Resta aperta la scuola di Pomonte Sarà ospitata nei locali Pro loco
di Ivana Agostini
Scansano: l’associazione si è messa a disposizione, i lavori di adeguamento inizieranno a breve I genitori sono pronti ad autotassarsi, insieme all’aiuto di Banca Tema, per poter aprire il cantiere
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SCANSANO. I bambini della scuola di Pomonte non andranno a Scansano ma rimarranno nella piccola frazione. I genitori, pur di non trasferire i figli, sono pronti a tassarsi.
Quando è arrivata la notizia che la piccola scuola primaria non è più agibile, secondo una perizia che accertato la presenza di una lesione che non permette più all’edificio di ospitare i circa 70 ragazzi che frequentano la scuola elementare, i genitori sono rimasti spiazzati, ma non si sono rassegnati. Martedì pomeriggio però c’è stata la svolta: i bambini rimarranno a Pomonte e frequenteranno le lezioni nei locali che fino a oggi hanno ospitato la sede della Pro loco.
Pomonte è piccola ma la sua popolazione è coesa e pronta a lottare perché i piccoli studenti non si allontanino dalle loro radici. La riunione di martedì, che ha visto partecipare non solo i genitori ma l’intera popolazione, doveva servire a presentare una proposta all’amministrazione comunale che invece ha agito d’anticipo proponendo che la scuola venga trasferita nelle stanze vicine che solitamente sono usate per festeggiare i compleanni, per ospitare il dottore e per cucinare durante la sagra.
La comunità ha dato un grosso esempio di civiltà a di unione. La locale Prol oco, pur di non far andare via i bambini da Pomonte, cederà le sue stanze che saranno sistemate per poter ospitare le classi: via la cella frigorifera, via le cucine, via tutto. Un grosso sacrifico a cui però la locale associazione si presta con piacere pur di riuscire nell’intento. Il costo dell’operazione, secondo una prima stima, è di circa 20.000 euro. Una parte dei soldi verrà messa dalla stessa Pro loco, un’altra dalla Banca Tema e un’altra ancora dalla popolazione che ha deciso di autotassarsi.
Le stanze della Pro loco dovranno essere modificate per ospitare i bambini: una situazione temporanea fino a che la sede della scuola che si trova davanti alla Pro loco non sarà ristrutturata grazie ai fondi della Regione Toscana. Verranno realizzati nuovi bagni e installati dei termoconvettori per l’inverno. Tutto si farà solo se i genitori, nonostante la situazione precaria, iscriveranno i figli nella scuola di Pomonte. Dopo la notizia della chiusura alcuni avevano chiesto il nulla osta per poter iscrivere i bambini altrove: impensabile andare a Scansano. Ora gli stessi genitori, alcuni anche di Manciano, hanno ritirato la richiesta di nulla osta: se la scuola rimane a Pomonte, nessun bambino andrà via.
Ovviamente, come è stato fatto presente in maniera onesta, alcuni disagi ci saranno e gli spazi saranno meno ampi rispetto a quelli avuti fino a giugno. I lavori di adeguamento dovrebbero iniziare in questi giorni e saranno eseguiti dal Comune che metterà la manodopera. Ora rimane da capire come fare a recuperare i fondi. Una cosa è chiara e certa: i genitori sono pronti a metter le mani nel portafoglio, ognuno secondo le proprie possibilità, per riuscire a far continuare a vivere una scuola che è l’anima del paese.
Dovrà anche essere trovata una soluzione per l’ambulatorio del dottore che non sarà più a disposizione dato che i locali saranno trasformati in scuola. Rimane ferma l’organizzazione della sagra, di certo con qualche difficoltà in più. Presto potrebbe essere istituito un conto corrente ad hoc nel quale fare le donazioni. La comunità di Pomonte ha dimostrato che se si rema davvero tutti verso un’unica direzione i risultati, anche con qualche sacrifico, si possono ottenere.
Quando è arrivata la notizia che la piccola scuola primaria non è più agibile, secondo una perizia che accertato la presenza di una lesione che non permette più all’edificio di ospitare i circa 70 ragazzi che frequentano la scuola elementare, i genitori sono rimasti spiazzati, ma non si sono rassegnati. Martedì pomeriggio però c’è stata la svolta: i bambini rimarranno a Pomonte e frequenteranno le lezioni nei locali che fino a oggi hanno ospitato la sede della Pro loco.
Pomonte è piccola ma la sua popolazione è coesa e pronta a lottare perché i piccoli studenti non si allontanino dalle loro radici. La riunione di martedì, che ha visto partecipare non solo i genitori ma l’intera popolazione, doveva servire a presentare una proposta all’amministrazione comunale che invece ha agito d’anticipo proponendo che la scuola venga trasferita nelle stanze vicine che solitamente sono usate per festeggiare i compleanni, per ospitare il dottore e per cucinare durante la sagra.
La comunità ha dato un grosso esempio di civiltà a di unione. La locale Prol oco, pur di non far andare via i bambini da Pomonte, cederà le sue stanze che saranno sistemate per poter ospitare le classi: via la cella frigorifera, via le cucine, via tutto. Un grosso sacrifico a cui però la locale associazione si presta con piacere pur di riuscire nell’intento. Il costo dell’operazione, secondo una prima stima, è di circa 20.000 euro. Una parte dei soldi verrà messa dalla stessa Pro loco, un’altra dalla Banca Tema e un’altra ancora dalla popolazione che ha deciso di autotassarsi.
Le stanze della Pro loco dovranno essere modificate per ospitare i bambini: una situazione temporanea fino a che la sede della scuola che si trova davanti alla Pro loco non sarà ristrutturata grazie ai fondi della Regione Toscana. Verranno realizzati nuovi bagni e installati dei termoconvettori per l’inverno. Tutto si farà solo se i genitori, nonostante la situazione precaria, iscriveranno i figli nella scuola di Pomonte. Dopo la notizia della chiusura alcuni avevano chiesto il nulla osta per poter iscrivere i bambini altrove: impensabile andare a Scansano. Ora gli stessi genitori, alcuni anche di Manciano, hanno ritirato la richiesta di nulla osta: se la scuola rimane a Pomonte, nessun bambino andrà via.
Ovviamente, come è stato fatto presente in maniera onesta, alcuni disagi ci saranno e gli spazi saranno meno ampi rispetto a quelli avuti fino a giugno. I lavori di adeguamento dovrebbero iniziare in questi giorni e saranno eseguiti dal Comune che metterà la manodopera. Ora rimane da capire come fare a recuperare i fondi. Una cosa è chiara e certa: i genitori sono pronti a metter le mani nel portafoglio, ognuno secondo le proprie possibilità, per riuscire a far continuare a vivere una scuola che è l’anima del paese.
Dovrà anche essere trovata una soluzione per l’ambulatorio del dottore che non sarà più a disposizione dato che i locali saranno trasformati in scuola. Rimane ferma l’organizzazione della sagra, di certo con qualche difficoltà in più. Presto potrebbe essere istituito un conto corrente ad hoc nel quale fare le donazioni. La comunità di Pomonte ha dimostrato che se si rema davvero tutti verso un’unica direzione i risultati, anche con qualche sacrifico, si possono ottenere.
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