Il Tirreno

Grosseto

Ucciso dalla mamma nel sonno, gli amici: "Una grande festa per ricordare Francesco"

di Ivana Agostini
Ucciso dalla mamma nel sonno, gli amici: "Una grande festa per ricordare Francesco"

I ragazzi dell’Idro di Orbetello raccontano il loro amico in una lettera: «Sarai con noi anche durante questo evento»

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PORTO SANTO STEFANO. Francesco Visconti se n’è andato nel sonno, ucciso da quella mano che spesso lo aveva protetto e accarezzato. L’ha ucciso sua madre, Loredana Busonero , comandante della polizia municipale di Porto Santo Stefano prima di suicidarsi. Due colpi di pistola hanno messo fine a tutto: ogni progetto, ogni sogno di ragazzo è stato cancellato.

A non essere cancellato è il ricordo che alcuni amici di Francesco hanno voluto affidare a una lettera. Sono “I Ragazzi Dell’Idro di Orbetello” che in queste ore stanno organizzando nella cittadina lagunare una grande festa. Una festa nella quale, in qualche modo, si sentirà la presenza di Francesco. «Caro Francesco – scrivono – a parlarti qui siamo ragazzi di tutti i tipi: amici, conoscenti e perfino sconosciuti. Siamo in tanti, accomunati da un fatto unico che ci ha coinvolti e scossi in maniere differenti. Ma non è per questo che ti vogliamo ricordare» .

A 18 anni il concetto della morte è lontano, inimmaginabile: non è quindi della sua fine che gli amici vogliono parlare ma di ciò che Francesco era, anzi, è, nella mente e nel cuore di ognuno di loro. «I tuoi amici più cari – continuano – vogliono rimanere con un’immagine di te che rappresenti a pieno la tua anima, la tua vitalità. E non c’è modo migliore per descriverti se non come una “persona piena di vita” . Con la tua ironia, il tuo altruismo, la tua voglia di fare e partecipare, e soprattutto di strappare un sorriso a tutti. E, proprio ora, più che mai, ne avremmo bisogno. Ci piace anche ricordarti come un sognatore, una persona che vedeva il lato migliore in tutti coloro che lo circondavano, come un lettore sfegatato, un appassionato di serie tv e film di Tarantino».

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Francesco era questo e anche molto altro. «Sei un musicista di piano – continuano parlando al presente – Stavi diventando un membro del Rotaract Club, per cui avevi lavorato puntigliosamente, come sempre, alla realizzazione di un depliant durante l’anno scolastico. Ma per tutti noi resterai soprattutto un artista a tutto tondo, come il ragazzo che si distraeva mentre era a lezione perché disegnava cose di tutti i generi, che viveva per le mostre di pittura e cercava ispirazione nelle cose di tutti i giorni».

Una descrizione attenta e precisa di un ragazzo come tanti che però ha lasciato il segno in chi lo conosceva bene e in chi lo ha conosciuto di riflesso. «Noi Ragazzi Dell’Idro, pur non conoscendoti tutti in prima persona, qualcosa in comune con te l’abbiamo: amiamo la vita, la musica e i colori. Amiamo impiegare ogni momento del nostro tempo in qualcosa che faccia felice gli altri, amiamo anche sorridere. Il destino sai, per chi ci crede, è una brutta bestia alle volte; ma lo stesso destino ci ha riscaldato un po’ il cuore con una piccolezza a cui teniamo particolarmente».

Francesco era nato sotto il segno del Leone e il leone è il simbolo del Carnival Fiction. «Saprai sicuramente quanto anche per noi significhi il Leone, e vedendolo tra gli ultimi tuoi disegni, non potevamo che commuoverci. Che tu possa, insieme al tuo vissuto, essere la rappresentazione piena della vita. Che gli altri da te possano apprendere quanto sia preziosa. Chi ti è vicino può dire con certezza che te saresti contento di essere ricordato così ai nostri occhi, e forse anche questa festa potrebbe rispecchiarti. Grazie di essere entrato nelle nostre vite e di averle migliorate, solo le stelle più luminose ci riescono. Noi ti guarderemo da qua un po’ a malincuore e un po’ con un mezzo sorriso. Ti vogliamo bene».

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