Toscana
Rogo alla Cavallerizza Immagini choc nel video
di Francesca Gori
Ragazzini ripresi mentre spaccano rami di albero e alimentano le fiamme Notte di paura a San Martino, bruciate le rotoballe: il fumo arriva anche in città
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GROSSETO. L’odore acre si è sentito per tutta la notte anche a Grosseto. Quello del fumo denso che da San Martino ha attraversato la prima periferia della città ed è arrivato anche in centro, dove di incendi, martedì sera, ne è scoppiato uno sulle Mura, all’altezza del bastione Cavallerizza. Un rogo domato dopo poche decine di minuti dai vigili del fuoco. Ma in quel brevissimo lasso di tempo, una ragazza che passava da lì ha tirato fuori il telefonino e ha ripreso quello che stava succedendo, forse senza rendersi nemmeno conto della portata di quelle immagini.
Ci sono due ragazzi, non si vedono in faccia ma si sentono parlare. Uno è in basso, l’altro invece è salito su un supporto e spacca dei rami da uno degli alberi che costeggiano il camminamento delle Mura e li getta nel fuoco, per alimentare le fiamme.
«Sono già arrivati». «Che, c’è il barista?»: sono soltanto queste le due frasi che si sentono nel video pubblicato dalla ragazza su Facebook. Video che è stato segnalato all’assessore alla Sicurezza Fausto Turbanti che ieri ha provveduto a inoltrare ai carabinieri che stanno svolgendo le indagini sui roghi che da settimane ormai tengono sotto scacco la Maremma.
Martedì sera è stata una notte difficile per tutti. A San Martino le rotoballe hanno bruciato per tutta la notte e i vigili del fuoco sono rimasti a presidiare quel capannone con il tetto in eternit che ha fatto paura a tutti gli abitanti, già costretti il giorno prima, a lasciare le proprie case per paura che le fiamme entrassero nelle loro abitazioni. Il Movimento 5 Stelle ha chiesto l’intervento di Arpat che ancora non ha prelevato il materiale bruciato per analizzarlo e la nube di fumo provocata da quel rogo scoppiato sulla curva di via Scansanese, dove il fuoco sarebbe partito da dieci punti differenti, è arrivato fino in città creando non poca preoccupazione.
Non è bastato. Poco dopo le 23 un altro allarme, questa volta sulle Mura, dove due ragazzini probabilmente hanno voluto provare l’ebrezza di veder bruciare parte del patrimonio della nostra città. Il rogo è stato domato in poco tempo ma dal centro della città è partita la corsa di chi aveva lasciato l’auto parcheggiata in piazza de Maria. Per fortuna non ci sono stati danni. Ma i carabinieri ora hanno un’altra traccia dalla quale partire.
Mentre i vigili del fuoco stavano fronteggiando l’ennesimo rogo, sono partiti altri allarmi in altre zone di Grosseto: alle Quattro strade, al Casalone, in via della Pace. Bastava aprire Facebook martedì sera per capire che l’emergenza c’è e che ormai tutti questi incendi hanno assunto la dimensione di una guerra quotidiana che le forze dell’ordine non sono ancora riuscite a fronteggiare nonostante l’impegno continuo e costante da parte di tutti.
Sono state centinaia le telefonate che i vigili del fuoco hanno ricevuto durante la serata: segnalazioni che riguardavano soprattutto quello che stava succedendo a San Martino, da parte di persone che non sapevano che l’incendio delle rotoballe era sotto la stretta sorveglianza dei vigili del fuoco.
Anche ieri, in Maremma, i pompieri hanno dovuto sopportare un’altra giornata di passione e la preoccupazione maggiore ora riguarda proprio loro: gli uomini del comando provinciale sono stremati, massacrati da turni che non esistono più e che seguono soltanto la linea temporale degli incendi che stanno esplodendo uno dietro l’altro. La paura è che qualcuno, alla fine, si faccia male. E i primi a rischiare, in questo caso, sono proprio gli uomini che ogni giorno devono combattere contro quelle lingue di fuoco che stanno distruggendo la Maremma ettaro dopo ettaro.
Ci sono due ragazzi, non si vedono in faccia ma si sentono parlare. Uno è in basso, l’altro invece è salito su un supporto e spacca dei rami da uno degli alberi che costeggiano il camminamento delle Mura e li getta nel fuoco, per alimentare le fiamme.
«Sono già arrivati». «Che, c’è il barista?»: sono soltanto queste le due frasi che si sentono nel video pubblicato dalla ragazza su Facebook. Video che è stato segnalato all’assessore alla Sicurezza Fausto Turbanti che ieri ha provveduto a inoltrare ai carabinieri che stanno svolgendo le indagini sui roghi che da settimane ormai tengono sotto scacco la Maremma.
Martedì sera è stata una notte difficile per tutti. A San Martino le rotoballe hanno bruciato per tutta la notte e i vigili del fuoco sono rimasti a presidiare quel capannone con il tetto in eternit che ha fatto paura a tutti gli abitanti, già costretti il giorno prima, a lasciare le proprie case per paura che le fiamme entrassero nelle loro abitazioni. Il Movimento 5 Stelle ha chiesto l’intervento di Arpat che ancora non ha prelevato il materiale bruciato per analizzarlo e la nube di fumo provocata da quel rogo scoppiato sulla curva di via Scansanese, dove il fuoco sarebbe partito da dieci punti differenti, è arrivato fino in città creando non poca preoccupazione.
Non è bastato. Poco dopo le 23 un altro allarme, questa volta sulle Mura, dove due ragazzini probabilmente hanno voluto provare l’ebrezza di veder bruciare parte del patrimonio della nostra città. Il rogo è stato domato in poco tempo ma dal centro della città è partita la corsa di chi aveva lasciato l’auto parcheggiata in piazza de Maria. Per fortuna non ci sono stati danni. Ma i carabinieri ora hanno un’altra traccia dalla quale partire.
Mentre i vigili del fuoco stavano fronteggiando l’ennesimo rogo, sono partiti altri allarmi in altre zone di Grosseto: alle Quattro strade, al Casalone, in via della Pace. Bastava aprire Facebook martedì sera per capire che l’emergenza c’è e che ormai tutti questi incendi hanno assunto la dimensione di una guerra quotidiana che le forze dell’ordine non sono ancora riuscite a fronteggiare nonostante l’impegno continuo e costante da parte di tutti.
Sono state centinaia le telefonate che i vigili del fuoco hanno ricevuto durante la serata: segnalazioni che riguardavano soprattutto quello che stava succedendo a San Martino, da parte di persone che non sapevano che l’incendio delle rotoballe era sotto la stretta sorveglianza dei vigili del fuoco.
Anche ieri, in Maremma, i pompieri hanno dovuto sopportare un’altra giornata di passione e la preoccupazione maggiore ora riguarda proprio loro: gli uomini del comando provinciale sono stremati, massacrati da turni che non esistono più e che seguono soltanto la linea temporale degli incendi che stanno esplodendo uno dietro l’altro. La paura è che qualcuno, alla fine, si faccia male. E i primi a rischiare, in questo caso, sono proprio gli uomini che ogni giorno devono combattere contro quelle lingue di fuoco che stanno distruggendo la Maremma ettaro dopo ettaro.
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