La manifestazione
Magnifica Antonietta Quarantasette anni per i clienti di Severi
di GABRIELE BALDANZI
Nel 1970, adolescente, l’arrivo nella farmacia profumeria Oggi, mamma e nonna, è ancora lì, colonna del negozio
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È Antonietta Dini la veterana tra le oltre cinquanta commesse segnalate dai lettori del Tirreno per competenza e disponibilità. Definirla commessa, peraltro, è riduttivo. Antonietta è il volto che simboleggia la farmacia profumeria Severi, sotto i portici di Piazza Dante. Qui serve il pubblico dal 1º aprile 1970, quando aveva appena 17 anni, assunta dal farmacista Ettore Severi, padre di Giuseppe, nonno di Andrea e Antonella. Oggi ne ha 64, ma l’approccio garbato con il cliente, quella voce inconfondibile, l’attenzione nel dare sempre il consiglio giusto è rimasta la stessa. Una professionalità senza eguali.
«Ho fatto centinaia di aggiornamenti, corsi, lezioni, anche a livello internazionale», racconta Antonietta. I Severi mi hanno sempre dato l’opportunità di crescere, migliorare. Io ho la terza media; all’epoca studiare non era per tutti. I miei genitori, lavorava solo babbo, decisero di farmi fare l’apprendistato da parrucchiera, un paio d’anni, poi di colpo passarono due treni, tra cui la proposta dei Severi, per assumermi in farmacia. Scelsi quest’ultima e non mi sono mai pentita. I primi mesi stavo in magazzino, ma ero uno scricciolo e così il dottor Ettore, vedendo anche l’impegno che ci mettevo, a ottobre del 1970, mi promosse dietro al banco. Una gioia enorme». Per Antonietta ogni tagliando che giunge in redazione è una piccola-grande gratificazione: «Mi fa piacere questa attenzione. Ho sempre svolto il mio lavoro con umiltà, senza mettermi in mostra. Se dovessi prendere un premio sarebbe una sorta di Leone alla carriera».
Sorride e continua: «Una volta, ero assunta da poco, il dottor Ettore mi disse che i clienti, dai Severi, sono tutti uguali e vanno trattati tutti alla stessa maniera, con lo stesso rispetto: il direttore di banca al pari di chi magari viene da un paese della montagna per acquistare la crema da barba; l’ufficiale della Guardia di Finanza, così come il sindaco, quando entrano da noi, sono clienti e basta. Nessuna differenza di trattamento. Non l’ho mai dimenticato».
I Severi considerano Antonietta una di famiglia e non potrebbe essere altrimenti: «Giuseppe Severi è stato il mio testimone di nozze – racconta - e mio figlio, quando si è laureato in giurisprudenza, gli ha regalato la copia zero della tesi, con la dedica. Mi sono sempre stati vicini, nei momenti belli e in quelli brutti, per esempio quando ho avuto problemi di salute. E non potrò mai smettere di ringraziarli».
È con le colleghe più giovani? «Io dal 2001 sono nel reparto cosmetico-dermatologico della farmacia. Qui un’altra regola da rispettare è quella della condivisione del sapere. Trattiamo migliaia di prodotti e ci scambiamo le conoscenze».
Antonietta è mamma e nonna. «Ho due figli: Leandro, 31 anni, che fa l’avvocato a Siena; e Francesca, 40 anni, sposata e anche lei già mamma di due ragazzi grandi, Naim e Karim, i miei nipoti».
«Ho fatto centinaia di aggiornamenti, corsi, lezioni, anche a livello internazionale», racconta Antonietta. I Severi mi hanno sempre dato l’opportunità di crescere, migliorare. Io ho la terza media; all’epoca studiare non era per tutti. I miei genitori, lavorava solo babbo, decisero di farmi fare l’apprendistato da parrucchiera, un paio d’anni, poi di colpo passarono due treni, tra cui la proposta dei Severi, per assumermi in farmacia. Scelsi quest’ultima e non mi sono mai pentita. I primi mesi stavo in magazzino, ma ero uno scricciolo e così il dottor Ettore, vedendo anche l’impegno che ci mettevo, a ottobre del 1970, mi promosse dietro al banco. Una gioia enorme». Per Antonietta ogni tagliando che giunge in redazione è una piccola-grande gratificazione: «Mi fa piacere questa attenzione. Ho sempre svolto il mio lavoro con umiltà, senza mettermi in mostra. Se dovessi prendere un premio sarebbe una sorta di Leone alla carriera».
Sorride e continua: «Una volta, ero assunta da poco, il dottor Ettore mi disse che i clienti, dai Severi, sono tutti uguali e vanno trattati tutti alla stessa maniera, con lo stesso rispetto: il direttore di banca al pari di chi magari viene da un paese della montagna per acquistare la crema da barba; l’ufficiale della Guardia di Finanza, così come il sindaco, quando entrano da noi, sono clienti e basta. Nessuna differenza di trattamento. Non l’ho mai dimenticato».
I Severi considerano Antonietta una di famiglia e non potrebbe essere altrimenti: «Giuseppe Severi è stato il mio testimone di nozze – racconta - e mio figlio, quando si è laureato in giurisprudenza, gli ha regalato la copia zero della tesi, con la dedica. Mi sono sempre stati vicini, nei momenti belli e in quelli brutti, per esempio quando ho avuto problemi di salute. E non potrò mai smettere di ringraziarli».
È con le colleghe più giovani? «Io dal 2001 sono nel reparto cosmetico-dermatologico della farmacia. Qui un’altra regola da rispettare è quella della condivisione del sapere. Trattiamo migliaia di prodotti e ci scambiamo le conoscenze».
Antonietta è mamma e nonna. «Ho due figli: Leandro, 31 anni, che fa l’avvocato a Siena; e Francesca, 40 anni, sposata e anche lei già mamma di due ragazzi grandi, Naim e Karim, i miei nipoti».
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