Il Tirreno

Grosseto

Massa abbraccia i suoi eroi a due ruote

di Gabriele Baldanzi

Quattro ciclisti del Velo club hanno percorso il giro del Tirreno: festa in piazza e tricolore all’arrivo 

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA MARITTIMA. Un’accoglienza da eroi. È quella che Massa Marittima, lunedì sera, ha riservato ai quattro ciclisti del Velo Club, “reduci” dal giro del Tirreno.

In piazza, ad accoglierli, mancava giusto la banda. Poi c’era tutto (e tutti): un improvvisato striscione d’arrivo, il tricolore, le trombette, l’assessore allo Sport, gli sponsor, gli amici con le bottiglie di spumante, i familiari (mogli in testa) e tanta gente comune. Andrea Franceschi, Angelo Sticchi (considerato un po’ il capospedizione), Stefano Peverini e Paolo Tasselli, tutti di età compresa tra 49 e 52 anni, amici da tempo e appassionati di cicloturismo, hanno compiuto un tour lungo la costa tirrenica, un mezzo giro d’Italia che li ha portati ad attraversare Toscana, Lazio, Campania, Basilicata, Calabria e infine Sicilia e Sardegna, prima di sconfinare in Corsica.

L’ideatore dell’impresa è Angelo Sticchi, non nuovo a esperienze di questo tipo. «La difficoltà – spiega – non è tanto nel chilometraggio, che pure è importante, ma nel fatto che non abbiamo mezzi di appoggio e limitiamo il bagaglio all’indispensabile. Io avevo circa 6 kg. Alla bici da corsa è fissato un piccolo portapacchi agganciato al tubo sella, con un esiguo zainetto dove teniamo un cambio, il necessario per lavare calze, maglie e pantaloncini, qualche integratore minerale e un paio di attrezzi e pezzi di ricambio in caso di guasti o forature. In questo modo, con la bici relativamente agile e leggera, è possibile percorrere quotidianamente distanze considerevoli. Insomma, essere spartani è una componente essenziale perché l’impresa riesca».

Una decina di cicloamatori del Velo Club, già dal mattino di lunedì, erano partiti per andare incontro al Tassellone e agli altri tre intrepidi. La ricongiunzione, dopo 12 giorni, è avvenuta a Campiglia Marittima. Poi il rientro insieme verso Massa. Il gruppetto è arrivato in piazza intorno alle 19. L’assessore allo Sport Maurizio Giovannetti, per conto dell’amministrazione comunale, ha consegnato ad ogni atleta una pergamena di riconoscimento al merito sportivo, per l’impresa realizzata. Riccardo Ceccherini, primo sostenitore dell’impresa, aveva preparato quattro corone di metallo, ricavate da corone dentate e pedivelle di biciclette. E poi le bottiglie di spumante, con cui i quattro atleti hanno letteralmente fatto la doccia.

Affetto e partecipazione sono stati gli ingredienti di una serata speciale, il miglior spot per un’avventura a metà tra sport, turismo, ricerca del limite.

Infine, dopo un salto a casa, la cena ai Tre Archi, con mogli e amici.

Ora un po’ di riposo, poi testa e gambe all’impresa 2018. Nel corso della cena sono emersi anche alcuni aneddoti del tour: Angelo che si alzava sempre per primo, all’alba, le salite sterrate al 18% dell’Irpinia, che il ciclo-computer Garmin, con navigazione dettagliata, aveva “nascosto”.

E poi il gancino rotto della scarpetta di Stefano, la macchina lasciata in prestito dal titolare del bed and breakfast in Sicilia. E quella sensazione di stanchezza incipiente vissuta nelle ultime tappe, le più dure.

Emozioni e stati d’animo di cui si sono abbeverati amici e familiari e di cui risentiremo parlare certamente molto presto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa