Il Tirreno

Grosseto

Dalle polemiche all'accoglienza, Capalbio ospita 15 migranti

Il borgo di Capalbio
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Il borgo di Capalbio

Dopo la bufera scoppiata un anno per l'assegnazione alla cittadina maremmana di 50 profughi, poi mai arrivati, il sindaco Bellumori firma la convenzione in prefettura

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Dalle polemiche, le petizioni pro e contro, e i ricorsi al Tar dell'estate scorsa alla convenzione siglata oggi con la prefettura di Grosseto, passando da 50 a 15 richiedenti asilo da ospitare e da un'accoglienza definita allora dal sindaco Luigi Bellumori "ghettizzante" a una gestione diretta e partecipata.

Capalbio, la "piccola Atene" sul mar Tirreno, patria estiva soprattutto di intellettuali e politici di sinistra, finita nell'agosto 2016 sulle pagine dei giornali per il no all'arrivo dei migranti, si appresta a fare la sua parte per l'emergenza profughi, ospitando per la prima volta dei richiedenti asilo secondo un'intesa che, per la Maremma, è la prima del genere. Un anno fa a far scoppiare il caso fu l'assegnazione alla cittadina maremmana di una cinquantina di migranti che sarebbero dovuti essere ospitati in tre villette di un condominio residenziale, il Leccio, vicino al centro storico, abitato da 130 persone. Il sindaco Bellumori scese in campo e in una lettera all'allora ministro dell'Interno Angelino Alfano parlò appunto di "ghettizzazione" degli stessi profughi e di sicurezza non garantita, esprimendo perplessità sulle modalità di assegnazione e chiedendo più trasparenza. "Pensiamo che sia giusto che ci sia una distribuzione razionale e sostenibile dei migranti in tutti i comuni senza alcuna distinzione, e che l'eccessivo e, per noi, ingovernabile numero attribuito a Capalbio sia il risultato della non partecipazione di molti comuni all'accoglienza", furono le parole di Bellumori ad Alfano.

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Risultato: nessun migrante arrivò a Capalbio e a novembre il bando relativo fu annullato dal prefetto, con nuovo strascico di polemiche da parte del centrodestra. Oggi dunque è arrivata la firma della convenzione siglata tra la prefettura e lo stesso sindaco: sarà il Comune a individuare, tramite gara, la struttura "deputata" ad accogliere i richiedenti asilo e sempre con una "procedura di evidenza pubblica", il gestore. Quanto al numero dei migranti, saranno complessivamente 15 "in coerenza con il piano nazionale ministero dell'Interno-Anci", ovvero, come è stato spiegato, rapportato alla popolazione residente.

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