Gioco
Il palio marinaro va alla Pilarella
di Andrea Capitani
Porto S. Stefano, Solari: «Volevamo togliere la coppa d’oro alla Fortezza? Fatto»
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PORTO SANTO STEFANO. Pilarella in festa. Sono i rossobiancoblù a guastare i piani della Fortezza, che non riesce così a conquistare la sua seconda coppa d’oro consecutiva, che avrebbe proiettato l’equipaggio nell’Olimpo del Palio Marinaro dell’Argentario. La gara è stata però equilibrata, combattuta vasca su vasca e incerta fino alla fine, tanto che anche la Croce – arrivata terza – è rimasta in corsa fino alle ultime girate. Quarto il Valle che, comunque, ha i suoi meriti, giungendo a soli 15 secondi dalla prima, nonostante un equipaggio definito solo negli ultimi giorni, tra sbarchi e defezioni per problemi di carattere fisico.
È stata una bella giornata di festa per tutti i contradaioli. Le sfilate variopinte dei quattro rioni, i momenti di attesa prima dello sparo, la gioia di chi ha tagliato il traguardo per primo e la disperazione di chi, invece, dovrà attendere un altro anno per assaporare il successo.
Alla fine ad alzare le braccia al cielo, oltre al bellissimo stendardo dipinto per la sesta volta da Mara Scotto e intitolato al governatore del 1600 Nuno Orejon, sono stati i vogatori della Pilarella, ovvero Alessio Bausani al timone, Gianmarco Russo al primo remo, Fabrizio Costanzo al secondo, Dino Pari al terzo e Claudio Giovani al quarto. Il tempo di gara è di 24’35”, con la Fortezza che segue a soli tre secondi di distacco. Insomma, 4000 metri all’insegna dell’equilibrio con almeno tre rioni che si sono dati battaglia. Ed è stato, forse, proprio grazie al lavoro del timoniere Bausani, coadiuvato dai suoi quattro vogatori, a consentire alla Pilarella di accumulare quel piccolo vantaggio che ha permesso la vittoria anche se il colpo di reni dei rossobiancoblù è arrivato in vasca tra i 2400 e i 2800 metri. Prima di allora, infatti, i primi tre rioni sono stati praticamente appaiati per tutto il tempo. Anche la condizione fisica ha probabilmente giocato un ruolo fondamentale, tanto che la vittoria dell’armo del capitano Pietro Solari è stata costruita nella seconda parte «Abbiamo lavorato tutto l’anno – dice – nonostante le critiche e le pressioni esterne. Lo abbiamo fatto sotto la guida di Gabriele Rosi: ed è stato lui a scaricare l’equipaggio dalle tensioni. È stata una grande gara, abbiamo vinto e ce lo meritiamo. Tutto il rione ha lavorato con un obiettivo: togliere la coppa d’oro alla Fortezza. Ci siamo riusciti. Per il futuro? Vedremo, prima pensiamo a festeggiare».
È stata una bella giornata di festa per tutti i contradaioli. Le sfilate variopinte dei quattro rioni, i momenti di attesa prima dello sparo, la gioia di chi ha tagliato il traguardo per primo e la disperazione di chi, invece, dovrà attendere un altro anno per assaporare il successo.
Alla fine ad alzare le braccia al cielo, oltre al bellissimo stendardo dipinto per la sesta volta da Mara Scotto e intitolato al governatore del 1600 Nuno Orejon, sono stati i vogatori della Pilarella, ovvero Alessio Bausani al timone, Gianmarco Russo al primo remo, Fabrizio Costanzo al secondo, Dino Pari al terzo e Claudio Giovani al quarto. Il tempo di gara è di 24’35”, con la Fortezza che segue a soli tre secondi di distacco. Insomma, 4000 metri all’insegna dell’equilibrio con almeno tre rioni che si sono dati battaglia. Ed è stato, forse, proprio grazie al lavoro del timoniere Bausani, coadiuvato dai suoi quattro vogatori, a consentire alla Pilarella di accumulare quel piccolo vantaggio che ha permesso la vittoria anche se il colpo di reni dei rossobiancoblù è arrivato in vasca tra i 2400 e i 2800 metri. Prima di allora, infatti, i primi tre rioni sono stati praticamente appaiati per tutto il tempo. Anche la condizione fisica ha probabilmente giocato un ruolo fondamentale, tanto che la vittoria dell’armo del capitano Pietro Solari è stata costruita nella seconda parte «Abbiamo lavorato tutto l’anno – dice – nonostante le critiche e le pressioni esterne. Lo abbiamo fatto sotto la guida di Gabriele Rosi: ed è stato lui a scaricare l’equipaggio dalle tensioni. È stata una grande gara, abbiamo vinto e ce lo meritiamo. Tutto il rione ha lavorato con un obiettivo: togliere la coppa d’oro alla Fortezza. Ci siamo riusciti. Per il futuro? Vedremo, prima pensiamo a festeggiare».
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