Attenzione
«Sottobosco eradicato: così non va»
di Francesca Ferri
Nove associazioni scrivono a sindaco, ministero dell’ambiente e Regione contestando la pulizia dell’area Sic e Sir a Fiumara
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MARINA DI GROSSETO. Una lettera al sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, una al ministero dell’Ambiente e una alla Regione Toscana per chiedere di vigilare sull’applicazione dell’ordinanza di pulizia del sottobosco della pineta nella delicata area Sic e Sir della pineta di Fiumara, a Marina di Grosseto.
Le nove associazioni ambientaliste, che si battono per la tutela del sottobosco quale elemento di protezione dagli incendi e rallentamento del fuoco – forti di un documento firmato da 70 professori e ricercatori di 23 università italiane – tornano a sollevare dubbi sull’ordinanza sindacale del 17 luglio che intima a proprietari e conduttori di aree pinetate «la ripulitura e il taglio del sottobosco anche in maniera meccanizzata» quale misura per prevenire gli incendi.
Gli ambientalisti, come è noto, temono che la “pulizia” finisca per significare radere al suolo il sottobosco, con i suoi animali e le sue piante, in particolare le sclerofille che – sostengono con documenti scientifici alla mano – «rallentano gli incendi rispetto ai pini lasciati solo con un tappeto di aghi secchi». Sono infatti più umide e impediscono al fuoco di raggiungere le chiome e propagarsi.
Per questo Adic ex Acu, Centro parchi internazionale, Coordinamento associazioni e Comitati ambientali della provincia di Grosseto, gruppo Salviamo le pinete!, Isde-Medici per l’ambiente, Italia Nostra, Lipu e Wwf, contestano la pulizia fatta fare dalla Allianz assicurazioni nella pineta di sua proprietà, a Fiumara. La zona è un sito Sic Sir Natura 2000.
Le associazioni parlano di «estesi tagli di eradicazione totale a raso del sottobosco». «In base alle evidenze scientifiche – dicono le associazioni – ciò aumenterebbe i rischi di incendio per il tappeto a terra di materiale secco e per il fatto che i pini sono più infiammabili delle sclerofille, che vengono totalmente rimosse. Sottolineiamo inoltre che assieme al sottobosco possono venire eliminati animali in riproduzione penalmente protetti, tartarughe, nidi di uccelli con pulli, insetti inseriti nel Libro Rosso della Regione Toscana. Infine, risulterebbero impiegati mezzi meccanici mentre in questo periodo ci risultano vietati i decespugliatori a martelli perché possono causare scintille e innescare incendi».
Una segnalazione è stata inviata anche al ministero dell’Ambiente e alla Regione. Dal ministero confermano di aver ricevuto la missiva ieri mattina, tramite Pec, e di aver successivamente interessato la Regione Toscana e il sindaco di Grosseto.
Il quale, come è noto, durante il consiglio ha dichiarato che «non è nostra intenzione distruggere il sottobosco, ma siamo stati costretti ad agire obtorto collo» e ha definito l’ordinanza «una manovra emergenziale avallata anche da Forestali e vigili del fuoco». Nel testo in effetti non si fa riferimento a precauzioni per aree protette come il Sic Sir. E dal canto suo Allianz, che per la pulizia si è rivolta a una ditta specializzata di Marina di Grosseto, fa notare di aver eseguito quanto previsto dall’ordinanza, preservando alcune piante, nella consapevolezza delle regole ambientali di quell’area e nell’interesse a prevenire gli incendi.
Le nove associazioni ambientaliste, che si battono per la tutela del sottobosco quale elemento di protezione dagli incendi e rallentamento del fuoco – forti di un documento firmato da 70 professori e ricercatori di 23 università italiane – tornano a sollevare dubbi sull’ordinanza sindacale del 17 luglio che intima a proprietari e conduttori di aree pinetate «la ripulitura e il taglio del sottobosco anche in maniera meccanizzata» quale misura per prevenire gli incendi.
Gli ambientalisti, come è noto, temono che la “pulizia” finisca per significare radere al suolo il sottobosco, con i suoi animali e le sue piante, in particolare le sclerofille che – sostengono con documenti scientifici alla mano – «rallentano gli incendi rispetto ai pini lasciati solo con un tappeto di aghi secchi». Sono infatti più umide e impediscono al fuoco di raggiungere le chiome e propagarsi.
Per questo Adic ex Acu, Centro parchi internazionale, Coordinamento associazioni e Comitati ambientali della provincia di Grosseto, gruppo Salviamo le pinete!, Isde-Medici per l’ambiente, Italia Nostra, Lipu e Wwf, contestano la pulizia fatta fare dalla Allianz assicurazioni nella pineta di sua proprietà, a Fiumara. La zona è un sito Sic Sir Natura 2000.
Le associazioni parlano di «estesi tagli di eradicazione totale a raso del sottobosco». «In base alle evidenze scientifiche – dicono le associazioni – ciò aumenterebbe i rischi di incendio per il tappeto a terra di materiale secco e per il fatto che i pini sono più infiammabili delle sclerofille, che vengono totalmente rimosse. Sottolineiamo inoltre che assieme al sottobosco possono venire eliminati animali in riproduzione penalmente protetti, tartarughe, nidi di uccelli con pulli, insetti inseriti nel Libro Rosso della Regione Toscana. Infine, risulterebbero impiegati mezzi meccanici mentre in questo periodo ci risultano vietati i decespugliatori a martelli perché possono causare scintille e innescare incendi».
Una segnalazione è stata inviata anche al ministero dell’Ambiente e alla Regione. Dal ministero confermano di aver ricevuto la missiva ieri mattina, tramite Pec, e di aver successivamente interessato la Regione Toscana e il sindaco di Grosseto.
Il quale, come è noto, durante il consiglio ha dichiarato che «non è nostra intenzione distruggere il sottobosco, ma siamo stati costretti ad agire obtorto collo» e ha definito l’ordinanza «una manovra emergenziale avallata anche da Forestali e vigili del fuoco». Nel testo in effetti non si fa riferimento a precauzioni per aree protette come il Sic Sir. E dal canto suo Allianz, che per la pulizia si è rivolta a una ditta specializzata di Marina di Grosseto, fa notare di aver eseguito quanto previsto dall’ordinanza, preservando alcune piante, nella consapevolezza delle regole ambientali di quell’area e nell’interesse a prevenire gli incendi.
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