Sicurezza
Tirrenica: «Dove si può si adeguerà l’Aurelia»
di Giovanna Mezzana
Delrio inaugura FestAmbiente e conferma l’ipotesi del restyling in alcuni tratti «Inutile promettere un’autostrada dopo 40 anni, meglio un’arteria sicura»
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RISPESCIA. La parola “autostrada” è caduta in disuso: non si usa più – in Maremma – quando si parla del futuribile completamento della Tirrenica. Anzi, il ministro per le infrastrutture Graziano Delrio – che ieri pomeriggio ha tagliato il nastro all’edizione 2017 di FestAmbiente – la usa una volta sola e per dire: «Dopo quarant’anni, è inutile promettere un’autostrada, meglio una strada sicura». «Una superstrada», per esempio. È rimasto deluso chi sperava che Delrio arrivasse in Maremma, salisse su una ecobici di Legambiente, e desse una nuova e vigorosa accelerazione al sogno di un maxi cantiere messo su per tappare il buco che si apre tra Rosignano e Civitavecchia. Tutto le energie, piuttosto, saranno convogliate per garantire la sicurezza di chi viaggia lungo la dorsale tirrenica.
La conferma. Giunto a Rispescia in compagnia del ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti – che si augura «una magistratura inflessibile» nel giudicare i reati a carico dei piromani – Delrio conferma ciò che era sorprendentemente emerso la Domenica delle Palme, quando – dopo mesi in cui sembrava si stesse procedendo speditamente verso la realizzazione del tratto toscano del Corridoio Tirrenico – il Documento di Economia e Finanza (Def) cancellò l’ipotesi autostrada. Per risparmiare, non c’è dubbio, ma anche perché il contratto tra Roma e Sat, come ribadito più volte dall’Ue, sembra avere qualche pecca. Il Def non annullò il Corridoio Tirrenico che – pur con la “rivisitazione” annunciata a primavera – rimase tra le priorità del Governo. Ed è ciò che ha confermato anche ieri Del Rio, a Rispescia: «La direttrice Tirrenica – parole del ministro – per il governo è una priorità».
Che si fa? Resta l’interrogativo di cosa intenda fare il governo Gentiloni da Livorno in giù. «Si possono avere grandi infrastrutture – dettaglia il ministro Delrio – senza necessariamente pagare il pedaggio ovunque». Tradotto: potete viaggiare sicuri anche se le ruote delle vostre automobili non calcano un’autostrada. E allora lungo la costa maremma si viaggerà molto probabilmente su «una superstrada a quattro corsie, con pezzi autostradali». Capito? Più dettagli si avranno a fine mese, assicura il rappresentante del Governo, quando «l’ipotesi definitiva» vedrà la luce.
Il restyling. «Abbiamo voluto revisionare il progetto – motiva il ministro – ma la nostra intenzione è: fare presto». Presto e bene: speriamo stiano insieme. Dopo il taglio del nastro di FestAmbiente che Delrio ha fatto in sella a una bicicletta – e in compagnia del ministro Galletti, dell’assessore toscano Vincenzo Ceccarelli, del sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, e accanto alla presidente nazionale di Legambiente Rossella Muroni – una cosa è certa: alcuni tratti della vecchia Aurelia verranno adeguati, «messi in sicurezza» assicura Delrio. Quali? «Dove si può» risponde il ministro; e intanto partirà subito un cantiere per lavori di «manutenzione dell’esistente» a nord, tra Livorno e Grosseto: per il capitolo restyling, Delrio annuncia che ci sono già più di 50 milioni di euro pronti. E tra Ansedonia e Capalbio, chiediamo al ministro, per esempio, che cosa è previsto? «Dove si più – ritorna sulla linea guida – sarà utilizzato il tracciato esistente». Tradotto: si adegua l’Aurelia, dove si può, naturalmente.
La conferma. Giunto a Rispescia in compagnia del ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti – che si augura «una magistratura inflessibile» nel giudicare i reati a carico dei piromani – Delrio conferma ciò che era sorprendentemente emerso la Domenica delle Palme, quando – dopo mesi in cui sembrava si stesse procedendo speditamente verso la realizzazione del tratto toscano del Corridoio Tirrenico – il Documento di Economia e Finanza (Def) cancellò l’ipotesi autostrada. Per risparmiare, non c’è dubbio, ma anche perché il contratto tra Roma e Sat, come ribadito più volte dall’Ue, sembra avere qualche pecca. Il Def non annullò il Corridoio Tirrenico che – pur con la “rivisitazione” annunciata a primavera – rimase tra le priorità del Governo. Ed è ciò che ha confermato anche ieri Del Rio, a Rispescia: «La direttrice Tirrenica – parole del ministro – per il governo è una priorità».
Che si fa? Resta l’interrogativo di cosa intenda fare il governo Gentiloni da Livorno in giù. «Si possono avere grandi infrastrutture – dettaglia il ministro Delrio – senza necessariamente pagare il pedaggio ovunque». Tradotto: potete viaggiare sicuri anche se le ruote delle vostre automobili non calcano un’autostrada. E allora lungo la costa maremma si viaggerà molto probabilmente su «una superstrada a quattro corsie, con pezzi autostradali». Capito? Più dettagli si avranno a fine mese, assicura il rappresentante del Governo, quando «l’ipotesi definitiva» vedrà la luce.
Il restyling. «Abbiamo voluto revisionare il progetto – motiva il ministro – ma la nostra intenzione è: fare presto». Presto e bene: speriamo stiano insieme. Dopo il taglio del nastro di FestAmbiente che Delrio ha fatto in sella a una bicicletta – e in compagnia del ministro Galletti, dell’assessore toscano Vincenzo Ceccarelli, del sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, e accanto alla presidente nazionale di Legambiente Rossella Muroni – una cosa è certa: alcuni tratti della vecchia Aurelia verranno adeguati, «messi in sicurezza» assicura Delrio. Quali? «Dove si può» risponde il ministro; e intanto partirà subito un cantiere per lavori di «manutenzione dell’esistente» a nord, tra Livorno e Grosseto: per il capitolo restyling, Delrio annuncia che ci sono già più di 50 milioni di euro pronti. E tra Ansedonia e Capalbio, chiediamo al ministro, per esempio, che cosa è previsto? «Dove si più – ritorna sulla linea guida – sarà utilizzato il tracciato esistente». Tradotto: si adegua l’Aurelia, dove si può, naturalmente.
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