Sicurezza
Pozzi di nuovo chiusi e Verde Maremma senz’acqua si secca
Il consigliere pd Di Giacopo raccoglie le proteste dei residenti «Nei casi complicati niente è stato risolto. Il Comune riapra»
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Nel periodo più caldo dell’anno, quando prati e piante hanno bisogno più che mai di essere annaffiati, molti giardini in città appaiono di uno sbruciacchiato color giallo per mancanza d’acqua. Eppure la questione della riapertura dei pozzi irrigui, di proprietà del Comune, doveva essere ormai risolta. O no?
A tornare sull’argomento, denunciando la chiusura di alcuni pozzi nel quartiere di Verde Maremma, è il consigliere comunale del Pd Marco di Giacopo. A lui e ai colleghi di scranni si sono rivolti alcuni abitanti di Verde Maremma, rimasti senz’acqua.
«Lo scorso mese di aprile – dice Di Giacopo – il sindaco e la giunta al gran completo annunciarono improvvisamente che non avrebbero riaperto i circa 90 pozzi irrigui comunali. Sono seguiti due mesi di proteste da parte dei cittadini e dell’opposizione; una mozione presentata in consiglio comunale, con la quale si invitava a mantenere la regia pubblica nella gestione dei pozzi. Finché, con toni trionfalistici, il sindaco, intorno alla metà di giugno, ha annunciato la risoluzione del problema».
In realtà, dice Di Giacopo, «più che risolverlo, il problema è stato scaricato su un gruppo di amministratori condominiali volenterosi e generosi, che hanno tentato in fretta e furia di riorganizzare la gestione dei pozzi abbandonata repentinamente dal Comune. Ed è successo quel che era prevedibile: nelle situazioni più semplici si è riusciti a far funzionare pozzi; nei casi più complicati per numero degli utenti e condizioni dei pozzi, e nonostante l’impegno degli amministratori, il problema non è stato risolto. È questo il caso del quartiere Verde Maremma, nato proprio, nomen omen, come modello di virtuosa interrelazione tra verde pubblico e privato».
Qui la scelta del Comune, che Di Giacopo definisce «sconsiderata», sta provocando gli effetti peggiori. «Da alcuni giorni – spiega il consigliere – i pozzi sono di nuovo chiusi e i giardini rischiano di seccarsi definitivamente. E così i toni trionfalistici del sindaco e della sua giunta si scontrano con la realtà dei fatti. Del resto non si può pensare che in poche settimane si riesca a organizzare la gestione di pozzi che servono 400 utenti. Occorreva mantenere una regia pubblica, come avevamo proposto nella nostra mozione, bocciata, in consiglio comunale, una presa di responsabilità, una scelta precisa che non lasciasse sole le famiglie nel risolvere il problema. Tutti devono pagare per l’acqua dei pozzi, ma devono essere messi nella condizione di farlo. Adesso, complice il caldo eccezionale di questi giorni, si rischia ancora una volta di danneggiare i concittadini e il verde pubblico di un quartiere chiamato proprio “verde”». In attesa di un accordo, Di Giacopo chiede di riaprire in via momentanea i pozzi, facendo pagare il dovuto a chi usa l’acqua senza il rischio di far rimanere alcuno a secco per questioni burocratiche.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
A tornare sull’argomento, denunciando la chiusura di alcuni pozzi nel quartiere di Verde Maremma, è il consigliere comunale del Pd Marco di Giacopo. A lui e ai colleghi di scranni si sono rivolti alcuni abitanti di Verde Maremma, rimasti senz’acqua.
«Lo scorso mese di aprile – dice Di Giacopo – il sindaco e la giunta al gran completo annunciarono improvvisamente che non avrebbero riaperto i circa 90 pozzi irrigui comunali. Sono seguiti due mesi di proteste da parte dei cittadini e dell’opposizione; una mozione presentata in consiglio comunale, con la quale si invitava a mantenere la regia pubblica nella gestione dei pozzi. Finché, con toni trionfalistici, il sindaco, intorno alla metà di giugno, ha annunciato la risoluzione del problema».
In realtà, dice Di Giacopo, «più che risolverlo, il problema è stato scaricato su un gruppo di amministratori condominiali volenterosi e generosi, che hanno tentato in fretta e furia di riorganizzare la gestione dei pozzi abbandonata repentinamente dal Comune. Ed è successo quel che era prevedibile: nelle situazioni più semplici si è riusciti a far funzionare pozzi; nei casi più complicati per numero degli utenti e condizioni dei pozzi, e nonostante l’impegno degli amministratori, il problema non è stato risolto. È questo il caso del quartiere Verde Maremma, nato proprio, nomen omen, come modello di virtuosa interrelazione tra verde pubblico e privato».
Qui la scelta del Comune, che Di Giacopo definisce «sconsiderata», sta provocando gli effetti peggiori. «Da alcuni giorni – spiega il consigliere – i pozzi sono di nuovo chiusi e i giardini rischiano di seccarsi definitivamente. E così i toni trionfalistici del sindaco e della sua giunta si scontrano con la realtà dei fatti. Del resto non si può pensare che in poche settimane si riesca a organizzare la gestione di pozzi che servono 400 utenti. Occorreva mantenere una regia pubblica, come avevamo proposto nella nostra mozione, bocciata, in consiglio comunale, una presa di responsabilità, una scelta precisa che non lasciasse sole le famiglie nel risolvere il problema. Tutti devono pagare per l’acqua dei pozzi, ma devono essere messi nella condizione di farlo. Adesso, complice il caldo eccezionale di questi giorni, si rischia ancora una volta di danneggiare i concittadini e il verde pubblico di un quartiere chiamato proprio “verde”». In attesa di un accordo, Di Giacopo chiede di riaprire in via momentanea i pozzi, facendo pagare il dovuto a chi usa l’acqua senza il rischio di far rimanere alcuno a secco per questioni burocratiche.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
