Il Tirreno

Grosseto

Effusioni bollenti sul bus: minorenne colpita da un pugno finisce in ospedale

di Ivana Agostini
Effusioni bollenti sul bus: minorenne colpita da un pugno finisce in ospedale

L’adolescente è rimasta coinvolta nella colluttazione tra la coppia e un agente. La madre infuriata: «L’autista doveva fermarsi». L’azienda di trasporti risponde 

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ORBETELLO. È finita al pronto soccorso una ragazzina di 16 anni che si trovava sul pullman sul quale due giovani, la scorsa settimana, si sono scambiati spinte effusioni.

La minorenne era seduta accanto a un poliziotto che ha cercato di far desistere due ragazzi che avevano deciso di dare spazio alla loro ardente passione sul pullman di una ditta privata locale che svolge la tratta Albinia Sorano per conto della Tiemme. La giovane coppia non appena salita sull’autobus, nel piazzale davanti alla scuola media di Albinia, ha iniziato a tenere dei comportamenti non consoni a un mezzo pubblico pensando forse di trovarsi nell’intimità della sua casa. È a questo punto che il poliziotto che si trovava a bordo ha invitato i due a calmarsi e a tenere a bada la loro passione. Il ragazzo ha dato in escandescenze, non accogliendo i suggerimenti e l’invito del viaggiatore. Ne è nata una colluttazione nella quale sarebbe rimasta coinvolta anche la ragazza diretta a Manciano. Il giovane, infatti, tirava pugni a destra e sinistra.

Madre infuriata. «Mia figlia – dice - gridava forte per attirare l’attenzione dell’autista che non si è subito fermato ma ha continuato la sua corsa».

La madre della ragazza contesta il comportamento del guidatore del pullman che, secondo lei, non avrebbe agito tempestivamente. «Doveva fermarsi non appena ha visto quello che succedeva – continua la donna – e invece anche mentre mia figlia e altre amiche cercavano di scavalcare i sedili lui ha continuato a guidare». La ragazza durante la colluttazione fra il poliziotto e il ragazzo ha rimediato un colpo che l’ha spinta contro il vetro del bus facendole battere una spalla tanto che la madre, la mattina dopo, visto che il dolore persisteva l’ha dovuta portare al pronto soccorso dell’ospedale di Orbetello.

«Mi chiedo se non fosse stato per il poliziotto cosa sarebbe successo su quel mezzo. E se quel ragazzo fosse stato armato magari di un coltello? Per l’autista potevamo essere tutti morti».

L’azienda risponde. Abbiamo contattato l’azienda di trasporti, che dal canto suo sostiene che il conducente ha fatto esattamente quello che doveva fare per garantire la sicurezza a bordo dei passeggeri: ha chiamato i carabinieri e si è fermato. Non aveva titolo per fare altro. La stessa ditta di trasporti invita la donna ad andare a fare le sue rimostranze negli uffici di Albinia per chiarire i fatti e confrontarsi con l’azienda. Ai passeggeri, sia i carabinieri che i titolari della ditta di trasporti, una volta calmati gli animi e identificata la focosa coppia, hanno chiesto se ci fosse qualcuno bisognoso di cure mediche ma nessuno ha mostrato questa esigenza al momento.
 

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