La manifestazione
Funerali separati per madre e figlio
di Francesca Gori
L’autopsia conferma la dinamica dell’omicidio - suicidio: due giorni di lutto all’Argentario per Francesco e Loredana
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PORTO SANTO STEFANO. L’unica domanda che resta senza risposta è quella sul perché la mano di Loredana Busonero, comandante della polizia municipale di Monte Argentario abbia impugnato la pistola d’ordinanza e abbia sparato a suo figlio prima di uccidersi.
Un perché che resterà così, galleggiante come una macchia d’olio su quel mare di dolore che da giovedì scorso bagna la costa del Promontorio, da quando Loredana ha preso quella pistola ed è entrata nella camera dove dormiva suo figlio, Francesco Visconti uccidendolo prima di spararsi un colpo alla tempia.
Nel puzzle manca solo quel pezzo: ieri l’equipe medico legale dell’Università di Siena, guidata dal dottor Matteo Benvenuti, ha effettuato l’autopsia sulle salme di madre e figlio. Il risultato conferma quanto già stabilito dopo il sopralluogo dei carabinieri nella villetta che si trova sulla strada del Sole. Poco prima delle sette del mattino, Loredana è entrata nella camera dove dormiva Francesco. Il ragazzo era sdraiato su un fianco e la donna lo ha ucciso sparandogli un colpo alla nuca. Sono passati soltanto pochissimi secondi prima che i vicini sentissero l’altro colpo, mortale, che il comandante della polizia municipale ha esploso appoggiando la canna della Heckler e Clock alla sua tempia, tanto che quegli spari erano sembrati il rumore di un battipanni.
Quando la madre di Loredana è entrata nella casa affacciata sul golfo, ha trovato sua figlia in un lago di sangue, per terra, accanto al letto sul quale c’era Francesca. Il ragazzo era ancora vivo quando sua nonna ha dato l’allarme ma le sue condizioni erano disperate, nonostante che addosso avesse poco sangue, assorbito dal materasso sul quale stava dormendo.
L’equipe medico legale dell’Università di Siena si è riservata sessanta giorni prima di consegnare alla Procura di Grosseto la relazione dell’autopsia e il sostituto procuratore Maria Navarro ieri ha dato il nullaosta per la sepoltura. Le strade di Francesco e Loredana si separano a questo bivio, dopo che erano rimaste unite anche in una morte dal sapore della tragedia più difficile da accettare.
L’ultimo viaggio, Loredana e Francesco lo faranno dentro a due bare uguali: due casse in castagno chiaro, con la croce appoggiata sopra. Da ieri i feretri di madre e figlio sono chiusi in una stanza dell’obitorio dell’ospedale Misericordia. Questa mattina alle 10 nella cappella del cimitero di Porto Santo Stefano la bara che contiene i resti di Loredana Busonero sarà benedetta prima di essere tumulata. Per la comandante della polizia municipale del Comune di Monte Argentario i parenti, la mamma Elide e il fratello Ottorino, hanno scelto funerali in forma privata.
Francesco invece arriverà nella sua cassa chiara domani mattina alle 11 nella chiesa di Santo Stefano Protomartire dove sarà allestita la camera ardente che accoglierà tutta la comunità dell’Argentario fino alle 15,30 quando saranno celebrati i funerali del ragazzo. I familiari di Francesco, che aveva perso il babbo Marco due anni fa, hanno chiesto che non vengano portati fiori per salutare il ragazzo: Francesco, che avrebbe compiuto 18 anni proprio ieri, era impegnato da sempre nel sociale e stava per entrare nel Rotaract, l’associazione giovanile del Rotary. Poi il feretro di castagno prenderà la strada del cimitero di Porto Santo Stefano dove sarà tumulato. Soltanto allora e soltanto lì le strade di Loredana e Francesco, che si sono divise questa mattina, torneranno ad unirsi in un abbraccio, quello tra una madre che si voleva uccidere e che prima di farlo ha deciso di portare con sé l’unico figlio che aveva.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Un perché che resterà così, galleggiante come una macchia d’olio su quel mare di dolore che da giovedì scorso bagna la costa del Promontorio, da quando Loredana ha preso quella pistola ed è entrata nella camera dove dormiva suo figlio, Francesco Visconti uccidendolo prima di spararsi un colpo alla tempia.
Nel puzzle manca solo quel pezzo: ieri l’equipe medico legale dell’Università di Siena, guidata dal dottor Matteo Benvenuti, ha effettuato l’autopsia sulle salme di madre e figlio. Il risultato conferma quanto già stabilito dopo il sopralluogo dei carabinieri nella villetta che si trova sulla strada del Sole. Poco prima delle sette del mattino, Loredana è entrata nella camera dove dormiva Francesco. Il ragazzo era sdraiato su un fianco e la donna lo ha ucciso sparandogli un colpo alla nuca. Sono passati soltanto pochissimi secondi prima che i vicini sentissero l’altro colpo, mortale, che il comandante della polizia municipale ha esploso appoggiando la canna della Heckler e Clock alla sua tempia, tanto che quegli spari erano sembrati il rumore di un battipanni.
Quando la madre di Loredana è entrata nella casa affacciata sul golfo, ha trovato sua figlia in un lago di sangue, per terra, accanto al letto sul quale c’era Francesca. Il ragazzo era ancora vivo quando sua nonna ha dato l’allarme ma le sue condizioni erano disperate, nonostante che addosso avesse poco sangue, assorbito dal materasso sul quale stava dormendo.
L’equipe medico legale dell’Università di Siena si è riservata sessanta giorni prima di consegnare alla Procura di Grosseto la relazione dell’autopsia e il sostituto procuratore Maria Navarro ieri ha dato il nullaosta per la sepoltura. Le strade di Francesco e Loredana si separano a questo bivio, dopo che erano rimaste unite anche in una morte dal sapore della tragedia più difficile da accettare.
L’ultimo viaggio, Loredana e Francesco lo faranno dentro a due bare uguali: due casse in castagno chiaro, con la croce appoggiata sopra. Da ieri i feretri di madre e figlio sono chiusi in una stanza dell’obitorio dell’ospedale Misericordia. Questa mattina alle 10 nella cappella del cimitero di Porto Santo Stefano la bara che contiene i resti di Loredana Busonero sarà benedetta prima di essere tumulata. Per la comandante della polizia municipale del Comune di Monte Argentario i parenti, la mamma Elide e il fratello Ottorino, hanno scelto funerali in forma privata.
Francesco invece arriverà nella sua cassa chiara domani mattina alle 11 nella chiesa di Santo Stefano Protomartire dove sarà allestita la camera ardente che accoglierà tutta la comunità dell’Argentario fino alle 15,30 quando saranno celebrati i funerali del ragazzo. I familiari di Francesco, che aveva perso il babbo Marco due anni fa, hanno chiesto che non vengano portati fiori per salutare il ragazzo: Francesco, che avrebbe compiuto 18 anni proprio ieri, era impegnato da sempre nel sociale e stava per entrare nel Rotaract, l’associazione giovanile del Rotary. Poi il feretro di castagno prenderà la strada del cimitero di Porto Santo Stefano dove sarà tumulato. Soltanto allora e soltanto lì le strade di Loredana e Francesco, che si sono divise questa mattina, torneranno ad unirsi in un abbraccio, quello tra una madre che si voleva uccidere e che prima di farlo ha deciso di portare con sé l’unico figlio che aveva.
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