Gioco
Stop al festival “A veglia” La cultura si mobilita
di Sara Landi
Manciano: annullata l’edizione 2017 che doveva andare in scena a settembre Il rammarico della direttrice e i messaggi di solidarietà di grandi artisti e cittadini
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MANCIANO. Dopo dieci anni, gli innumerevoli artisti che lo hanno impreziosito – da Marco Paolini a Moni Ovadia, da Alessandro Benvenuti a Ginevra Di Marco – e l’eco sulla stampa nazionale per l’esperienza unica nel suo genere cala il sipario sul festival “A veglia, a teatro con il baratto” ideato nel 2007 dall’attrice e scrittrice mancianese Elena Guerrini.
È lei la direttrice artistica ma soprattutto l’anima di un progetto culturale che trasformava ogni anno a settembre il territorio di Manciano, i suoi vicoli e i suoi borghi, in un teatro a cielo aperto.
«Ho saputo che è stato annullato – dice Elena Guerrini – quando ero già al lavoro sulla programmazione della prossima edizione che volevo dedicare al tema rivoluzione e scuola. Il dispiacere è grande – sottolinea – come lo è ogni volta che si spegne un festival o che chiude un teatro. Era bella l’esperienza del paese che diventava teatro e del teatro che diventava paese, la riscoperta della comunità e del rito delle veglie contadine che il festival ha reso possibile».
Lo dimostrano i messaggi di solidarietà che a Elena Guerrini stanno arrivando in questi giorni proprio dal mondo del teatro, dell’arte e della cultura. Massimo Paganelli, già direttore del festival di Castiglioncello e volto noto anche come interprete di Aldo, uno dei vecchietti dei film del BarLume, ha inviato all’attrice mancianese un messaggio molto bello: «Perché chiudere il festival A veglia, meravigliosa esperienza che parte sì dal teatro ma con il tempo diventa ragione di crescita civile, prima ancora che culturale, di una piccola o grande comunità. È, il festival, un tratto di congiunzione tra il cittadino e la sua anima. È, il festival, il raccogliere le diverse anime di una comunità per restituirne quella che vien definita l’identità di un luogo: nel caso specifico Manciano ed il suo festival del “baratto”. Io ci sono stato – aggiunge il direttore del festival di Castiglioncello – ho consegnato per due giorni il mio cuore, la mia anima, la mia voglia di incontrarmi con altre poetiche, magari anche distanti dalla mia, e son tornato a casa più ricco».
Significativo è anche il videomessaggio spedito alla Guerrini da Angelo Pelini, tastierista dei Tetes des Bois: «È l’unico festival davvero futurista. Siamo rimasti positivamente impresssionati dal festival cui abbiamo partecipato lo scorso anno. Siamo tornati a casa carichi di roba, dal vino al miele alle marmellate. È bellissimo ricevere cose prodotte e confezionate dagli spettatori».
Solidarietà anche dal fotografo e videomaker di Orbetello Andrea Bastogi. «Interrompere il festival ora è un grande sbaglio – dice Bastogi – mentre c’è bisogno di dare continuità. Mi ha sempre colpito il tessuto del festival fatto di spettatori locali che si mischiavano a turisti e viaggiatori, tutte persone curiose che avevano voglia di mettersi in discussione e di assistere a uno spettacolo di teatro innovativo».
Grata per le testimonianze di solidarietà che sta ricevendo, Elena Guerrini è determinata a portare avanti la mobilitazione per salvare il festival, “un format – sottolinea la direttrice artistica – per il quale ho richieste in tutta Italia, da Merano alla Puglia».
Lo slogan della campagna è già pronto: “Sveglia, salviamo il festival a veglia”. «Da domani (oggi per chi legge, ndc.) – spiega – inviterò tramite il mio profilo Facebook i mancianesi e la gente comune a farsi un selfie con il cartello con questo messaggio».
