Italia
Balestro, testa a testa nella notte
di Giulia Sili
Consueto spettacolo di folla e tifo in piazza, tutti i tiratori a bersaglio pieno
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MASSA MARITTIMA. Esordio con ritardo sulla tabella di marcia per i balestrieri dell’edizione 2017 del certamen del Girifalco. Sono state le chiarine dei tamburi ad anticipare l’arrivo del corteo nella piazza del Duomo vestita a festa. La folla che riempiva le scale ha poi accolto con i cori, gli striscioni e gli applausi l’arrivo dei tre Terzieri di Borgo, Cittanuova e Cittavecchia: per la 119ª volta a Massa Marittima si è rinnovata l’antica tradizione del Balestro del Girifalco.
Prima della gara è stata la magìa degli sbandieratori massetani ad incantare il pubblico. Le bandiere hanno voltato alto sulla piazza e subito dopo Carlo Ciattini, il vescovo di Massa Marittima e di Piombino, ha impartito la benedizione per la città. Tutti in fila, spalle al pubblico e concentrati sulla performance, i balestrieri hanno atteso il loro turno di tiro incalzati dalla marcia dei tamburi.
Quella del Balestro del Girifalco è una passione che i Terzieri di Massa Marittima coltivano per tutto l’anno tra messa a punto delle balestre all’italiana, realizzazione delle frecce e allenamenti: una preparazione che da aprile va avanti fino a settembre e poi arriva fino al Balestro di agosto, momento clou dell’estate massetana. Il resto dell’anno i balestrieri lo impiegano per fabbricare le balestre e le frecce e per la gara.
Per questo 119º Balestro il drappellone in seta è stato dipinto da Simone Piccioni che ha dedicato l’opera al 700 anniversario del Grosso Massetano, la moneta coniata a Massa Marittima dal 1317 al 1318. Si tratta di una dedica molto importante per la città e per le Colline Metallifere. Durante la serata è stata poi presentata l’opera che L’Avis di Massa Marittima ha fatto realizzare per il Terziere vincitore: si tratta di un collare in oro e argento simbolo dell’ormai consolidata unione tra l’associazione e la Società dei Terzieri.
La sfida vera e propria è cominciata solo dopo le 22. Primo a sedersi alla balestra Andrea Grassini, di Borgo: lui, come tutti i formidabili tiratori che l’hanno seguito, a dispetto dell’assordante tifo contrario che ha accompagnato ogni lancio di balestra, ha “violato lo tasso”, centrando il corniolo. Per i giudici, a notte fonda, un lavoro non semplice, decretare il vincitore.
Prima della gara è stata la magìa degli sbandieratori massetani ad incantare il pubblico. Le bandiere hanno voltato alto sulla piazza e subito dopo Carlo Ciattini, il vescovo di Massa Marittima e di Piombino, ha impartito la benedizione per la città. Tutti in fila, spalle al pubblico e concentrati sulla performance, i balestrieri hanno atteso il loro turno di tiro incalzati dalla marcia dei tamburi.
Quella del Balestro del Girifalco è una passione che i Terzieri di Massa Marittima coltivano per tutto l’anno tra messa a punto delle balestre all’italiana, realizzazione delle frecce e allenamenti: una preparazione che da aprile va avanti fino a settembre e poi arriva fino al Balestro di agosto, momento clou dell’estate massetana. Il resto dell’anno i balestrieri lo impiegano per fabbricare le balestre e le frecce e per la gara.
Per questo 119º Balestro il drappellone in seta è stato dipinto da Simone Piccioni che ha dedicato l’opera al 700 anniversario del Grosso Massetano, la moneta coniata a Massa Marittima dal 1317 al 1318. Si tratta di una dedica molto importante per la città e per le Colline Metallifere. Durante la serata è stata poi presentata l’opera che L’Avis di Massa Marittima ha fatto realizzare per il Terziere vincitore: si tratta di un collare in oro e argento simbolo dell’ormai consolidata unione tra l’associazione e la Società dei Terzieri.
La sfida vera e propria è cominciata solo dopo le 22. Primo a sedersi alla balestra Andrea Grassini, di Borgo: lui, come tutti i formidabili tiratori che l’hanno seguito, a dispetto dell’assordante tifo contrario che ha accompagnato ogni lancio di balestra, ha “violato lo tasso”, centrando il corniolo. Per i giudici, a notte fonda, un lavoro non semplice, decretare il vincitore.
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