Sicurezza
lutto
Muore Dante Ciattini l’infermiere ciclista
GROSSETO. Si è spento ieri a 68 anni il grossetano Dante Ciattini, stimato infermiere in pensione e uno dei punti di riferimento dello sport provinciale nel settore del ciclismo. Soffriva da tempo di...
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GROSSETO. Si è spento ieri a 68 anni il grossetano Dante Ciattini, stimato infermiere in pensione e uno dei punti di riferimento dello sport provinciale nel settore del ciclismo. Soffriva da tempo di un male incurabile. Lascia la moglie Anna Romualdi, parrucchiera, e le figlie Silvia e Sara Ciattini. I funerali sono oggi alle 16,30 nella chiesa del Cottolengo a Grosseto.
Sportivo nell’anima, amante delle due ruote, fin da giovanissimo Dante Ciattini aveva manifestato una straordinaria passione per il ciclismo, che ha poi contraddistinto tutta la sua vita. Cicloamatore per hobby, andava sempre in bici - fin dalla più tenera età - disputando anche gare amatoriali. Dopo un corso presso la federazione ciclistica italiana, Dante era poi diventato direttore sportivo di secondo livello svolgendo la sua attività sportiva come allenatore ciclistico soprattutto negli anni ’90, periodo del boom del ciclismo grossetano. È stato direttore sportivo dell’Unione ciclistica Grosseto, sodalizio fondato da Edo Villani e Secondo Benedetti. Grazie al suo carisma e alla sua passione, Ciattini ha formato intere generazioni di giovani con talento e bravura. «Una personalità carismatica e un’ottima persona - lo ricorda commosso e dispiaciuto l’amico Benedetti ex presidente provinciale della Fci Grosseto - Il ciclismo maremmano perde uno dei suoi figli. Ottimo direttore sportivo, sotto il proprio insegnamento e guida sono passati validi giovani che hanno gareggiato con la propria bici in tutte le strade della Toscana e d’Italia. Giovanni Ciattini mancherà alla sua famiglia ma anche a noi appassionati di due ruote - continua Secondo Benedetti - La sua passione per la bicicletta sia di esempio e stimolo a coloro che oggi intraprendono la sua attività sportiva e a volte sono presuntuosi di essere già maestri del ciclismo in pochissimo tempo. Sono certo che da lassù sarà di insegnamento». Tra i suoi “allievi” c’è stato anche Cristian Lenzi, il tifoso del Grosseto morto carbonizzato in un incidente stradale, e al cui funerale Ciattini - nonostante la sofferenza della malattia - non è voluto mancare.
(el.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Sportivo nell’anima, amante delle due ruote, fin da giovanissimo Dante Ciattini aveva manifestato una straordinaria passione per il ciclismo, che ha poi contraddistinto tutta la sua vita. Cicloamatore per hobby, andava sempre in bici - fin dalla più tenera età - disputando anche gare amatoriali. Dopo un corso presso la federazione ciclistica italiana, Dante era poi diventato direttore sportivo di secondo livello svolgendo la sua attività sportiva come allenatore ciclistico soprattutto negli anni ’90, periodo del boom del ciclismo grossetano. È stato direttore sportivo dell’Unione ciclistica Grosseto, sodalizio fondato da Edo Villani e Secondo Benedetti. Grazie al suo carisma e alla sua passione, Ciattini ha formato intere generazioni di giovani con talento e bravura. «Una personalità carismatica e un’ottima persona - lo ricorda commosso e dispiaciuto l’amico Benedetti ex presidente provinciale della Fci Grosseto - Il ciclismo maremmano perde uno dei suoi figli. Ottimo direttore sportivo, sotto il proprio insegnamento e guida sono passati validi giovani che hanno gareggiato con la propria bici in tutte le strade della Toscana e d’Italia. Giovanni Ciattini mancherà alla sua famiglia ma anche a noi appassionati di due ruote - continua Secondo Benedetti - La sua passione per la bicicletta sia di esempio e stimolo a coloro che oggi intraprendono la sua attività sportiva e a volte sono presuntuosi di essere già maestri del ciclismo in pochissimo tempo. Sono certo che da lassù sarà di insegnamento». Tra i suoi “allievi” c’è stato anche Cristian Lenzi, il tifoso del Grosseto morto carbonizzato in un incidente stradale, e al cui funerale Ciattini - nonostante la sofferenza della malattia - non è voluto mancare.
(el.g.)
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