Il dolore
Ucciso dalla mamma: «Un ragazzo d’oro come ce n’erano pochi»
Centinaia di persone al funerale di Francesco Visconti: la salma è stata sepolta nella tomba di suo padre Marco
PORTO SANTO STEFANO. «Un ragazzo d’oro come ce n’erano pochi». Il pensiero è unanime, per chi lo conosceva ma anche per chi ha scoperto il grande animo di questo ragazzo solo dopo la tragedia di giovedì scorso. Tutti hanno voluto tributargli il giusto saluto: la chiesa di Santo Stefano Protomartire era gremita all’inverosimile e c’erano tantissimi giovani arrivati anche da Orbetello e dagli altri paesi vicini, dove aveva tantissimi amici. Era facile voler bene a Francesco Visconti, il figlio non ancora diciottenne di Loredana Busonero.
Da più di una settimana l’Argentario ha abbandonato l’atmosfera delle belle notti d’estate e ha indossato il vestito nero. Quello del lutto per una doppia tragedia che ha tolto il fiato a tutti: la comandante della municipale, la donna di ferro, ha impugnato la pistola e ha ucciso suo figlio prima di togliersi la vita. Francesco, al cimitero del borgo marinaro, riposa ora nella tomba insieme a suo padre Marco, ex sindaco di Monte Argentario ucciso due anni fa da un aneurisma.
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In paese ieri l’aria era surreale. C’è ancora una famiglia che piange di dolore, dalla nonna Lide che tanto amava sua figlia e suo nipote e che, suo malgrado, ha dovuto sostenere il terribile fardello di scoprire per prima ciò che era successo in quell’abitazione. Così come i tanti parenti e i compagni di liceo, tutti presenti dietro l’altare e poi nuovamente stretti intorno a Francesco al termine della messa.
Madre e figlio separati nel giorno dell’addio, come separati nel riposo del cimitero di Porto Santo Stefano, visto che la comandante Busonero non starà accanto a Francesco, bensì nella cappella assieme al padre Romildo. La dimostrazione di affetto per Francesco è arrivata anche dalle autorità civili e militari locali. Era una gioventù tutta da vivere quella del ragazzo che non si era mai fatto mancare nulla: dallo sport con il nuoto fino all’età di 11 anni, al pianoforte con il quale stava diventando davvero bravo.
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Perché aveva passione: la stessa che lo portava ad avere tantissimi amici, con i quali amava passare il suo tempo. E avrebbe passato del tempo anche con i soci del Rotaract, i giovani del Rotary Club, che lo avrebbero accolto non appena avesse compiuto i 18 anni. Già, i 18 anni. Proprio il 2 agosto scorso avrebbe festeggiato la maggiore età: stava organizzando una bella festa, in molti gli avevano già comprato un regalo. Ma quel dono non arriverà mai, se non con un gesto simbolico con il quale la famiglia Visconti ha deciso di celebrare questo funerale. Non fiori, ma offerte: Francesco aveva il cuore grande, così come grande è l’affetto che un territorio intero gli ha dimostrato.
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