Il Tirreno

Grosseto

L'appello di una mamma: "Quell'uomo ha salvato mio figlio dal fuoco, voglio conoscerlo e dirgli grazie"

Francesca Ferri
L'auto in fiamme lungo l'Aurelia e, a destra, Maria Laura Cantarella Cattaneo Arganini
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L'auto in fiamme lungo l'Aurelia e, a destra, Maria Laura Cantarella Cattaneo Arganini

Fonteblanda: sull'Aurelia lo sconosciuto automobilista aveva avverito un 35enne che l’auto era in fiamme e aveva evitato la tragedia

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FONTEBLANDA. L’auto non dava alcun segnale. Tutto sembrava a posto. Eppure, lo scorso 3 agosto sull'Aurelia nei pressi di Fonteblanda (Grosseto), se non fosse stato per quell’automobilista che aveva visto lingue di fuoco spuntare da sotto l’abitacolo, Stefano Arganini, 35 anni, ingegnere, difficilmente si sarebbe salvato. Una volta accostato in una piazzola e sceso di macchina, come quello sconosciuto automobilista gli aveva fatto cenno di fare, infatti, la sua Audi in pochi secondi è stata avvolta dalle fiamme ed è andata completamente distrutta.

Una vita salvata grazie all’occhio sveglio di uno uomo incrociato per caso, ma soprattutto dalla sua volontà di non girarsi dall’altra parte e lasciar correre, come capita non di rado. Stavolta l’attenzione per il prossimo ha avuto la meglio sulla fretta, sulla sbadataggine, sulla paura. E ha salvato la vita a un giovane uomo.

È per questo che, all’indomani dell’incidente, la mamma di Arganini, Maria Laura Cantarella Cattaneo Arganini, rivolge un appello proprio a quell’uomo. «Viviamo in un modo in cui tutti se ne fregano, hanno fretta – dice la signora Maria Laura –. Questa persona ha perso un minuto del suo tempo per un’altra persona. Devo trovare quest’uomo, vorrei vederlo in faccia e ringraziarlo. Io stessa non so se l’avrei fatto, ma lui così ha salvato la vita a mio figlio».

Erano da poco passate le 14. Stefano Arganini stava tornando a Roma da un appuntamento di lavoro a Forte dei Marmi. Viaggiava a bordo della sua Audi Q5 diesel, acquistata nel 2011. Il viaggio sembrava senza intoppi. «Nessuna spia accesa sul cruscotto, niente che potesse metterlo in allarme», dice ancora la mamma.

All’altezza di Fonteblanda, però, un uomo a bordo di un’auto dietro di lui gli si fa vicino, gli si accosta, gli fa dei cenni, gli indica qualcosa dietro la sua Audi. «Stefano ha guardato lo specchietto retrovisore e ha visto un po’ di fumo, ma niente di particolarmente anomalo. Poteva essere semplice polvere», dice la madre.

L’automobilista sconosciuto, però, insiste, lo sorpassa e gli fa cenno di fermarsi. Le due auto lasciano la carreggiata e si fermano in una piazzola, provvidenzialmente vicina. Stefano esce dall’auto e lì si rende conto di cosa preoccupasse tanto quell’uomo. «In pochi secondi l’Audi è stata completamente avvolta dalle fiamme ed è andata distrutta – spiega ancora la signora Maria Laura –. Per fortuna quella piazzola era lì a un passo».

Niente, dell’Audi e del suo contenuto – tra cui contratti e altro materiale di lavoro – si è salvato. «Pazienza – spiega la signora –. Io e mio figlio ieri abbiamo festeggiato lo scampato pericolo. Adesso vorrei davvero incontrare quest’uomo».
 

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