Finanza
pinete/il caso politico
«Quale è l’esito dell’ordinanza?»
L’Udc chiede risposte al sindaco sull’iter della messa in sicurezza
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GROSSETO. E sull’esito dell’ordinanza sindacale 36 del 24 aprile 2017 emanata da Antonfrancesco Vivarelli Colonna chiede chiarimenti e trasparenza anche il comitato regionale Udc, coi grossetani Emanuela Lai, Emanuele Bussi, Stefano Giallini, Carlo Socciarello, Manuel Cerciello e Gabriele Bellettini.
Presupposto della nota dell’Udc è ciò che lo stesso primo cittadino scrive nell’atto, nel quale ha ordinato «ai proprietari e conduttori di terreni (che elenca, ndr) la ripulitura e il taglio del sottobosco entro il 30 aprile 2017».
Scaduta l’ordinanza ormai da tre mesi, qual è lo stato dell’arte? Considerato che la stessa ordinanza elenca tutti i soggetti interessati dalla pineta (pubblici o privati) e specifica che, qualora essi si rendano inadempienti, il Comune in via sostitutiva provvederà con l’esecuzione d’ufficio a spese del trasgressore, l’Udc «chiede pubblicamente al sindaco di conoscere se le notifiche dell’ordinanza sono state tutte effettuate entro i termini compatibili con il possibile adempimento da parte degli interessati entro il termine previsto dall’ordinanza stessa; se risultano all’amministrazione ricorsi depositati entro i 60 giorni previsti presso il Tar o se risultano ricorsi straordinari pendenti presso la Presidenza della Repubblica» (tutte cose riportate nell’atto sindacale).
Se sì, «i consiglieri chiedono di conoscerne il numero e i nominativi dei soggetti ricorrenti; chiedono se l’amministrazione comunale ha adempiuto lei stessa a quanto contemplato nell’ordinanza nella parte in cui “in via sostitutiva si provvederà con l’esecuzione d’ufficio a spese del trasgressore nonché con l’applicazione dell’articolo 650 del codice penale”. Chiedono comunque «che le sanzioni o i recuperi delle somme spese d’ufficio vengano recuperate e indicate in una apposita voce di bilancio, quindi rese trasparenti; infine se e in quale misura quest’amministrazione comunale voglia mettere mano al calendario per la definizione di un nuovo rapporto con i proprietari della pineta per meglio gestire la stessa, eliminare così i notevoli disagi dell’amministrazione medesima così come lamentato nella stessa ordinanza in questione, e - aggiungono gli esponenti del comitato - contribuire alla garanzia di una maggiore sicurezza e prevenzione contro incendi e altre cause di distruzione del nostro patrimonio naturale». (el.g.)
Presupposto della nota dell’Udc è ciò che lo stesso primo cittadino scrive nell’atto, nel quale ha ordinato «ai proprietari e conduttori di terreni (che elenca, ndr) la ripulitura e il taglio del sottobosco entro il 30 aprile 2017».
Scaduta l’ordinanza ormai da tre mesi, qual è lo stato dell’arte? Considerato che la stessa ordinanza elenca tutti i soggetti interessati dalla pineta (pubblici o privati) e specifica che, qualora essi si rendano inadempienti, il Comune in via sostitutiva provvederà con l’esecuzione d’ufficio a spese del trasgressore, l’Udc «chiede pubblicamente al sindaco di conoscere se le notifiche dell’ordinanza sono state tutte effettuate entro i termini compatibili con il possibile adempimento da parte degli interessati entro il termine previsto dall’ordinanza stessa; se risultano all’amministrazione ricorsi depositati entro i 60 giorni previsti presso il Tar o se risultano ricorsi straordinari pendenti presso la Presidenza della Repubblica» (tutte cose riportate nell’atto sindacale).
Se sì, «i consiglieri chiedono di conoscerne il numero e i nominativi dei soggetti ricorrenti; chiedono se l’amministrazione comunale ha adempiuto lei stessa a quanto contemplato nell’ordinanza nella parte in cui “in via sostitutiva si provvederà con l’esecuzione d’ufficio a spese del trasgressore nonché con l’applicazione dell’articolo 650 del codice penale”. Chiedono comunque «che le sanzioni o i recuperi delle somme spese d’ufficio vengano recuperate e indicate in una apposita voce di bilancio, quindi rese trasparenti; infine se e in quale misura quest’amministrazione comunale voglia mettere mano al calendario per la definizione di un nuovo rapporto con i proprietari della pineta per meglio gestire la stessa, eliminare così i notevoli disagi dell’amministrazione medesima così come lamentato nella stessa ordinanza in questione, e - aggiungono gli esponenti del comitato - contribuire alla garanzia di una maggiore sicurezza e prevenzione contro incendi e altre cause di distruzione del nostro patrimonio naturale». (el.g.)
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