Lutto
Il sogno di nuovi campi da tennis a Casalecci
Il presidente del Circolo chiede impianti polivalenti. E solleva la questione pozzi irrigui
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GROSSETO. Maggiore attenzione alle strutture sportive e disponibilità dell’acqua nelle abitazioni: Casalecci chiede aiuto. È un appello quello di Marco Baleani, presidente del Circolo tennis locale e cittadino della frazione, al Comune di Grosseto. «Casalecci – dice – sembra essere abbandonata a se stessa».
A partire dal primo problema che interessa proprio il circolo tennis di via Irpinia, dove la volontà del presidente è, da anni, di creare un nuovo impianto polivalente a fianco di quello esistente per lo svolgimento di partite ed allenamenti. «Lo chiedo da sette anni – aggiunge – ma né l’amministrazione precedente né quella attuale si sono fatte avanti. Ho chiesto di valutare la possibilità di un secondo campo da gioco in erba sintetica ed al coperto, che sia utilizzabile anche come impianto per il calcetto: credo che un circolo che ha raggiunto buoni livelli e risultati, come i quattro titoli provinciale e la serie D, meriti più considerazione ma stiamo aspettando».
La vicenda è piuttosto complessa. L’area dove dovrebbe sorgere il secondo campo, divisa in due lotti, era di proprietà privata della famiglia Picotti. La stessa famiglia, per il primo lotto, ha fatto un atto di cessione «ma tutto ristagna – prosegue – perché il Comune sta tardando a liquidare il prezzo e fino a quando il pagamento non avverrà la nostra richiesta resterà bloccata». L’altro lotto crea maggiori difficoltà perché «da un progetto dell’amministrazione comunale risulterebbe intersecare una variante studiata per creare altre lottizzazioni che dovrebbero sorgere nei prossimi anni a nord di Casalecci».
Per Baleani ancora dal Comune tutto tace e quindi per il momento niente impianto polivalente. «Sono sette anni che aspettiamo – dice Baleani – e l’unica soluzione sarebbe quella di adattare a minincampo di tennis come l’attuale campo di bocce del circolo: ma è possibile vedere una cosa del genere?».
L’altro problema irrisolto coinvolge i pozzi irrigui. Un imprenditore aveva rilevato la gestione dei pozzi per circa 6-7.000 euro l’anno: questo accordo con il Comune prevedeva che l’acqua sarebbe stata erogata nelle case grazie a una pompa di irrigazione a Steccaia, vicino alla foce del Salica. E qui arriva il nodo.
«Lo stesso imprenditore – continua Baleani – da contratto stipulato con i cittadini, aveva stabilito il prezzo da pagare per ogni famiglia: 70 euro all’anno più 1 euro al mese per la sua percentuale, con un acconto iniziale di 43 euro più il restante a saldo». La concessione all’imprenditore scade a fine settembre poi verranno prese altre decisioni sulla destinazione dei pozzi e della risorsa idrica a Casalecci. Ma il nodo che Baleani vuol evidenziare sta sul prezzo. «Come è possibile – chiede – che si fissi una cifra da pagare senza sapere quante famiglie abbiano aderito all’accordo? Sappiamo benissimo che maggiore è il loro numero e minore sarà la quota da versare e questo mi riguarda direttamente perché devo utilizzare l’acqua nel circolo tennis. Sembra che siano d’accordo circa 50 famiglie su 150 presenti a Casalecci. Inoltre servirebbe bonificare tutta la copertura della rete idrica che è sempre in eternit. Siamo in attesa di informazioni sia dall’imprenditore che dal Comune».
Stefano Fabbroni
A partire dal primo problema che interessa proprio il circolo tennis di via Irpinia, dove la volontà del presidente è, da anni, di creare un nuovo impianto polivalente a fianco di quello esistente per lo svolgimento di partite ed allenamenti. «Lo chiedo da sette anni – aggiunge – ma né l’amministrazione precedente né quella attuale si sono fatte avanti. Ho chiesto di valutare la possibilità di un secondo campo da gioco in erba sintetica ed al coperto, che sia utilizzabile anche come impianto per il calcetto: credo che un circolo che ha raggiunto buoni livelli e risultati, come i quattro titoli provinciale e la serie D, meriti più considerazione ma stiamo aspettando».
La vicenda è piuttosto complessa. L’area dove dovrebbe sorgere il secondo campo, divisa in due lotti, era di proprietà privata della famiglia Picotti. La stessa famiglia, per il primo lotto, ha fatto un atto di cessione «ma tutto ristagna – prosegue – perché il Comune sta tardando a liquidare il prezzo e fino a quando il pagamento non avverrà la nostra richiesta resterà bloccata». L’altro lotto crea maggiori difficoltà perché «da un progetto dell’amministrazione comunale risulterebbe intersecare una variante studiata per creare altre lottizzazioni che dovrebbero sorgere nei prossimi anni a nord di Casalecci».
Per Baleani ancora dal Comune tutto tace e quindi per il momento niente impianto polivalente. «Sono sette anni che aspettiamo – dice Baleani – e l’unica soluzione sarebbe quella di adattare a minincampo di tennis come l’attuale campo di bocce del circolo: ma è possibile vedere una cosa del genere?».
L’altro problema irrisolto coinvolge i pozzi irrigui. Un imprenditore aveva rilevato la gestione dei pozzi per circa 6-7.000 euro l’anno: questo accordo con il Comune prevedeva che l’acqua sarebbe stata erogata nelle case grazie a una pompa di irrigazione a Steccaia, vicino alla foce del Salica. E qui arriva il nodo.
«Lo stesso imprenditore – continua Baleani – da contratto stipulato con i cittadini, aveva stabilito il prezzo da pagare per ogni famiglia: 70 euro all’anno più 1 euro al mese per la sua percentuale, con un acconto iniziale di 43 euro più il restante a saldo». La concessione all’imprenditore scade a fine settembre poi verranno prese altre decisioni sulla destinazione dei pozzi e della risorsa idrica a Casalecci. Ma il nodo che Baleani vuol evidenziare sta sul prezzo. «Come è possibile – chiede – che si fissi una cifra da pagare senza sapere quante famiglie abbiano aderito all’accordo? Sappiamo benissimo che maggiore è il loro numero e minore sarà la quota da versare e questo mi riguarda direttamente perché devo utilizzare l’acqua nel circolo tennis. Sembra che siano d’accordo circa 50 famiglie su 150 presenti a Casalecci. Inoltre servirebbe bonificare tutta la copertura della rete idrica che è sempre in eternit. Siamo in attesa di informazioni sia dall’imprenditore che dal Comune».
Stefano Fabbroni
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