Il traguardo? «Il mio obiettivo – dice – è mettere insieme almeno 500 foto per dimostrare quanto il festival fosse amato e seguito dalla gente».
E a settembre, se non si dovessero aprire nuovi spiragli, ci sarà a Manciano un evento di saluto al festival con un artista di caratura nazionale e tutti i sostenitori del festival che per dieci anni ne hanno fatto un’esperienza unica e di grande valore culturale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
È lei la direttrice artistica ma soprattutto l’anima di un progetto culturale che trasformava ogni anno a settembre il territorio di Manciano, i suoi vicoli e i suoi borghi, in un teatro a cielo aperto.
«Ho saputo che è stato annullato – dice Elena Guerrini – quando ero già al lavoro sulla programmazione della prossima edizione che volevo dedicare al tema rivoluzione e scuola. Il dispiacere è grande – sottolinea – come lo è ogni volta che si spegne un festival o che chiude un teatro. Era bella l’esperienza del paese che diventava teatro e del teatro che diventava paese, la riscoperta della comunità e del rito delle veglie contadine che il festival ha reso possibile».
Lo dimostrano i messaggi di solidarietà che a Elena Guerrini stanno arrivando in questi giorni proprio dal mondo del teatro, dell’arte e della cultura. Massimo Paganelli, già direttore del festival di Castiglioncello e volto noto anche come interprete di Aldo, uno dei vecchietti dei film del BarLume, ha inviato all’attrice mancianese un messaggio molto bello: «Perché chiudere il festival A veglia, meravigliosa esperienza che parte sì dal teatro ma con il tempo diventa ragione di crescita civile, prima ancora che culturale, di una piccola o grande comunità. È, il festival, un tratto di congiunzione tra il cittadino e la sua anima. È, il festival, il raccogliere le diverse anime di una comunità per restituirne quella che vien definita l’identità di un luogo: nel caso specifico Manciano ed il suo festival del “baratto”. Io ci sono stato – aggiunge il direttore del festival di Castiglioncello – ho consegnato per due giorni il mio cuore, la mia anima, la mia voglia di incontrarmi con altre poetiche, magari anche distanti dalla mia, e son tornato a casa più ricco».
Significativo è anche il videomessaggio spedito alla Guerrini da Angelo Pelini, tastierista dei Tetes des Bois: «È l’unico festival davvero futurista. Siamo rimasti positivamente impresssionati dal festival cui abbiamo partecipato lo scorso anno. Siamo tornati a casa carichi di roba, dal vino al miele alle marmellate. È bellissimo ricevere cose prodotte e confezionate dagli spettatori».
Solidarietà anche dal fotografo e videomaker di Orbetello Andrea Bastogi. «Interrompere il festival ora è un grande sbaglio – dice Bastogi – mentre c’è bisogno di dare continuità. Mi ha sempre colpito il tessuto del festival fatto di spettatori locali che si mischiavano a turisti e viaggiatori, tutte persone curiose che avevano voglia di mettersi in discussione e di assistere a uno spettacolo di teatro innovativo».
Grata per le testimonianze di solidarietà che sta ricevendo, Elena Guerrini è determinata a portare avanti la mobilitazione per salvare il festival, “un format – sottolinea la direttrice artistica – per il quale ho richieste in tutta Italia, da Merano alla Puglia».
Lo slogan della campagna è già pronto: “Sveglia, salviamo il festival a veglia”. «Da domani (oggi per chi legge, ndc.) – spiega – inviterò tramite il mio profilo Facebook i mancianesi e la gente comune a farsi un selfie con il cartello con questo messaggio».
Il traguardo? «Il mio obiettivo – dice – è mettere insieme almeno 500 foto per dimostrare quanto il festival fosse amato e seguito dalla gente».
E a settembre, se non si dovessero aprire nuovi spiragli, ci sarà a Manciano un evento di saluto al festival con un artista di caratura nazionale e tutti i sostenitori del festival che per dieci anni ne hanno fatto un’esperienza unica e di grande valore culturale.
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