Il Tirreno

Grosseto

lotta al parassita

«Punteruolo, la rimozione spetta ai privati»

Alfredo Faetti
«Punteruolo, la rimozione spetta ai privati»

Il Comune sollecita i proprietari delle piante infestate a provvedere: altrimenti scatta la multa

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GROSSETO. I primi sintomi si manifestano sulla chioma. Le foglie perdono il loro classico portamento verticale e si afflosciano, dando così l’effetto di un ombrello aperto. Se la palma arriva a questo punto occorre intervenire subito per salvarla, perché è il segnale che l’infestazione è già in fase avanzata. Significa che quel minuscolo insetto simile ad uno scarabeo ha già infettato la pianta e rischia di allargare ancor di più l’epidemia.

Parliamo del punteruolo rosso, un parassita purtroppo ben conosciuto a Grosseto, dove le palme non mancano di certo. Il Comune assicura di aver fatto tutto il necessario per gli alberi di sua competenza e ora invita i privati, in maniera diretta, a fare altrettanto, ricordando che sul punteruolo rosso è in vigore una legge regionale che fissa obblighi e divieti: imposizioni che se non rispettate possono portare a sanzioni fino a 1.500 euro. «Il problema è per le piante di proprietà privata, tra le quali il numero di quelle infestate dall’insetto sta raggiungendo un numero preoccupante», si legge in una nota diffusa dal municipio. Non ci sono dati precisi a riguardo, ma basta pensare a quante palme sono presenti in città per capire come sia stato facile allargare l’infestazione per il parassita dal momento che ha fatto la sua comparsa. Trascurare questa terribile bestiola sarebbe un errore: basta vedere quel che è accaduto a Livorno nel giro di un anno, durante il quale sono state abbattute decine di piante. L’amministrazione grossetana però assicura di aver fatto la sua parte. «L’impegno del Comune di Grosseto nel contenimento del punteruolo rosso delle palme ha raggiunto risultati importanti: delle 270 piante pubbliche, monitorate e curate con trattamenti preventivi dall’ente, sono state soltanto due quelle colpite dal pericoloso coleottero», continua la nota, facendo intendere che adesso se il problema persiste è responsabilità dei privati. Non c’è alcuna ordinanza che impone i grossetani di farsi carico dei propri alberi, solo un invito piuttosto marcato.

«Per loro, non ci sarà nessuna modulistica da compilare: il Servizio fitosanitario regionale toscano, infatti, non eseguirà più nessun tipo di sopralluogo per accertare la presenza dell’insetto - spiega il Comune - I proprietari dovranno, perciò, provvedere alla rimozione dei soggetti colpiti, secondo le modalità operative previste dal decreto di lotta obbligatoria». E occhio a ignorare questo invito, perché la legge regionale a cui si fa riferimento (emessa nel 2015 proprio per combattere il parassita) prevede multe che vanno dai 600 ai 1.500 per chi non rispetta i propri obblighi. In questo senso, il Comune fornisce alcune tipologie d’intervento: le piante di palme (Phoenix canariensi, Phoenix dactilyfera, Wasghintonia Filifera etc.) ancora esenti dalla presenza del punteruolo rosso, dovranno essere sottoposte ad interventi endoterapici preventivi, come le docce, da far eseguire da ditte specializzate del settore. Per i soggetti colpiti, invece, si dovrà provvedere al loro abbattimento e alla loro rimozione, come previsto dal piano di azione per contrastare il punteruolo delle palme.
 

 

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