Il Tirreno

Grosseto

Cerca di aggredire prima il medico e poi i carabinieri

Cerca di aggredire prima il medico e poi i carabinieri

Episodio movimentato al Palio di Porto S.Stefano Arrestato cinquantenne, sequestrato un mattarello

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PORTO S.STEFANO. Quale sia stata la causa dell’aggressione, nei confronti del medico prima e dei carabinieri dopo, nemmeno lui l’ha voluta dire al giudice. Si è avvalso della facoltà di non rispondere e ha parlato di un equivoco. Deve essere stato comunque il clima del Palio marinaro a giocare un brutto scherzo a Graziano Lombardi, 50 anni, originario di Orbetello e abitante a Porto S.Stefano, arrestato per resistenza ai carabinieri che erano intervenuti in soccorso del medico in servizio per la manifestazione remiera di Ferragosto. Anche perché nel suo zaino è stato trovato un mattarello da cucina in legno, avvolto da un nastro isolante di colore rosso. Uno strumento il cui porto è vietato in occasioni di manifestazioni affollate come appunto il palio.

Il giudice Giovanni Muscogiuri ha convalidato l’arresto e anche se il pm onorario Massimiliano Tozzi aveva chiesto l’obbligo di firma, lo ha rimesso in libertà in attesa del processo, che sarà celebrato (anche per l’oltraggio ai militari e il porto dell’oggetto atto a offendere) fra una ventina di giorni su richiesta del difensore Riccardo Benvenuti. Lombardi ha precedenti di polizia. L’allarme era scattato intorno alle 19.45 di martedì, quando un passante ha segnalato ai carabinieri che un uomo stava inseguendo un medico. Quest’ultimo si era poco dopo rifugiato dagli stessi militari, raccontando che l’uomo poi identificato per Lombardi aveva tentato di aggredirlo e lo aveva poi inseguito. Lombardi era poi arrivato davanti alla pattuglia e aveva minacciato il medico cercando nuovamente di aggredirlo: l’intervento dei carabinieri lo aveva impedito, anche se il maresciallo aveva rimediato uno spintone. In chiaro stato di alterazione, Lombardi aveva divincolarsi anche a gomitate. Poi, sempre secondo la ricostruzione dei carabinieri, aveva rivolto una frase minacciosa ai carabinieri («Attenti, vi denuncio, vi rovino») non perdendo di vista il medico e manifestando ancora l’intenzione di volerlo picchiare. Poi un’altra frase, mentre Lombardi era all’interno della stazione mobile dell’Arma in attesa di essere portato in ufficio: «Io faccio chiamare dal generale Basso». E giù ancora spintoni. Una volta in caserma, la perquisizione e il ritrovamento del mattarello, sequestrato. E gli arresti domiciliari, in attesa del processo celebrato ieri mattina.

Pierluigi Sposato

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