Sicurezza
Muore annegato dopo il tuffo notturno
di Enrico Giovannelli
Castiglione della Pescaia, l’uomo aveva 49 anni. Il bagnino: «L’ho sentito gridare e ho nuotato, ma non l’ho più visto»
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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. È finita in tragedia a Castiglione della Pescaia la scomparsa in mare di un uomo che nella notte fra giovedì e venerdì voleva fare un bagno al chiaro di luna.
Ibrahima Niass, 49 anni, cittadino senegalese di professione venditore ambulante, da tutti conosciuto come “Abramo”, è affogato ed è stato ritrovato solo ieri verso mezzogiorno a un paio di chilometri di distanza da dove era sparito.
A lanciare l’allarme dopo la mezzanotte era stato Andrea Ginanneschi, l’esperto bagnino dello stabilimento Pinetina Sud. Richiamato dalle urla che arrivavano dal mare, il bagnino 57enne, oggi aiutante dello stabilimento (la sorveglianza è affidata agli uomini sulle torrette, ma che di notte ovviamente non ci sono) ha capito subito che c’era qualcosa che non andava e, indirizzato da un turista che si stava godendo il fresco della notte su un lettino, si è buttato è tuffato senza pensarci un attimo.
Ginanneschi sentiva distintamente i richiami di Ibrahim provenire dal mare e ha cercato di capire dove l’uomo stava andando. Insieme al titolare dello stabilimento Mario Marzocchi così descrive il tentativo di salvataggio. «Ero qui per caso al bagno ed era da poco passata la mezzanotte. Ho sentito delle grida provenire dalla battigia e sono corso. Un turista mi ha detto di aver visto un uomo svestirsi e buttarsi in mare per fare il bagno. Abbiamo sentito le grida e ho cercato di andare a prenderlo. L’esperienza non mi manca – continua affranto Andrea – ma con le onde e il mare agitato era davvero molto difficile. Sono arrivato fino alle boe che delimitano le acque sicure, ma non l’ho più visto».
Purtroppo la forza del mare ha tradito Niass che in pochi attimi è scomparso tra i flutti.
La corrente e le onde di risacca hanno messo in difficoltà lo stesso Ginanneschi, che ha lottato a lungo con il buio e i cavalloni per cercare d’avvicinarsi a Ibrahima, che conosceva vedendolo in questi giorni molto spesso con la sua merce.
Intanto era partita la chiamata ai soccorsi e in pochi minuti sul posto sono confluiti i carabinieri, la guardia costiera e la Croce rossa italiana. Da Grosseto è partita poi anche una squadra dei sommozzatori dei vigili del fuoco. Un vero e proprio schieramento insomma, che dall’una e fino a tarda mattinata ha cercato in tutti i modi di rintracciare l’uomo.
Alle prime luci dell’alba è stato fatto alzare in volo anche l’elicottero, con la speranza che Ibrahima fosse stato trascinato al largo dalla corrente e fosse dunque ancora in vita.
Purtroppo però le ore passavano e nessuna notizia arrivava. Anzi, la guardia costiera di Castiglione della Pescaia, con il comandante Roberto Penta, ha fatto pattugliare a lungo con la motovedetta tutto il tratto di costa, insieme al gommone arrivato da Marina di Grosseto. Per effettuare le ricerche è stato istituito un momentaneo divieto di balneazione che ha disorientato i tanti bagnanti e turisti presenti in spiaggia e ignari di quanto stava accadendo. I bagnini, impegnati anch’essi a dare una mano, hanno fornito spiegazioni dalle torrette.
La stessa squadra dei sommozzatori dei vigili del fuoco si è trovata in difficoltà durante le ricerche: in quel tratto ci sono molti scogli frangiflutti ad alcune decine di metri dalla spiaggia, e un’ipotesi era che Niass si fosse incastrato in quel punto, considerando che, quando una mareggiata come quella dell’altra notte si abbatte sul litorale, l’indomani qualche ombrellone o sedie va a finire proprio lì.
I sommozzatori hanno così interrotto le ricerche verso le 11,30, sperando che il mare si placasse, per poi riprendere a cercare.
Purtroppo però verso mezzogiorno, il corpo senza vita di Ibrahima è stato visto vicino alla casa conosciuta come Forte delle Marze, a circa un paio di chilometri da dove l’uomo era entrato in acqua.
Gli oggetti personali di Ibrahima sono stati presi in consegna dai carabinieri. La salma è stata portata all’obitorio dell’ospedale Misericordia di Grosseto. Il riconoscimento è stato effettuato dal fratello dello sfortunato 49enne.
