Il Tirreno

Grosseto

Nuova istanza al Comune Il pozzo 25 viene riaperto

di Francesca Ferri
Nuova istanza al Comune Il pozzo 25 viene riaperto

Dopo la chiusura il 27 luglio, alcuni abitanti tornano a chiedere la presa in carico E tutti i giardini collegati possono dissetarsi, anche senza supercondominio 

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GROSSETO. Dal pozzo 25 di via Platino e via Argento, a Verde Maremma, torna a zampillare acqua. Erano le 19 di martedì 8 agosto quando prati e siepi hanno riassaporato la prima goccia d’acqua dopo due settimane di arsura dovuta alla chiusura del pozzo da parte del Comune. Cosa è successo?

Il 26 luglio, come è noto, è stata convocata l’assemblea per circa 30 condomìni e quaranta proprietari di abitazioni private che da quarant’anni usano l’impianto 25 (un secondo pozzo, il Turchese, che serve 22 condomini e circa 80 privati è stato anch’esso chiuso) per costituire il supercondominio che doveva gestirlo, secondo le nuovo le nuove direttive del Comune. Delle quattrocento persone totali se ne erano presentate poche decine. L’accordo non si era trovato: c’è chi contesta alcune clausole del contratto, e in particolare l’obbligo di sostenere le spese straordinarie, e chi contesta tutta l’operazione di presa in carico del pozzo, ricordando che, per chi ha casa a Verde Maremma, esiste una convenzione con il Comune del 1972 che garantisce gratuitamente agli abitanti 2 litri di acqua al giorno a metro quadro. Il giorno dopo i cinque amministratori di condominio che da mesi _ come decine di colleghi in tutto il comune _ lavorano per organizzare il passaggio, hanno dovuto restituire le chiavi del pozzo all’amministrazione cittadina, che ha chiuso l’impianto.

L’interruzione dell’erogazione dell’acqua, però, non è andata giù agli abitanti, che già dalla primavera contestano le modalità con cui il Comune ha deciso unilateralmente di accollare loro la gestione degli impianti e, per di più, con tempi strettissimi e non senza tacciare i cittadini di usare l’acqua a sbafo.

E così nei giorni scorsi un centinaio di abitanti di Verde Maremma, capeggiati dall’ex consigliere di circoscrizione Giacomo Frati, hanno scritto al Comune per chiedere di riaprire il pozzo fino al 30 settembre, pagando le dovute spese di corrente perla pompa. Dal 30 settembre in poi sono disponibili a costituire il supercondominio, ma sempre _ sottolineano _ nel rispetto della convenzione che non prevede spese. Se così non sarà sono pronti a far causa all’ente per i danni ai giardini seccati. Contemporaneamente si sono mossi anche i circa quaranta privati, attaccati anch’essi al pozzo 25 Platino-Argento. Che sono tornati a chiedere ai propri amministratori di presentare istanza al Comune per la presa in carico dell’impianto.

Insomma, a neanche due settimane dalla chiusura del pozzo, si riavvolge il nastro e si riparte dall’inizio. Uno dei cinque amministratori condominiali è tornato a presentare istanza al Comune e il Comune gli ha riconsegnato le chiavi. Il pozzo è stato quindi riaperto e i giardini ad esso collegati hanno potuto dissetarsi, anche quelli non ufficialmente costituiti in supercondomini.

Restano però aperte tutte le solite questioni: come si concilia la convenzione del 1972 con le nuove direttive del Comune? I cittadini e l’amministrazione riusciranno a trovare un accordo sul contratto? Le riposte sono rimandate a dopo settembre. Intanto una cosa è chiara: come era prevedibile e come alcuni addetti ai lavori hanno paventato già la scorsa primavera, il cambio di rotta del Comune e la presa in carico dei pozzi da parte dei privati sono andati lisci nei casi di impianti a servizio di pochi utenti. Per i pozzi usati da centinaia e centinaia di persone il passaggio è naturalmente più complicato. Verde Maremma lo insegna.



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