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tribunale/2 

Furto di bici: pedinato e pizzicato

Un carabiniere si era insospettito e aveva recuperato il mezzo

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CIVITELLA PAGANICO. Ci sono ancora i furti di biciclette e ci sono ancora i processi per furti di biciclette. Come quello che ha visto imputato Diego Cosci, 35 anni, abitante a Campagnatico, finito sotto accusa per il furto di una bicicletta da donna Atala che la proprietaria aveva lasciato legata con un cavetto di acciaio a un palo di fronte alla fermata del pullman in corrispondenza dell’albergo La Pace; un lucchetto forzato e la bici era sparita.

Cosci è stato condannato a 6 mesi e a 154 euro di multa dal giudice Giovanni Muscogiuri per quanto avvenuto nel lontano agosto 2011.

Tutto era partito quando un carabiniere, che viaggiava in auto alle porte di Campagnatico, aveva incrociato Cosci - da lui conosciuto - in sella a una bicicletta. Insospettito, il militare aveva invertito la marcia e seguito l’uomo, appostandosi nei pressi del centro commerciale. Lo aveva perso di vista ma poco dopo aveva notato, abbandonata in campagna, la stessa bicicletta sulla quale Cosci pedalava fino a pochi minuti prima. L’aveva presa e affidata a un rivenditore: da questo stesso negoziante era poi andata anche la proprietaria della bici, che l’aveva riconosciuta e ne aveva ottenuta la restituzione dopo aver parlato con i carabinieri.

Decisiva nel giudizio la testimonianza del militare, che ha ribadito di essere certo che fosse Cosci in sella proprio a quella bicicletta: il modello, il colore bianco e azzurro, il modello femminile, la presenza di un cestino portaoggetti nero sul manubrio l’avevano resa inconfondibile. Il giudice ha escluso la ricettazione. (p.s.)

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