Il dolore
Ceta, il consiglio dice no Maggioranza spaccata
Il centrodestra vota e approva l’odg presentato da Lolini, contrario al trattato Ma sindaco e Forza Italia si astengono. L’opposizione: «Braccio di ferro tra loro»
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GROSSETO. Il consiglio comunale ha detto no al Ceta, approvando l’odg presentato da Lega e Maremma migliore e contrario al trattato siglato tra Unione europea e Canada per la commercializzazione e lo scambio dei prodotti alimentari. Il punto era stato fatto inserire all’ordine del giorno di ieri da Mario Lolini del gruppo consiliare della Lega nord Grosseto insieme a Maremma Migliore contrari – dice Lolini – «all’accordo inciucio che ignora la salute e la piccola impresa».
La votazione e approvazione dell’odg – ieri tra i banchi del consiglio – ha fatto emergere divisioni interne alla maggioranza, così come divise sono le associazioni di categoria del mondo agricolo, Coldiretti e Confagricoltura, la prima delle quali ha sposato la posizione di Lolini (nella foto a destra il direttore Renna con il consigliere leghista) e la seconda per anni presieduta da Vivarelli Colonna. Hanno votato a favore dell’odg, oltre ai promotori Lega e Maremma migliore, Pasquale Virciglio (Movimento per la sovranità), Gino Tornusciolo (CasaPound), Fratelli d’Italia e 5 Stelle. Nessun voto contrario mentre c’è stata l’astensione di Forza Italia e della lista Vivarelli Colonna, incluso il sindaco descritto dall’opposizione in “imbarazzato silenzio”. Il centrosinistra non ha partecipato al voto.
Lolini. «Abbiamo richiesto e ottenuto trasversalmente una presa di posizione dell’amministrazione comunale forte. Nessun voto contrario e nessuna spaccatura in maggioranza – mette le mani avanti Lolini – Solo divergenze di opinione su un tema di rilievo comunitario, divergenze speculari nell’opposizione. Sulla natura e la ratifica del trattato l’impegno della politica sta diventando trasversale come abbiamo visto nel consiglio grossetano, sia in positivo che in negativo, e sentite certe considerazioni che avvicinano Forza Italia e Pd (contrari a parole ma astenuti dal voto, forse, per non dover prendere posizioni che scontentassero qualcuno): la Lega ha ottenuto che il sindaco e la giunta facciano la propria parte nell’interesse del territorio facendo sentire nelle sedi opportune la voce propria e del territorio».
Pd. Per i consiglieri dei tre gruppi di opposizione del centrosinistra Pd, Lista Mascagni sindaco e Passione per Grosseto, in verità, la discussione «è stata l’occasione per un braccio di ferro tra le componenti della maggioranza che governa il comune di Grosseto. Da un lato forze “sovraniste” come Lega Nord, CasaPound, Fdi, Movimento per la sovranità; dall’altro Forza Italia, che ha difeso con il capogruppo (Elisabetta Ripani, ndr) il trattato (votato da suoi europarlamentari e sostenuto da suoi parlamentari) salvo poi rifugiarsi nell’astensione, forse per non far deflagrare la divisione. Analogo e imbarazzato voto di astensione è stato espresso dalla lista civica del sindaco. Per anni esponente di punta della Confagricoltura, pur sollecitato ha preferito nascondersi dietro un’astensione tattica senza intervenire nella discussione, neppure quando una componente consistente della sua maggioranza ha sostenuto posizioni radicalmente contrastanti con quelle espresse proprio da quella parte dell’associazionismo agricolo da cui lui proviene. Essendo chiaro che si trattava solo di uno scontro tra le componenti della maggioranza, abbiamo preferito non partecipare al voto lasciando al centrodestra il compito di fare le prove di forza al proprio interno. Il risultato? Il sindaco è stato messo in minoranza, e buona parte dei lavori sono stati ingessati da un defatigante dibattito interno al centrodestra. E mentre si svolgeva un simile teatrino, la mozione e l’interrogazione sugli incendi presentate dal centrosinistra venivano incredibilmente rinviate a settembre negandosi ai cittadini un dibattito pubblico su un tema importante e urgente. Se questo è lo stato della maggioranza c’è poco da stare tranquilli». (el.g)
La votazione e approvazione dell’odg – ieri tra i banchi del consiglio – ha fatto emergere divisioni interne alla maggioranza, così come divise sono le associazioni di categoria del mondo agricolo, Coldiretti e Confagricoltura, la prima delle quali ha sposato la posizione di Lolini (nella foto a destra il direttore Renna con il consigliere leghista) e la seconda per anni presieduta da Vivarelli Colonna. Hanno votato a favore dell’odg, oltre ai promotori Lega e Maremma migliore, Pasquale Virciglio (Movimento per la sovranità), Gino Tornusciolo (CasaPound), Fratelli d’Italia e 5 Stelle. Nessun voto contrario mentre c’è stata l’astensione di Forza Italia e della lista Vivarelli Colonna, incluso il sindaco descritto dall’opposizione in “imbarazzato silenzio”. Il centrosinistra non ha partecipato al voto.
Lolini. «Abbiamo richiesto e ottenuto trasversalmente una presa di posizione dell’amministrazione comunale forte. Nessun voto contrario e nessuna spaccatura in maggioranza – mette le mani avanti Lolini – Solo divergenze di opinione su un tema di rilievo comunitario, divergenze speculari nell’opposizione. Sulla natura e la ratifica del trattato l’impegno della politica sta diventando trasversale come abbiamo visto nel consiglio grossetano, sia in positivo che in negativo, e sentite certe considerazioni che avvicinano Forza Italia e Pd (contrari a parole ma astenuti dal voto, forse, per non dover prendere posizioni che scontentassero qualcuno): la Lega ha ottenuto che il sindaco e la giunta facciano la propria parte nell’interesse del territorio facendo sentire nelle sedi opportune la voce propria e del territorio».
Pd. Per i consiglieri dei tre gruppi di opposizione del centrosinistra Pd, Lista Mascagni sindaco e Passione per Grosseto, in verità, la discussione «è stata l’occasione per un braccio di ferro tra le componenti della maggioranza che governa il comune di Grosseto. Da un lato forze “sovraniste” come Lega Nord, CasaPound, Fdi, Movimento per la sovranità; dall’altro Forza Italia, che ha difeso con il capogruppo (Elisabetta Ripani, ndr) il trattato (votato da suoi europarlamentari e sostenuto da suoi parlamentari) salvo poi rifugiarsi nell’astensione, forse per non far deflagrare la divisione. Analogo e imbarazzato voto di astensione è stato espresso dalla lista civica del sindaco. Per anni esponente di punta della Confagricoltura, pur sollecitato ha preferito nascondersi dietro un’astensione tattica senza intervenire nella discussione, neppure quando una componente consistente della sua maggioranza ha sostenuto posizioni radicalmente contrastanti con quelle espresse proprio da quella parte dell’associazionismo agricolo da cui lui proviene. Essendo chiaro che si trattava solo di uno scontro tra le componenti della maggioranza, abbiamo preferito non partecipare al voto lasciando al centrodestra il compito di fare le prove di forza al proprio interno. Il risultato? Il sindaco è stato messo in minoranza, e buona parte dei lavori sono stati ingessati da un defatigante dibattito interno al centrodestra. E mentre si svolgeva un simile teatrino, la mozione e l’interrogazione sugli incendi presentate dal centrosinistra venivano incredibilmente rinviate a settembre negandosi ai cittadini un dibattito pubblico su un tema importante e urgente. Se questo è lo stato della maggioranza c’è poco da stare tranquilli». (el.g)
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