il progetto
La raccolta porta a porta arriva in carcere
MASSA MARITTIMA. Non solo in città: a Massa Marittima anche i detenuti della casa circondariale faranno la raccolta differenziata. Ieri mattina è stato firmato il protocollo d’intesa dal sindaco...
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MASSA MARITTIMA. Non solo in città: a Massa Marittima anche i detenuti della casa circondariale faranno la raccolta differenziata. Ieri mattina è stato firmato il protocollo d’intesa dal sindaco Marcello Giuntini, dal vicepresidente di Sei Toscana Alessandro Frosali e dal direttore della casa circondariale di Massa Marittima Carlo Mazzerbo. Con la firma del protocollo dalle prossime settimane anche i detenuti saranno impegnati nella raccolta differenziata definita “cella a cella”. «Questo servizio – ha detto l’assessore all’ambiente del Maurizio Giovannetti – segna la prima sperimentazione del sistema di raccolta porta a porta che sarà avviato nei primi mesi del 2018 in tutto il territorio comunale. Si tratta di una sorta di progetto pilota che ci darà così un feedback sul funzionamento e su eventuali correttivi da attuare. Ci fa piacere che la Casa Circondariale partecipi anche questa volta ai cambiamenti che coinvolgono l’intera comunità locale».
Per far sì che i rifiuti vengano differenziati correttamente sia i detenuti che il personale del carcere seguiranno delle lezioni tenute dai tecnici di Sei Toscana, inoltre a gennaio e a luglio di ogni anno sarà convocata una riunione tra le parti per verificare l’attuazione e i risultati del progetto. «Per noi è un’ottima occasione per offrire un servizio agli ospiti della struttura– ha spiegato il direttore del carcere Carlo Mazzerbo – in questo modo i detenuti hanno la possibilità di sentirsi cittadini della società in cui presto rientreranno. Il contatto tra chi si trova dentro la casa circondariale e la comunità all’esterno è un obiettivo alto, rispondente a principi costituzionali, che sarebbe stato irrealizzabile senza la collaborazione del territorio. Per questo ringrazio l’amministrazione comunale e Sei Toscana per la realizzazione del progetto sperimentale della raccolta differenziata e tante altre realtà come Slow Food, la biblioteca comunale, ma anche privati cittadini, che ci hanno permesso di offrire opportunità concrete di apertura e reinserimento sociale alle persone in attesa di finire di scontare la propria pena».
Giulia Sili
Per far sì che i rifiuti vengano differenziati correttamente sia i detenuti che il personale del carcere seguiranno delle lezioni tenute dai tecnici di Sei Toscana, inoltre a gennaio e a luglio di ogni anno sarà convocata una riunione tra le parti per verificare l’attuazione e i risultati del progetto. «Per noi è un’ottima occasione per offrire un servizio agli ospiti della struttura– ha spiegato il direttore del carcere Carlo Mazzerbo – in questo modo i detenuti hanno la possibilità di sentirsi cittadini della società in cui presto rientreranno. Il contatto tra chi si trova dentro la casa circondariale e la comunità all’esterno è un obiettivo alto, rispondente a principi costituzionali, che sarebbe stato irrealizzabile senza la collaborazione del territorio. Per questo ringrazio l’amministrazione comunale e Sei Toscana per la realizzazione del progetto sperimentale della raccolta differenziata e tante altre realtà come Slow Food, la biblioteca comunale, ma anche privati cittadini, che ci hanno permesso di offrire opportunità concrete di apertura e reinserimento sociale alle persone in attesa di finire di scontare la propria pena».
Giulia Sili
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