La protesta
"Porte fuori legge: disabili inascoltati"
L'associazione Grosseto al centro si scaglia contro le barriere nell’atrio comunale: "Non rispettate le norme su sicurezza e accessibilità".
GROSSETO. Sono di spesso vetro antisfondamento le due porte fatte installare dall’amministrazione cittadina nell’atrio del municipio, eppure non riescono a riparare il Comune di Grosseto dalla bufera che si è scatenata dopo la loro comparsa, di cui ha dato notizia il Tirreno nei giorni scorsi.
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Il Comune ha spiegato che le porte servono a controllare e regolare gli accessi. Questione di sicurezza, insomma.
Per l’associazione Grosseto al centro e per la coordinatrice della consulta per la disabilità, invece, è questione – rispettivamente – di mancato rispetto delle regole e di mancato rispetto dei diritti dei disabili.
L’associazione Grosseto al centro definisce le due porte a vetri «fuori legge» e sostiene che i 14.396 euro «dei contribuenti» siano stati «spesi senza rispettare le normative sulla sicurezza né quelle in materia di accessibilità delle persone con disabilità e superamento delle barriere architettoniche». L’anta infatti misura circa 67 centimetri, mentre per legge la misura minima prevista per la luce netta delle ante apribili dalla persona in sedia a rotelle è di 75 centimetri, come prevedono il decreto 236/1989 e il regolamento edilizio comunale. Quanto alla sicurezza, l’associazione fa notare la mancanza di maniglioni antipanico, indispensabili in caso di evacuazioni.
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Grosseto al centro vuole sapere chi ha dato il benestare al progetto e chiede perché non sia stato sottoposto al parere della consulta comunale per la disabilità.
E poi, chiede l’associazione, che dire della montagna di pratiche e di controlli da parte della polizia municipale che devono affrontare i privati e i commercianti alle prese con le ristrutturazioni? «A maggior ragione ci pare inaccettabile una tale superficialità da parte del Comune», dice l’associazione.
Che avrebbe preferito una diversa destinazione per quei soldi. «Sarebbe stato socialmente più utile spenderli per i bagni per i disabili – dice Grosseto al centro – e per abbattere le barriere architettoniche, invece di costruirne di nuove, o comunque per la reale sicurezza dei luoghi di lavoro. Quel che è certo è che quelle porte, fuori legge, dovranno essere tolte o modificate spendendo altro denaro pubblico. Se il Comune avesse chiesto preventivamente il parere della consulta comunale per la disabilità, probabilmente questo macroscopico errore non sarebbe stato commesso».
Ed è proprio la coordinatrice della consulta per la disabilità, Luciana Pericci, che si fa portavoce dell’amarezza delle 14 associazioni – che fanno parte della consulta stessa – per l’installazione di queste porte.
«Sinceramente – dice Pericci – non ci aspettavamo questa sorpresa, questo “regalino”. Pur capendo il motivo per cui le porte sono state messe in posa, non capiamo come mai a priori non si pensa mai ai disabili e alle normative vigenti, non si pensa mai a chiamarci e a consultarci. È questo quello che ci ha più costernato e amareggiato».
Ad oggi per far passare le sedie a rotelle si deve chiedere l’intervento del portinaio perché sblocchi i fermi e apra entrambe le ante. «Si devono fare le acrobazie e salire su uno sgabellino per togliere il fermo», dice Pericci.
«Un ente come il Comune dovrebbe provvedere a togliere le barriere architettoniche, non a metterne di nuove. Mi auguro che provvedano quanto prima», conclude Pericci. Che due giorni fa ha scritto al Comune.
Intanto nel pomeriggio di mercoledì 30 agosto il Municipio ha risposto via Pec all’associazione e ha inviato anche una nota alla stampa. L’installazione delle due porte, spiega l’ente, è avvenuta intorno a Ferragosto. «Purtroppo, a causa delle ferie estive, il meccanismo per l’automazione che consentirà l’apertura contemporanea delle due ante non è stato consegnato – dice il Comune –. A lavori ultimati sarà consentita l'apertura contemporanea delle due ante e l’utilizzo dell’intera luce della porta di circa 140 centimetri».
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