che ha visto la fiammata a pochi metri di distanza dalla scrivania alla quale era seduto. E non perché non abbia fatto rumore: domenica mattina era in corso un temporale e stava tuonando ormai da tempo.
È facile quindi che la deflagrazione della bomba carta sia stata confusa con il rumore di un tuono appunto.
Intanto Simona Tozzi, proprietaria dell’albergo, ha voluto ringraziare tutti: a partire dal patron del Gavorrano Luigi Mansi e dal dg dell’Olbia Alessio Busi che le hanno dimostrato immediatamente solidarietà mettendosi a disposizione.
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