Sicurezza
Bozzone, si rompe tubo in eternit Il Fiora: «Non c’è alcun rischio»
di Giovanna Mezzana
Famiglie in ansia per la rottura di un tratto di condotta in cemento e fibre di amianto, Landi rassicura Ancora disagi sulla rete idrica che prende acqua dal serbatoio di Poggio Olivetone, pronte le autobotti
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GROSSETO. La rete idrica del Bozzone, l’origine di tutti i mali in questa estate maremmana siccitosa, non manda solo a secco i rubinetti di centinaia di case, ristoranti, residence e agriturismi – tra Grosseto e Castiglione della Pescaia – ma mette anche in ansia le famiglie nelle cui case l’acqua arriva da lì. A Braccagni si diffonde la notizia che in uno degli ultimi interventi di “rattoppo” al Bozzone, i tecnici dell’Acquedotto del Fiora hanno lavorato su «tubi in eternit» – rotti – e il pensiero dei braccagnini va subito alle fibre di amianto e a ciò che possono provocare (se respirate): ma – il presidente della società Emilio Landi assicura che «non c’è alcun rischio per la salute». E spiega anche il perché.
«Siamo preoccupati». Case, bar, trattorie, ristoranti di Braccagni sono connessi per metà alla rete del Bozzone, tant’è che nei giorni scorsi l’acqua è mancata – tre volte in tre settimane, in concomitanza con i disagi nella Piana Grossetana – solo a metà paese: era a secco chi vive dal passaggio a livello di via dei Garibaldini verso il cimitero. È Ferragosto quando a Braccagni suona l’allarme: «Alcuni residenti – conferma la nostra sentinella di Caffè Tirreno Mario Giacomo Iacobucci, braccagnino – hanno sentito dire che al Bozzone si sarebbero rotti dei tubi in eternit. Sono preoccupati, vogliono organizzare un incontro cittadino per saperne di più».
«State sereni». Il Tirreno ha dunque contattato chi è all’apice della società che gestisce il servizio idrico: «Un tratto di tubatura che è stato estratto era – conferma il presidente Landi – in cementi lavorati misti ad eternit». Non era una bufala, quindi. «Ma c’è un rischio per la salute – aggiunge Landi – solo in caso di “spolvero” (cioè la rottura con dispersione nell’aria delle fibre che possono essere di conseguenza inalate dall’apparato respiratorio, ndr). Il passaggio dell’acqua invece non sfibra i tubi e anche, se per assurdo, se ne ingerisse un pezzetto, non esiste casistica scientifica che dimostri che ci siano pericoli per la salute in caso di ingestione. Tutt’altra cosa, come è noto, è invece l’inalazione».
Sotto terra. La rete idrica che corre sotto la Maremma – ma anche quella che corre sotto la Toscana, per intenderci – è un “minestrone”. «Puoi trovare un tratto in ghisa – spiega Landi – in eternit, in ferro, in materiali plastici... a secondo di quando la tubatura è stata posizionata». Dipende da quanto vecchio è il “pezzo” di rete, e il range oscilla tra «un anno e 110 anni»: è quasi incredibile. I tratti sostituiti dal Fiora sono tutti in polietilene e in poliuretano: materiali plastici, molto più flessibili per esempio della ghisa, e che non subiscono le pressioni delle argille dei terreni che, arse dalla siccità, si ritirano provocando le famigerate frequentissime rotture.
Cantieri a settembre. Il Fiora ha annunciato che a settembre sostituirà un chilometro e mezzo di tubatura, dal Bozzone a valle. Ammesso che basti un chilometro e mezzo tutto nuovo, è una buona notizia per centinaia di famiglie. Quando il Bozzone va ko, l’acqua manca dalla Piana Grossetana fino a qualche chilometro prima di Castiglione. E cioé: a Macchiascandona, Raspollino, Ponti di Badia, Rombaia, Botrona, Casotto dei Pescatori, Piatto Lavato, Acquisti, Chiocciolaia, Cernaia, Squadre Basse, metà Braccagni, Vetulonia, Buriano. Barbaruta.
Autobotti. L’Acquedotto del Fiora si scusa «per i disagi arrecati» e annuncia che, qualora si verificassero di nuovo, verranno inviate le autobotti. Perché arrivino, è necessario contattare il numero verde gratuito 800 356935 o inviare una email o una pec a protocollo@pec.fiora.it; può essere inviata una sola richiesta anche per più utenze limitrofe.
