Il Tirreno

Grosseto

Un veneto in pole per la guida dell’Ato

di Gabriele Baldanzi
Un veneto in pole per la guida dell’Ato

L’assemblea eleggerà oggi a Siena il successore di Andrea Corti: il nome su cui pare ci sia accordo è quello di Paolo Diprima

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SIENA . Oggi, alle 15, a Siena, si riuniscono i soci dell’Ato rifiuti Toscana Sud. Inutile girarci intorno: è l’assemblea più importante dell’anno, la più attesa. E ci si aspetta una partecipazione massiccia da parte degli oltre cento Comuni del comprensorio.

All’ordine del giorno, infatti, c’è l’individuazione del nuovo direttore generale, a nove mesi di distanza dall’arresto di Andrea Corti, accusato di turbativa d’asta e corruzione nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Firenze sull’appalto ventennale (per un totale di circa 3,5 miliardi di euro) della gestione completa del ciclo di rifiuti nelle province di Arezzo, Siena e Grosseto, l’area governata dall’Ato Toscana Sud. Il provvedimento fu eseguito nel novembre scorso dalla guardia di finanza.

L’Ato fu letteralmente decapitata e da quel momento, per mesi, a tenere la barra dritta sono stati il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli (presidente dell’assemblea) e la sindaca di Civitella Paganico Alessandra Biondi (presidente del consiglio direttivo dell’Ato).

Il percorso che ha portato all’individuazione del nuovo direttore è stato lungo e tortuoso, ma i tempi sono stati rispettati. Inizialmente Corti era stato sostituito dall’ingegner Enzo Tacconi, vicino a Corti e poi anche lui destinatario di un avviso di garanzia nell’ambito della stessa inchiesta. Era subentrata così, pro tempore, una figura amministrativa, la dottoressa Elisa Billi, che ha traghettato l’Ato fino a oggi.

Il direttore è l’organo di amministrazione dell’Ato, ha enormi poteri ed è nominato dall’assemblea d’intesa con il governatore della Regione Toscana, tra soggetti dotati di alta professionalità nel settore dei servizi pubblici locali. Dura in carica sette anni e non può essere rinnovato.

In lizza, dopo una lunga scrematura compiuta da una commissione di esperti, erano rimasti quattro nomi (dei dieci selezionati inizialmente): due toscani (Antonio Boncompagni, fino al febbraio scorso presidente di Aisa Impianti, e Dario Baldini, docente dell’Università di Bologna e già direttore dell’Ato 8 Siena prima dell’accorpamento) e due veneti. I due toscani, però, nel corso dell’ultimo consiglio direttivo, sono stati esclusi dalla componente politica.

Infine la scelta più difficile: quella tra Luca Mariotto di Treviso, amministratore unico della società Gea spa di Pordenone e membro del direttivo nazionale di FederAmbiente e Paolo Diprima, direttore di Venezia Ambiente, ente di governo del bacino rifiuti del capoluogo veneto.

Sui loro curricula si è dibattuto a lungo. Una sintesi sarebbe stata trovata in serata su Paolo Diprima, con l’ok di Enrico Rossi. Non vuole parlare Alessandra Biondi, che non smentisce e non conferma rispetto a questi nomi. Va detto, però, che il consiglio direttivo di Ato Toscana Sud è stato di parola. Biondi e Ghinelli avevano promesso il nome del nuovo direttore prima delle ferie estive e così avverrà. Da settembre si riprenderà con una nuova guida, un direttore generale scelto a conclusione di un percorso in cui si è tenuto conto di una miriade di requisiti. I vertici politici dell’Ato, con la proposta odierna, hanno voluto marcare discontinuità, una distanza netta dal passato, scongiurando ogni dubbio rispetto a possibili interconnessioni con l’inchiesta in corso. Ora l’ultima parola spetta, appunto, all’assemblea.

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