Il dolore
Fiamme vicine alle bombole di gpl
di Ivana Agostini
Paura per l’incendio scoppiato nella macchia a Porto Santo Stefano: domato durante la notte
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PORTO SANTO STEFANO. Maxi incendio nella notte tra lunedì e martedì a Porto Santo Stefano in zona Pispino, dove il fuoco ha distrutto circa 5 ettari di macchia mediterranea. Nella zona in cui sono divampare le fiamme ci sono anche alcune case.
A tenere in allarme i vigili del fuoco, oltre alle abitazioni, è stato un deposito di bombole del gas di proprietà privata. Per spegnere l’incendio sono stati impiegati 12 automezzi dei vigili del fuoco. Le operazioni si sono rivelate impegnative vista la zona impervia e quindi difficile da raggiungere.
A complicare gli spostamenti dei mezzi anche il buio della notte.
Gli abitanti del promontorio, alcuni dei quali già a dormire, hanno iniziato a sentire un susseguirsi di sirene senza, all’inizio, capire cosa stesse succedendo.
Quando poi, anche sui social, sono iniziate a girare le immagine del rogo, gli argentarini sono entrati in apprensione. La loro mente è tornata a tanti anni fa quando il promontorio, allo scoccare di ogni stagione estiva, bruciava. Preoccupati soprattutto gli abitanti delle case.
A una di queste abitazioni il fuoco è arrivato a circa 20 metri di distanza.
Nessuno, grazie al lavoro dei vigili del fuoco, è stato fatto evacuare. Sul posto sono intervenuto le squadre di Orbetello, Grosseto, Arcidosso, Scansano e Sorano.
Le fiamme si sono sprigionate intorno a mezzanotte ed erano visibili anche da diversi chilometri di distanza tanto che la paura che il rogo arrivasse a valle era davvero tanta. C’era anche del vento e questo non aiutava a tranquillizzare gli animi.
Il rogo è stato domato con difficoltà intorno alle due di notte. Sul posto anche i carabinieri di Porto Santo Stefano e le squadre della Racchetta dell’Argentario che ieri mattina hanno continuato le operazioni di bonifica. Ieri mattina è arrivato anche l’elicottero per controllare che non ci fossero focolai e che l’incendio fosse domato veramente.
Sul posto, ieri notte, anche il sindaco Arturo Cerulli che tramite il suo gruppo Facebook, “Argentario, dire, fare, partecipare”, teneva aggiornati i cittadini su cosa stava succedendo sul promontorio mettendo foto e postando commenti sulle operazioni di spegnimento. Secondo il sindaco si tratta di un incendio di natura dolosa. «È stato difficoltoso – spiega – ma i vigili del fuoco hanno lavorato molto. Eravamo preoccupati per la presenza del deposito del gas e infatti, alcuni vigili erano pronti in quella zona se le fiamme fossero scese in quel punto. Per fortuna non c’è stata bisogno di far andare vie le persone che abitano in alcune case che si sono trovate vicine all’incendio. Ad una abitazione le fiamme sono arrivate vicinissime».
La speranza del sindaco e degli abitanti di Porto Santo Stefano è che quello di ieri sera sia stato un gesto isolato di un piromane al quale non ne seguano altri.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A tenere in allarme i vigili del fuoco, oltre alle abitazioni, è stato un deposito di bombole del gas di proprietà privata. Per spegnere l’incendio sono stati impiegati 12 automezzi dei vigili del fuoco. Le operazioni si sono rivelate impegnative vista la zona impervia e quindi difficile da raggiungere.
A complicare gli spostamenti dei mezzi anche il buio della notte.
Gli abitanti del promontorio, alcuni dei quali già a dormire, hanno iniziato a sentire un susseguirsi di sirene senza, all’inizio, capire cosa stesse succedendo.
Quando poi, anche sui social, sono iniziate a girare le immagine del rogo, gli argentarini sono entrati in apprensione. La loro mente è tornata a tanti anni fa quando il promontorio, allo scoccare di ogni stagione estiva, bruciava. Preoccupati soprattutto gli abitanti delle case.
A una di queste abitazioni il fuoco è arrivato a circa 20 metri di distanza.
Nessuno, grazie al lavoro dei vigili del fuoco, è stato fatto evacuare. Sul posto sono intervenuto le squadre di Orbetello, Grosseto, Arcidosso, Scansano e Sorano.
Le fiamme si sono sprigionate intorno a mezzanotte ed erano visibili anche da diversi chilometri di distanza tanto che la paura che il rogo arrivasse a valle era davvero tanta. C’era anche del vento e questo non aiutava a tranquillizzare gli animi.
Il rogo è stato domato con difficoltà intorno alle due di notte. Sul posto anche i carabinieri di Porto Santo Stefano e le squadre della Racchetta dell’Argentario che ieri mattina hanno continuato le operazioni di bonifica. Ieri mattina è arrivato anche l’elicottero per controllare che non ci fossero focolai e che l’incendio fosse domato veramente.
Sul posto, ieri notte, anche il sindaco Arturo Cerulli che tramite il suo gruppo Facebook, “Argentario, dire, fare, partecipare”, teneva aggiornati i cittadini su cosa stava succedendo sul promontorio mettendo foto e postando commenti sulle operazioni di spegnimento. Secondo il sindaco si tratta di un incendio di natura dolosa. «È stato difficoltoso – spiega – ma i vigili del fuoco hanno lavorato molto. Eravamo preoccupati per la presenza del deposito del gas e infatti, alcuni vigili erano pronti in quella zona se le fiamme fossero scese in quel punto. Per fortuna non c’è stata bisogno di far andare vie le persone che abitano in alcune case che si sono trovate vicine all’incendio. Ad una abitazione le fiamme sono arrivate vicinissime».
La speranza del sindaco e degli abitanti di Porto Santo Stefano è che quello di ieri sera sia stato un gesto isolato di un piromane al quale non ne seguano altri.
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