«Basta». Ben vengano ma non bastano le scuse. Da Ponti di Badia a Braccagni, albergatori e ristoratori hanno un diavolo per capello, avendo trascorso senz’acqua (anche) il fine settimana che precede Ferragosto, mentre nella Piana Grossetana – lungo la strada della Chiocciolaia, per esempio – i rubinetti sono rimasti chiusi anche il 14 agosto, vigilia della pausa vacanziera per eccellenza. Ad esempio: a Braccagni l’acqua è andata via la mattina di sabato 12 agosto ed è tornata alle 21; idem domenica, con la stessa agenda; a Ponte di Badia, La Badiola, Macchiascandona, Vetulonia i rubinetti sono stati a secco sabato e anche domenica, fino alle 17. E lunedì – nel pomeriggio – sulla rete idrica del Bozzone si è verificata l’ennesima rottura, a cui è stato subito posto rimedio dai tecnici del Fiora, ma l’intervento non ha evitato una copiosa perdita d’acqua tra la fine della strada della Chiocciolaia e Il Cristo. Una bestemmia davanti all’altare della Maremma siccitosa.
«Siamo preoccupati». Case, bar, trattorie, ristoranti di Braccagni sono connessi per metà alla rete del Bozzone, tant’è che nei giorni scorsi l’acqua è mancata – tre volte in tre settimane, in concomitanza con i disagi nella Piana Grossetana – solo a metà paese: era a secco chi vive dal passaggio a livello di via dei Garibaldini verso il cimitero. È Ferragosto quando a Braccagni suona l’allarme: «Alcuni residenti – conferma la nostra sentinella di Caffè Tirreno Mario Giacomo Iacobucci, braccagnino – hanno sentito dire che al Bozzone si sarebbero rotti dei tubi in eternit. Sono preoccupati, vogliono organizzare un incontro cittadino per saperne di più».
«State sereni». Il Tirreno ha dunque contattato chi è all’apice della società che gestisce il servizio idrico: «Un tratto di tubatura che è stato estratto era – conferma il presidente Landi – in cementi lavorati misti ad eternit». Non era una bufala, quindi. «Ma c’è un rischio per la salute – aggiunge Landi – solo in caso di “spolvero” (cioè la rottura con dispersione nell’aria delle fibre che possono essere di conseguenza inalate dall’apparato respiratorio, ndr). Il passaggio dell’acqua invece non sfibra i tubi e anche, se per assurdo, se ne ingerisse un pezzetto, non esiste casistica scientifica che dimostri che ci siano pericoli per la salute in caso di ingestione. Tutt’altra cosa, come è noto, è invece l’inalazione».
Sotto terra. La rete idrica che corre sotto la Maremma – ma anche quella che corre sotto la Toscana, per intenderci – è un “minestrone”. «Puoi trovare un tratto in ghisa – spiega Landi – in eternit, in ferro, in materiali plastici... a secondo di quando la tubatura è stata posizionata». Dipende da quanto vecchio è il “pezzo” di rete, e il range oscilla tra «un anno e 110 anni»: è quasi incredibile. I tratti sostituiti dal Fiora sono tutti in polietilene e in poliuretano: materiali plastici, molto più flessibili per esempio della ghisa, e che non subiscono le pressioni delle argille dei terreni che, arse dalla siccità, si ritirano provocando le famigerate frequentissime rotture.
Cantieri a settembre. Il Fiora ha annunciato che a settembre sostituirà un chilometro e mezzo di tubatura, dal Bozzone a valle. Ammesso che basti un chilometro e mezzo tutto nuovo, è una buona notizia per centinaia di famiglie. Quando il Bozzone va ko, l’acqua manca dalla Piana Grossetana fino a qualche chilometro prima di Castiglione. E cioé: a Macchiascandona, Raspollino, Ponti di Badia, Rombaia, Botrona, Casotto dei Pescatori, Piatto Lavato, Acquisti, Chiocciolaia, Cernaia, Squadre Basse, metà Braccagni, Vetulonia, Buriano. Barbaruta.
Autobotti. L’Acquedotto del Fiora si scusa «per i disagi arrecati» e annuncia che, qualora si verificassero di nuovo, verranno inviate le autobotti. Perché arrivino, è necessario contattare il numero verde gratuito 800 356935 o inviare una email o una pec a protocollo@pec.fiora.it; può essere inviata una sola richiesta anche per più utenze limitrofe.
«Basta». Ben vengano ma non bastano le scuse. Da Ponti di Badia a Braccagni, albergatori e ristoratori hanno un diavolo per capello, avendo trascorso senz’acqua (anche) il fine settimana che precede Ferragosto, mentre nella Piana Grossetana – lungo la strada della Chiocciolaia, per esempio – i rubinetti sono rimasti chiusi anche il 14 agosto, vigilia della pausa vacanziera per eccellenza. Ad esempio: a Braccagni l’acqua è andata via la mattina di sabato 12 agosto ed è tornata alle 21; idem domenica, con la stessa agenda; a Ponte di Badia, La Badiola, Macchiascandona, Vetulonia i rubinetti sono stati a secco sabato e anche domenica, fino alle 17. E lunedì – nel pomeriggio – sulla rete idrica del Bozzone si è verificata l’ennesima rottura, a cui è stato subito posto rimedio dai tecnici del Fiora, ma l’intervento non ha evitato una copiosa perdita d’acqua tra la fine della strada della Chiocciolaia e Il Cristo. Una bestemmia davanti all’altare della Maremma siccitosa.
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