Il Tirreno

Grosseto

IL PALIO MARINARO

La Pilarella porta a casa il drappellone

di Andrea Capitani
La Pilarella - Tutti sull'imbarcazione che ha tagliato per prima il traguardo (Foto Enzo Russo)
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La Pilarella - Tutti sull'imbarcazione che ha tagliato per prima il traguardo (Foto Enzo Russo)

Porto Santo Stefano, i rossobiancoblù mandano all'aria i piani della Fortezza, che non riesce a conquistare la sua seconda coppa d’oro consecutiva. E anche il Valle (che arriva quarto) ha combattuto fino alla fine, nonostante le defezioni degli ultimi giorni

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PORTO SANTO STEFANO. Pilarella in festa: porta a casa il drappellone del palio marinaro 2017 dell'Argentario. Spetta ai rossobiancoblù guastare i piani della Fortezza, che non riesce così a conquistare la sua seconda coppa d’oro consecutiva, cosa che avrebbe proiettato l’equipaggio guidato da Gabriele Solari nell’Olimpo del palio argentarino.

La gara è stata però equilibrata, combattuta vasca su vasca e incerta fino alla fine, tanto che anche la Croce - arrivata terza - è rimasta in corsa fino alle ultime girate. Quarto il Valle che, comunque, non ha demeritato giungendo a soli 15 secondi dalla prima, nonostante un equipaggio definito solo negli ultimi giorni, tra sbarchi e defezioni per problemi di carattere fisico. E’ stata una bella giornata di festa per tutti i contradaioli, con qualche controllo in più da parte delle forze dell’ordine, specialmente dopo i fatti accaduti a Torino in occasione della finale di Champions League, ma all’insegna dei classici sfottò che si ripercorrono tra una tifoseria e l’altra.

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Le sfilate variopinte dei quattro rioni, i momenti di attesa prima dello sparo, la gioia di chi ha tagliato il traguardo per primo e la disperazione di chi, invece, dovrà attendere un altro anno per assaporare il successo. Alla fine ad alzare le braccia al cielo, oltre al bellissimo stendardo dipinto per la sesta volta da Mara Scotto e intitolato al governatore del 1600 Nuno Orejon, sono stati i vogatori della Pilarella, ovvero Alessio Bausani al timone, Gianmarco Russo al primo remo, Fabrizio Costanzo al secondo, Dino Pari al terzo e Claudio Giovani al quarto. Il tempo di gara è di 24’35”, con la Fortezza che segue a soli tre secondi di distacco. Insomma, 4000 metri all’insegna dell’equilibrio con almeno tre rioni che si sono dati battaglia a suon di palate e di girate. Ed è stato, forse, proprio grazie al lavoro del timoniere Bausani, coadiuvato dai suoi quattro vogatori, a consentire alla Pilarella di accumulare quel piccolo vantaggio che ha permesso alla Pilarella di vincere, anche se il colpo di reni dei rossobiancoblù è arrivato in vasca tra i 2400 e i 2800 metri.

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Prima di allora, infatti, i primi tre rioni sono stati praticamente appaiati per tutto il tempo, complice il grande equilibrio in campo che ha regnato per gran parte del Palio. Anche la condizione fisica ha probabilmente giocato un ruolo fondamentale, tanto che la vittoria dell’armo del capitano Pietro Solari è stata costruita nella seconda parte. «Abbiamo lavorato tutto l’anno - dice - nonostante le critiche e le pressioni esterne. Lo abbiamo fatto sotto la guida di Gabriele Rosi, che ringraziamo. E’ stato lui a scaricare l’equipaggio dalle tensioni. Comunque è stata una grande gara, abbiamo vinto e ce lo meritiamo perché è stato un anno duro. Tutto il rione ha lavorato con un solo obiettivo: togliere la coppa d’oro alla Fortezza. Ci siamo riusciti. Per il futuro? Vedremo, prima pensiamo a festeggiare». Grande gioia anche per i protagonisti.

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«Ci siamo allenati sulla distanza e sul ritmo - dice il timoniere Alessio Bausani - consapevoli anche che la Fortezza si giocava tanto. Avevamo l’obiettivo di rimanere sempre costanti con il nostro passo, sapendo che il duro lavoro paga sempre».

«Poi al quarto gavitello - continua - c’è ancora più soddisfazione. In vasca avevamo un passo migliore quest’anno, e in virata abbiamo sfatato il mito in cui la Fortezza dava due secondi a tutti».

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Prima vittoria per il capovoga Gianmarco Russo, vero metronomo della Pilarella. «Tutti sapevano che la Fortezza era l’equipaggio da battere - dice - . Io sapevo invece che sarebbe stata una scatola chiusa, e alla fine abbiamo vinto noi. Penso che noi siamo stati più forti fisicamente e con qualche correzione tecnica rispetto allo scorso anno siamo riusciti a vincere».

 

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