Il Tirreno

Grosseto

Aeroporto, passa tutto alla Seam

di Giovanna Mezzana
Aeroporto, passa tutto alla Seam

Dopo 20 anni, ecco la convenzione che affida la gestione diretta alla società. E ora si pensa ai charter

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GROSSETO. L’aeroporto civile di Grosseto sarà gestito in toto dalla Seam: per sempre e grazie all’ok che arriva dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Finisce così l’era della gestione precaria. E per lo scalo maremmano si potrà finalmente progettare un futuro anche di investimenti. Fino ad ora era un miraggio: la Seam, Società Esercizio Aeroporto Maremma, è andata avanti per due decenni gestendo la struttura con concessioni “a tempo”, che venivano rinnovate anno dopo anno. Si è volato a lungo a vista: adesso si volta pagina.

Il nulla osta. Il ministero dei trasporti ha dato il proprio nulla osta all’Enac che potrà affidare – in regime di concessione – la gestione totale dell’aeroporto di Grosseto alla Seam spa: si tratta di un parere di merito – decisivo – che elimina un impasse durato venti anni. La notizia arriva dal viceministro toscano Riccardo Nencini e dal presidente della Seam Tommaso Francalanci. Il parere favorevole del dicastero di Graziano Delrio apre alla firma di una convenzione Enac/Seam che porterà alla concessione che dovrà essere rilasciata dal ministero dell’economia. Difficile al momento stimare quando la convenzione arriverà in via Orcagna: in autunno? Entro fine anno? Certo è che l’ostacolo più alto è stato saltato. Con i rinnovi annuali a singhiozzo sarebbe stato impossibile progettare uno sviluppo per lo scalo maremmano anche perché per qualsiasi desiderata – dall’imbiancare una parete al mettere a reddito un locale inutilizzato – Seam fino ad ora ha dovuto chiedere il “permesso” ad Enac.

Un’attesa di 20 anni. Per arrivare al risultato (ottenere il parere favorevole del ministero dei trasporti) c’è voluto un ventennio. Fu Mario Gennari, compianto presidente della società che gestisce lo scalo aeroportuale, ad avanzare la prima istanza con cui Seam chiedeva una gestione autonoma e totale dell’infrastruttura. «Avevamo preso un impegno e lo abbiamo mantenuto – commenta il viceministro Nencini, riferendosi al pressing che a maggio gli era arrivato da Seam perché l’iter venisse concluso – Il potenziamento dell’aeroporto di Grosseto – aggiunge – servirà per incentivare lo sviluppo commerciale e turistico della Maremma e favorirà i collegamenti con il resto d’Italia». Formalmente, è una svolta quasi epocale per Grosseto.

Il futuro. Ed ora che se ne fa la Maremma di questa convenzione? Progetti nel cassetto non ce ne sono: è tutto da fare. Idem dicasi per le risorse, anche perché averne di pronte all’uso senza un progetto desterebbe persino qualche sospetto: così è nel Belpaese. Oggi lo scalo vive di voli privati, aerotaxi, voli charter. Il nulla osta del ministero dei trasporti discende da una valutazione positiva della sostenibilità economica dell’infrastruttura: le potenzialità dunque ci sono. I bilanci Seam degli ultimi anni si sono chiusi con il segno più, anche se per cifre di poco conto: 80. 000 euro nel 2016. Lo scorso anno sullo scalo grossetano sono volati 750 aerei, che corrispondono grossomodo al limite di “movimenti” concessi dallo Stato maggiore dell’aeronautica militare. Sul fronte dei “volumi” non ci sono forse grandi margini di manovra – al netto di ulteriori aperture da parte della forza azzurra – ma su quello della redditività della tipologia dei voli verso cui sterzare, sì. Il pensiero va ai super charter: i futuri investimenti (da mettere in cantiere) potrebbero essere finalizzati ad avere le carte in regola per attrarre soprattutto quegli aerei.

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