Finanza
Cinghiali devastano la vigna dell’agriturismo
Magliano, ogni sera pasteggiano a uva in una struttura di Cupi. I proprietari: «Situazione grave»
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MAGLIANO. All’agriturismo Cupido, fra i più rinomati della zona di Cupi a Magliano in Toscana, a dieci minuti dal mare del Parco della Maremma, i cinghiali hanno trovato casa. E sostentamento. Ma il disastro che provocano è infinito: danni intorno casa, agriturismo, orto e vigneto.
Nel vigneto l’uva è completamente compromessa, e i proprietari, Fabio e Fabiana, temono che ormai nessun grappolo si salverà. E anche i fichi non c’è stato verso di assaggiarli. Tutti mangiati dai voracissimi cinghiali che ogni notte stazionano dietro casa, attraversano l’orto, mangiano quel che vogliono e lasciano il terreno disastrato.
«La situazione sta diventando ogni giorno più grave – denunciano i proprietari – perché sono ormai tre mesi che i cinghiali vengono a farci visita dalle 20 in poi e continuano per tutta la notte. E non solo loro. Ci sono anche i daini a dar loro man forte a distruggere alberi e terreni. Filari e filari di uva mangiata. Da qui alla vendemmia cosa rimarrà? I cani cercano nel loro piccolo di difendere il tutto, ma loro non hanno più paura di nulla».
I proprietari si preoccupano anche parecchio per l’incolumità degli ospiti dell’agriturismo. «Oltretutto – dicono – vanno proprio davanti ai giardini degli appartamenti a cercare refrigerio e gli ospiti iniziano ad avere paura, soprattutto chi ha bambini o animali al seguito».
Per liberarsi da questi scomodi ospiti Fabio e Fabiana si sono rivolti ad associazioni e istituzioni, ma nulla è stato fatto. «Abbiamo reso nota la situazione a enti e associazioni, ma tutt’ora nonostante gli interventi fatti, la situazione rimane pesante», dicono e aggiungono: «Visto che nessuno si preoccupa di dare da mangiare a cinghiali in estate sarà bene che si preoccupino di darcelo a noi in inverno, perché questi animali ci mettono in estrema difficoltà».
Una situazione che è la fotocopia di quella della provincia intera e non solo. Dall’Amiata alla costa, i cinghiali ormai scorrazzano indisturbati distruggendo tutto: vigneti, oliveti, orti, castagni. Entrano nei paesi, circolano sulle strade mettendo a repentaglio l’incolumità degli automobilisti. Non si contano più gli incidenti dovuti ai cinghiali. Qualcuno prova a reagire, tentando di ottenere per lo meno i risarcimenti dalla Provincia. Come il gruppo di persone che fa capo a Claudio Ceroni, che continua a lavorare per ottenere il riconoscimento dei danni da cinghiali. «Stiamo facendo indagini sull’incremento dei cartelli che indicano l’attraversamento degli animali – dice Ceroni ––. Forse la Provincia pensa che mettere i cartelli di avvertimento sia utile a preservarla dal pagare i danni. Invece è il contrario: più cartelli ci sono e più ciò dimostra che il pericolo c’è e non si fa nulla per eliminarlo. Reti e dissuasori, ad esempio».
Fiora Bonelli
Nel vigneto l’uva è completamente compromessa, e i proprietari, Fabio e Fabiana, temono che ormai nessun grappolo si salverà. E anche i fichi non c’è stato verso di assaggiarli. Tutti mangiati dai voracissimi cinghiali che ogni notte stazionano dietro casa, attraversano l’orto, mangiano quel che vogliono e lasciano il terreno disastrato.
«La situazione sta diventando ogni giorno più grave – denunciano i proprietari – perché sono ormai tre mesi che i cinghiali vengono a farci visita dalle 20 in poi e continuano per tutta la notte. E non solo loro. Ci sono anche i daini a dar loro man forte a distruggere alberi e terreni. Filari e filari di uva mangiata. Da qui alla vendemmia cosa rimarrà? I cani cercano nel loro piccolo di difendere il tutto, ma loro non hanno più paura di nulla».
I proprietari si preoccupano anche parecchio per l’incolumità degli ospiti dell’agriturismo. «Oltretutto – dicono – vanno proprio davanti ai giardini degli appartamenti a cercare refrigerio e gli ospiti iniziano ad avere paura, soprattutto chi ha bambini o animali al seguito».
Per liberarsi da questi scomodi ospiti Fabio e Fabiana si sono rivolti ad associazioni e istituzioni, ma nulla è stato fatto. «Abbiamo reso nota la situazione a enti e associazioni, ma tutt’ora nonostante gli interventi fatti, la situazione rimane pesante», dicono e aggiungono: «Visto che nessuno si preoccupa di dare da mangiare a cinghiali in estate sarà bene che si preoccupino di darcelo a noi in inverno, perché questi animali ci mettono in estrema difficoltà».
Una situazione che è la fotocopia di quella della provincia intera e non solo. Dall’Amiata alla costa, i cinghiali ormai scorrazzano indisturbati distruggendo tutto: vigneti, oliveti, orti, castagni. Entrano nei paesi, circolano sulle strade mettendo a repentaglio l’incolumità degli automobilisti. Non si contano più gli incidenti dovuti ai cinghiali. Qualcuno prova a reagire, tentando di ottenere per lo meno i risarcimenti dalla Provincia. Come il gruppo di persone che fa capo a Claudio Ceroni, che continua a lavorare per ottenere il riconoscimento dei danni da cinghiali. «Stiamo facendo indagini sull’incremento dei cartelli che indicano l’attraversamento degli animali – dice Ceroni ––. Forse la Provincia pensa che mettere i cartelli di avvertimento sia utile a preservarla dal pagare i danni. Invece è il contrario: più cartelli ci sono e più ciò dimostra che il pericolo c’è e non si fa nulla per eliminarlo. Reti e dissuasori, ad esempio».
Fiora Bonelli
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