Il Tirreno

Grosseto

I luoghi contadini la sedia da casa e il rito del dono

Cortili, vicoli e piazzette: sono stati questi per dieci anni i palcoscenici e le quinte naturali del festival A veglia. I luoghi delle antiche veglie contadine sono stati riscoperti come luogo di...

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Cortili, vicoli e piazzette: sono stati questi per dieci anni i palcoscenici e le quinte naturali del festival A veglia.

I luoghi delle antiche veglie contadine sono stati riscoperti come luogo di incontro tra il pubblico e l’artista e il suo progetto, come luoghi dove si raccontano storie e si celebra il rito del dono e della festa.

Poche e semplici le regole per partecipare a una serata del festival: lo spettatore doveva portarsi la sedia da casa proprio come nell’usanza dell’andare a veglia e non dimenticare la ricompensa per l’artista

o la compagnia.

Vino, olio, formaggi, miele

e prodotti del territorio in cambio di un monologo,

di una performance,

della magia del teatro e dell’emozione di una sera. Sono stati tanti nelle dieci edizioni gli artisti che hanno detto sì all’invito della direttrice artistica Elena Guerrini: tra loro Alessandro Benvenuti, Anna Meacci, Moni Ovadia, Marco paolini, i Mau Mau, i Tete de Bois, Nada, Vladimir Luxuria, Ginevra Di Marco, Giuliano Scabia, Simone Cristicchi, Roberta Biagiarelli e il Teatro delle Ariette. (s. l.)

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