Sicurezza
don lanini e i suoi ragazzi
Pellegrini a Gerusalemme con le pietre-reliquie
CASTEL DEL PIANO. Parroco, ragazzi e accompagnatori pellegrini verso Gerusalemme per 10 giorni. Il parroco don Gianni Lanini e i suoi ragazzi rompono gli indugi e partono da Castel del Piano oggi in...
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CASTEL DEL PIANO. Parroco, ragazzi e accompagnatori pellegrini verso Gerusalemme per 10 giorni. Il parroco don Gianni Lanini e i suoi ragazzi rompono gli indugi e partono da Castel del Piano oggi in pellegrinaggio per Gerusalemme. Sgomberato il campo da ogni perplessità, dubbio e qualche patema d’animo per le notizie che arrivavano da Gerusalemme in questi ultimi giorni, adesso che la situazione sembra tranquillizzata, è stato deciso e si parte.
Un viaggio preparato dal parroco e dai suoi collaboratori nei minimi dettagli fin dallo scorso febbraio e che durerà 10 giorni per più di 40 ragazzi e una decina di accompagnatori che provengono da tutto il mondo e che sono il simbolo di un percorso materiale e spirituale all’insegna della multiculturalità. «Di Gerusalemme, infatti- spiega don Gianni- si vanno a conoscere tutti gli aspetti: cristiano, ebraico, musulmano, armeno». Il pellegrinaggio toccherà oltre che la città santa anche Nazareth e Betlemme, Cafarnao e gli altri luoghi biblici su cui don Gianni ha studiato a lungo per fare da guida ai ragazzi e spiegare sul campo il senso di un viaggio che tocca e scopre non solo luoghi concreti di cui parlano i vangeli ma soprattutto quelli dell’anima. I pellegrini porteranno con sé una pietra incisa con cui toccheranno fisicamente certi luoghi santi: la base del Monte Moira dove si svolse l’episodio di Abramo e Isacco, la stella di Betlemme, nel punto dove si pensa sia nato Gesù, la cima del Golgota, dove morì, e poi la pietra dell’unzione dove fu unto il corpo di Cristo e la pietra del sepolcro da cui risorse.
«A questo punto- spiega Don Gianni- la pietra che i ragazzi portano con sé e che ha sfiorato i luoghi salienti del nostro universo di fede, diventa reliquia e il bello è che i ragazzi oltre alla loro ne avranno anche altre da riconsegnare, al ritorno, a chi ha aiutato a organizzare questo pellegrinaggio e non è potuto intervenire. Proprio come accadeva nel Medioevo durante il quale esistevano pellegrini che potevano essere sostituiti da altri». Il pellegrinaggio a Gerusalemme arriva dopo i tre precedenti organizzati dal parroco: a Roma, percorrendo la Francigena, a San Giacomo di Compostela e a Mont Saint Michael: «Preoccupati per questo pellegrinaggio a Gerusalemme? No non lo siamo. Le misure di sicurezza ci sono tutte e siamo sereni», dice don Gianni. (f.b.)
Un viaggio preparato dal parroco e dai suoi collaboratori nei minimi dettagli fin dallo scorso febbraio e che durerà 10 giorni per più di 40 ragazzi e una decina di accompagnatori che provengono da tutto il mondo e che sono il simbolo di un percorso materiale e spirituale all’insegna della multiculturalità. «Di Gerusalemme, infatti- spiega don Gianni- si vanno a conoscere tutti gli aspetti: cristiano, ebraico, musulmano, armeno». Il pellegrinaggio toccherà oltre che la città santa anche Nazareth e Betlemme, Cafarnao e gli altri luoghi biblici su cui don Gianni ha studiato a lungo per fare da guida ai ragazzi e spiegare sul campo il senso di un viaggio che tocca e scopre non solo luoghi concreti di cui parlano i vangeli ma soprattutto quelli dell’anima. I pellegrini porteranno con sé una pietra incisa con cui toccheranno fisicamente certi luoghi santi: la base del Monte Moira dove si svolse l’episodio di Abramo e Isacco, la stella di Betlemme, nel punto dove si pensa sia nato Gesù, la cima del Golgota, dove morì, e poi la pietra dell’unzione dove fu unto il corpo di Cristo e la pietra del sepolcro da cui risorse.
«A questo punto- spiega Don Gianni- la pietra che i ragazzi portano con sé e che ha sfiorato i luoghi salienti del nostro universo di fede, diventa reliquia e il bello è che i ragazzi oltre alla loro ne avranno anche altre da riconsegnare, al ritorno, a chi ha aiutato a organizzare questo pellegrinaggio e non è potuto intervenire. Proprio come accadeva nel Medioevo durante il quale esistevano pellegrini che potevano essere sostituiti da altri». Il pellegrinaggio a Gerusalemme arriva dopo i tre precedenti organizzati dal parroco: a Roma, percorrendo la Francigena, a San Giacomo di Compostela e a Mont Saint Michael: «Preoccupati per questo pellegrinaggio a Gerusalemme? No non lo siamo. Le misure di sicurezza ci sono tutte e siamo sereni», dice don Gianni. (f.b.)
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