L’ispezione cadaverica effettuata dal medico legale ha confermato la morte per annegamento. Il corpo resta comunque a disposizione dell’autorità giudiziaria.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ibrahima Niass, 49 anni, cittadino senegalese di professione venditore ambulante, da tutti conosciuto come “Abramo”, è affogato ed è stato ritrovato solo ieri verso mezzogiorno a un paio di chilometri di distanza da dove era sparito.
A lanciare l’allarme dopo la mezzanotte era stato Andrea Ginanneschi, l’esperto bagnino dello stabilimento Pinetina Sud. Richiamato dalle urla che arrivavano dal mare, il bagnino 57enne, oggi aiutante dello stabilimento (la sorveglianza è affidata agli uomini sulle torrette, ma che di notte ovviamente non ci sono) ha capito subito che c’era qualcosa che non andava e, indirizzato da un turista che si stava godendo il fresco della notte su un lettino, si è buttato è tuffato senza pensarci un attimo.
Ginanneschi sentiva distintamente i richiami di Ibrahim provenire dal mare e ha cercato di capire dove l’uomo stava andando. Insieme al titolare dello stabilimento Mario Marzocchi così descrive il tentativo di salvataggio. «Ero qui per caso al bagno ed era da poco passata la mezzanotte. Ho sentito delle grida provenire dalla battigia e sono corso. Un turista mi ha detto di aver visto un uomo svestirsi e buttarsi in mare per fare il bagno. Abbiamo sentito le grida e ho cercato di andare a prenderlo. L’esperienza non mi manca – continua affranto Andrea – ma con le onde e il mare agitato era davvero molto difficile. Sono arrivato fino alle boe che delimitano le acque sicure, ma non l’ho più visto».
Purtroppo la forza del mare ha tradito Niass che in pochi attimi è scomparso tra i flutti.
La corrente e le onde di risacca hanno messo in difficoltà lo stesso Ginanneschi, che ha lottato a lungo con il buio e i cavalloni per cercare d’avvicinarsi a Ibrahima, che conosceva vedendolo in questi giorni molto spesso con la sua merce.
Intanto era partita la chiamata ai soccorsi e in pochi minuti sul posto sono confluiti i carabinieri, la guardia costiera e la Croce rossa italiana. Da Grosseto è partita poi anche una squadra dei sommozzatori dei vigili del fuoco. Un vero e proprio schieramento insomma, che dall’una e fino a tarda mattinata ha cercato in tutti i modi di rintracciare l’uomo.
Alle prime luci dell’alba è stato fatto alzare in volo anche l’elicottero, con la speranza che Ibrahima fosse stato trascinato al largo dalla corrente e fosse dunque ancora in vita.
Purtroppo però le ore passavano e nessuna notizia arrivava. Anzi, la guardia costiera di Castiglione della Pescaia, con il comandante Roberto Penta, ha fatto pattugliare a lungo con la motovedetta tutto il tratto di costa, insieme al gommone arrivato da Marina di Grosseto. Per effettuare le ricerche è stato istituito un momentaneo divieto di balneazione che ha disorientato i tanti bagnanti e turisti presenti in spiaggia e ignari di quanto stava accadendo. I bagnini, impegnati anch’essi a dare una mano, hanno fornito spiegazioni dalle torrette.
La stessa squadra dei sommozzatori dei vigili del fuoco si è trovata in difficoltà durante le ricerche: in quel tratto ci sono molti scogli frangiflutti ad alcune decine di metri dalla spiaggia, e un’ipotesi era che Niass si fosse incastrato in quel punto, considerando che, quando una mareggiata come quella dell’altra notte si abbatte sul litorale, l’indomani qualche ombrellone o sedie va a finire proprio lì.
I sommozzatori hanno così interrotto le ricerche verso le 11,30, sperando che il mare si placasse, per poi riprendere a cercare.
Purtroppo però verso mezzogiorno, il corpo senza vita di Ibrahima è stato visto vicino alla casa conosciuta come Forte delle Marze, a circa un paio di chilometri da dove l’uomo era entrato in acqua.
Gli oggetti personali di Ibrahima sono stati presi in consegna dai carabinieri. La salma è stata portata all’obitorio dell’ospedale Misericordia di Grosseto. Il riconoscimento è stato effettuato dal fratello dello sfortunato 49enne.
L’ispezione cadaverica effettuata dal medico legale ha confermato la morte per annegamento. Il corpo resta comunque a disposizione dell’autorità giudiziaria.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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