Il Tirreno

Grosseto

Sola con la figlia immobile a letto: «Aiutatemi»

di Fiora Bonelli
Sola con la figlia immobile a letto: «Aiutatemi»

L’appello di una madre che vive in una frazione di Arcidosso e non riesce più ad accudirla

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ARCIDOSSO. «Sono sola con mia figlia che da quindici anni è immobilizzata in un lettino, incapace di muoversi, tracheotomizzata, bisognosa di assistenza 24 ore su 24. Sono disperata e ho necessità di aiuto da parte di chi può fare qualcosa. Mi sento abbandonata, senza via di uscita».

La signora Maria Laura Pellegrini che abita a San Lorenzo (Arcidosso) racconta piangendo che non ce la fa più. Racconta che vanno a casa sua due infermieri due volte al giorno per assistere sua figlia, ma se la ragazza ha bisogno di essere accudita nelle ore in cui la signora è sola e soprattutto la domenica, lei non ce la fa.

«La domenica non viene nessuno – dice – e io devo chiamare sempre qualcuno ad aiutarmi. Ma naturalmente non sempre trovo chi mi dia una mano. Fra l’altro abito in un posto abbastanza periferico, con pochissimi vicini di casa. Nelle domeniche passate ho anche chiamato degli infermieri a pagamento ad aiutarmi a sistemare mia figlia, ma magari in quel momento la ragazza non aveva bisogno di niente e sono stati soldi buttati. E io non ho da buttare via nulla».

La signora racconta anche che per spostare la ragazza usa il sollevatore. «Ma ultimamente si era rotto – dice – e ho dovuto portarlo io all’ospedale in attesa che fosse aggiustato e sempre io mi sono dovuta muovere per andarlo a riprendere. E purtroppo io non mi posso permettere di lasciare casa con tranquillità, perché la ragazza non può essere lasciata solo nemmeno un secondo. Magari il tubo della tracheo si intasa proprio quando non ci sono e se non c’è qualcuno lì pronto per intervenire, mia figlia rischia di morire. Ho bisogno che qualcuno mi dia una mano, perché in questo modo non ce la faccio più».

Maria Laura racconta che è spesso costretta a chiamare l’ambulanza per avere soccorso, perché quasi mai c’è qualcuno pronto a darle una mano. «Se si tratta di muovere mia figlia, e magari ho il sollevatore rotto come è accaduto in questi giorni – dice – io proprio non ne ho la forza. Rischio di farle male e di farmi male. Possibile che non ci sia una soluzione per stare vicino alle persone che come me hanno in casa una situazione simile?».

La disperazione di Maria Laura è palpabile. La sensazione di solitudine totale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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