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Tre giorni senz’acqua Il Fiora: «È per la siccità»

di Fiora Bonelli
Tre giorni senz’acqua Il Fiora: «È per la siccità»

Case, aziende e agriturismo a secco vicino a Scansano: protestano gli abitanti Il presidente dell’Acquedotto spiega: «Rotture aumentate e superiori a sempre»

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SCANSANO. Protesta per la mancanza di acqua per tre giorni a Scansano da parte di un gruppo di cittadini residenti in località Ripacci. Una protesta non condivisa dal presidente di Acquedotto del Fiora, Emilio Landi, che replica e chiarisce: colpa della siccità che aumenta le rotture delle tubazioni.

Cosa è successo? «Lunedì 24 luglio, nel pomeriggio, è mancata l’acqua nelle nostre abitazioni e aziende – dicono i cittadini – e così abbiamo chiamato il numero verde segnalando il fatto e chiedendo la causa del guasto e i tempi di ripristino. Nelle ore successive non è accaduto nulla e abbiamo ripetuto le telefonate al call center senza avere alcuna informazione, se non l’avvenuta generica segnalazione del guasto».

Nelle giornate successive di martedì e mercoledì le richieste di informazioni al call center si sono fatte sempre più pressanti ed esasperate. «Le persone che hanno risposto – dicono i cittadini – si sono dimostrate sempre gentili nonostante siano state l’incolpevole valvola di sfogo di utenti impossibilitati a interloquire con i veri responsabili del disagio».

L’erogazione dell’acqua è ripresa soltanto nel pomeriggio di giovedì 27 luglio. Case, aziende agricole e agriturismi sono dunque rimasti privi di acqua per tre giorni, con i disagi immaginabili e con l’esperienza negativa vissuta dai turisti presenti.

Il gruppo di residenti osserva che una volta «le riparazioni venivano eseguite da personale locale che conosceva bene i tratti di acquedotto e il suo percorso. Quando si verificava un guasto gli utenti sapevano a chi rivolgersi».

Le interruzioni del servizio, aggiungono i cittadini, «sono frequenti, la rete idrica è vecchia con perdite fino al 40%, si eseguono solo riparazioni di emergenza. Gli utenti inferociti si rivolgono inutilmente a un call center che non riesce a fornire alcuna informazione».

Il presidente del Fiora Emilio Landi ribatte. «In questo momento la pochezza di acqua – spiega – e la siccità creano rotture superiori a quelle di qualsiasi altro anno. Una marea di segnalazioni. Sono 12.000 chilometri di tubazioni con poche utenze e per poter sostituire tutta la rete le bollette dovrebbero schizzare alle stelle. Cosa che, naturalmente, non vogliamo fare. Ma specifico che nella nostra area, ogni utente ha un investimento di 80 euro. Il doppio e anche di più, rispetto ad altre regioni toscane e all’Italia. A Roma e Milano, ad esempio, l’investimento pro capite è di 35 euro». E aggiunge: «Anche noi, poi, andiamo per codici che indicano le priorità e cerchiamo di intervenire con la massima tempestività. Se non riusciamo a concludere tutto entro tempi stabiliti, mettiamo a disposizione le botti su segnalazione anche delle amministrazioni comunali. E anche per questo servizio, l’investimento del Fiora è stato di 500.000 euro».

«Purtroppo – ammette comunque Landi – situazioni come quella di Ripacci in tempi di siccità come questa si possono verificare. Tengo comunque a precisare che il personale che cura la manutenzione è, per il 70% tutto locale e quindi conosce bene le situazioni, le quali però, in questa torrida estate, sono improvvise e numerose».

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