Sicurezza
Niente presidio antincendi: per il Comune «mancherebbe il rimborso della Regione»
Grosseto, consiglio comunale aperto sull’emergenza roghi. Doccia fredda per Marina
GROSSETO. Esercito o telecamere con sensori per il fumo? Di certo, per prevenire gli incendi, non ci sarà il presidio dei vigili del fuoco a Marina di Grosseto. La Regione Toscana, lamenta il sindaco di Grosseto, non può coprire i costi. E il Comune non ha intenzione di pagare di tasca propria, per motivi di budget e non solo.
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La serie infinita di roghi che hanno inghiottito decine e decine di ettari di macchia e pineta in Maremma ha portato ieri mattina, 8 agosto, il consiglio comunale di Grosseto _ convocato in via straordinaria e aperto anche a interventi esterni _ a interrogarsi per cinque ore e mezzo su come l’amministrazione cittadina ha gestito il problema e su quali sono ora i passi da compiere per scongiurare che accada di nuovo. Oltre al sindaco e ai consiglieri, hanno preso la parola singoli cittadini e i rappresentanti di nove associazioni ambientaliste che hanno chiesto di non eliminare il sottosuolo e di installare telecamere e sensori per il fumo che danno immediato allarme incendio e abbattono i tempi di intervento (altro articolo).
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In apertura il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha esposto quanto fatto dalla propria amministrazione in termini di prevenzione e ha citato l’ordinanza di pulizia da lui emessa ad aprile (altro articolo). Ma soprattutto ha dato ai tanti presenti _ l’aula era affollata di cittadini e ha accolto anche altre autorità _ la notizia che non avrebbero voluto sentire: non ci sarà _ almeno per quest’anno _ una presenza fissa dei vigili del fuoco, come chiesto dalla Pro loco lo scorso autunno, né come presidio tecnico d’emergenza né come vero e proprio distaccamento dei pompieri.
Questa seconda strada sembra più complicata. Il ministero dell’Interno deve infatti autorizzare e finanziare il distaccamento e serve tempo. «Con la prefetta _ ha detto il sindaco _ ci promettiamo che da settembre lavoreremo per il distaccamento dei vigili del fuoco a Marina».
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Immediato sembrava invece, fino a pochi giorni fa, il presidio d’emergenza dei vigili del fuoco a Marina, sollecitato anche dal Comune di Castiglione. Nei giorni scorsi Vivarelli Colonna e il collega castiglionese Giancarlo Farnetani avevano incontrato la prefetta Cinzia Torraco e l’assessora regionale all’ambiente Federica Fratoni in prefettura a Grosseto e la cosa sembrava fatta.
«La Regione _ ha confermato ieri il sindaco in aula consiliare _ ha dato disponibilità a contribuire parzialmente ai costi, così come il Comune della Pescaia. Il Comune di Grosseto ha individuato i locali idonei alla sistemazione temporanea di un presidio tecnico urgente in due stanze della Colonia San Rocco, ma da una verifica di quanto affermato da Fratoni in realtà non ci sarebbe possibilità di avere contributi per coprire i costi. Dunque rimane in piedi il progetto di ottenere un distaccamento per l’anno prossimo, ma è impossibile realizzare il presidio d’emergenza quest’anno».
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A braccio il sindaco spiega che il progetto è stato seguito dall’assessore Enzo Turbanti e soprattutto dal consigliere Paolo Serra (Lega nord), che conferma di essersene occupato da fine giugno e, a margine del consiglio, quantifica in 38.000 euro la somma per agosto. «La Regione non ce li può rimborsare, perché per norma può anticipare solo le spese di protezione civile», spiega Serra, incassando comunque i complimenti del suo gruppo consiliare (che in una nota specifica che il lavoro è stato fatto con l’associazione Opificio delle Idee per Grosseto, della presidente Barbara Bonari, del coordinatore Sergio Rubegni e del geometra Luca Tacconi).
Perché, dunque, a fronte di un problema così importante come la prevenzione degli incendi, il Comune non può pagare di tasca propria il presidio? In aula c’è chi chiede di usare, a questo scopo, parte della tassa di soggiorno, come Gianmarco Bragagni del Centro commerciale naturale di Marina, e Carlo De Martis (lista Mascagni sindaco).
Ma è l’assessore al bilancio Giacomo Cerboni, a consiglio chiuso, che risponde alle domande dei giornalisti e precisa: «Di risorse al momento non ne abbiamo», dice. Alla settima mensilità di un bilancio spalmato su dodici mesi, prosegue, «è difficile trovare soldi, e poi dobbiamo pensare anche all’autunno e alle piogge ed essere previdenti anche su quel periodo».
Ma è davvero una cifra così astronomica quella di 38.000 euro (alla quale poi parteciperebbe anche il Comune di Castiglione) per un servizio così delicato? Cerboni risponde a sua volta con una domanda: «Perché non è il ministero a occuparsene, invece di far aspettare il personale in caserma? Perché deve farlo il Comune a spese della collettività? E poi, ma è un’opinione personale, basterebbe che il comandante desse l’ordine”.
Al momento, dunque, l’unica misura alla quale il sindaco si appella è la presenza dell’esercito, una misura che condividono anche il collega di Capalbio, Luigi Bellumori, presente ieri in aula, i consiglieri Andrea Guidoni (FdI), Elisabetta Ripani (FI), Gino Tornusciolo (CP) e in parte anche Lorenzo Mascagni (Pd). E che il sindaco condivide con il Pci, di cui ha letto un lungo intervento in apertura di seduta.
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